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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Lui, lei e... il geloso

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Lui, lei e... il geloso

Stato d’animo proprio di chi, ha torto o ragione, dubita dell’amore, della fedeltà e similmente della persona amata, o teme che essa ami un’altra persona”: Questa appena descritta è la definizione, fornita dal dizionario “Zingarelli” (edito da Zanichelli), di quello “stato d’animo”, la gelosia, che avverte colui o colei che ama in talune circostanze.

Nella definizione riportata mi pare che comunque la si metta ciò che viene posto in discussione, il dubbio, è relativo all’amore, nonché alla fedeltà della persona amata. Ma quando scatta questo meccanismo, o meglio, s’insinua tale dubbio? Tra poco lo vedremo all’interno di una storia. Esistono, d’altra parte, definizioni meno accademiche e più popolari che riguardano ciascuno di noi. Per alcuni la gelosia è assimilabile ad una sorta di “fastidio” che rende insicuri, o meglio che mina la propria certezza relativa agli affetti; per altri questo sentimento viene avvertito come un “bollore” un fuoco interiore che offusca la ragione e fa vedere soltanto l’amata e colui che minaccia il sentimento d’amore: una sorta di bifocalizzazione in cui tutto il resto perde di senso; infine per altri ancora “ la gelosia è un sentimento che genera uno stato d’ansia e rabbia, a volte fa scattare pensieri violenti e di rifiuto verso la persona amata; c’è diffidenza che ti conduce ad essere ipercuriosa ed indagatrice; credo che la gelosia, però, stia alla base di un rapporto d’amore”.

La prima e la terza definizione sono state date da donne, mentre la seconda è quella di un uomo; si perché probabilmente esistono differenze nel percepire e quindi definire tale sentimento per l’uomo e per la donna: differenze che vanno ricercate nella cultura e nella tradizione di ogni società. La storia che descrivo qui di seguito ha per protagonisti una coppia (Amedeo e Giuliana ovviamente nomi inventati), in cui a provare tale “stato d’animo” non è lei bensì lui. Amedeo e Giuliana sono sposati da poco più di un anno con cinque anni di fidanzamento alle spalle. Lui svolge la propria attività presso la ditta di proprietà dei genitori, mentre lei lavora in una grande azienda, facendo i turni, come operaia. La vita coniugale sembra trascorrere serenamente per i primi mesi di matrimonio e fra i due l’intesa sessuale è buona. Amedeo si divide tra il lavoro e la casa, ha mantenuto qualche amico dopo essersi sposato che per altro vede quasi sempre in compagnia di Giuliana. Fra i due pare esserci un buon dialogo anche se quando è sera lui dice di essere piuttosto stanco e di avere bisogno di rilassarsi davanti al televisore. La mattina Amedeo esce sempre alla stessa ora per recarsi in ufficio mentre Giuliana, a seconda dei turni, esce o al mattino presto oppure dopo pranzo nel primo pomeriggio. In questo secondo caso lei ha la possibilità di pranzare con lui che rientra sempre intorno alle 12.30.

Dopo qualche mese di convivenza matrimoniale Amedeo inizia a far notare a Giuliana che sta troppo tempo fuori di casa trascurando così le faccende domestiche. La moglie, d’altra parte, sostiene che questo non corrisponde al vero e che le stesse ore le passava fuori di casa anche sei mesi  prima, senza che ciò provocasse particolari lamentele. Il marito non ci sta e rincara la dose; sua moglie sta nell’ordine: troppo con la madre, troppo con la sorella (la cognata di Amedeo), troppo con le amiche. Per tutta risposta Giuliana decide di prendere i panni lavati ma da stirare e portarli  ad una vicina di casa che si offre come  stiratrice “almeno così le camice le troverai sempre linde e stirate e  non ti lamenterai più” afferma  convinta Giuliana; la quale , nel frattempo, inizia a diventare insofferente verso questo marito che “non parla con lei  ma ci litiga”. Amedeo controlla la moglie telefonandole a casa quando lei è fuori e ponendole una serie di domande trabocchetto per vedere se lei mente oppure no; nasce in lui il sospetto di una terza persona, di un altro che vuole portargli via ciò che ha di più caro e cioè Giuliana. Questo pensiero lo spinge a comportamenti sempre più aggressivi: dapprima verbalmente poi fisicamente con qualche sberla in faccia alla moglie. Amedeo è spaventato da quanto gli è capitato, mai avrebbe pensato di torcere un capello a Giuliana; così decide di chiedere aiuto. Il marito sostiene che quello che gli è accaduto è strano, non riesce a “inquadrarlo”, lui non è una persona gelosa e tanto meno possessiva, però quello che gli succede va contro questa idea e non si spiega il perché. Emergerà successivamente che nel periodo in cui diceva di sentirsi stanco e di doversi rilassare si chiudeva in una sorta di mondo tutto suo e la notte faceva strani sogni in cui lui, da osservatore esterno, vedeva sua moglie allontanarsi sempre di più da sé stesso ma non da sola.

Amedeo rivelerà poi di essere stato un bambino molto geloso dei propri giochi che difficilmente condivideva con i compagni o, se lo faceva, doveva essere lui a condurre il gioco. D’altra parte Giuliana ha una testa propria che può decidere di fare o non fare quella determinata cosa senza che Amedeo ne sia necessariamente al corrente: nel parlare un certo numero di volte con l’amica non c’è nulla di male, soprattutto tenuto conto del fatto che tra lui e lei il dialogo era piuttosto carente. Il terzo in tutta questa vicenda non c’è mai stato: esso era un parto della fantasia di Amedeo utile a giustificare quella strana sensazione di gelosia–possessione che avvertiva ma non riconosceva come propria. “Dottore io sono geloso però amo Giuliana” questa frase è importante perché rivela che Amedeo, ritornato al dialogo e con un buon rapporto con la moglie,  ha raggiunto la consapevolezza di un sentimento che prova e che piano piano ha imparato a controllare facendo in modo che questo non leda il rapporto con Giuliana ma, anzi, lo sostenga e lo rinforzi.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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