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La quotidianità
nasconde sia per i gruppi, che per i
singoli, tracce del nostro passato, segni
impercettibili, di un processo evolutivo,
da sempre attivo e sempre in continua
trasformazione. I nostri comportamenti, le nostre
reazioni, l’atteggiamento verso lo straniero, un
folla di fans , o di tifosi allo stadio, ripete
senza saperlo rituali antichi quanto
l’umanizzazione. Noi abitualmente compiamo dei
gesti, e tutti i gesti convenzionali, sono la
ripetizione reiterata di un messaggio.
Intendiamo
per "convenzionali" i gesti comuni ai più
e la cui interpretazione è univoca, per questo
convenzionale. Per esempio muovere la mano alzandola
all'altezza del viso quando ci si lascia è una
forma di saluto confidenziale, serrare le mascelle
stringendo i pugni, rimanda senza dubbio ad un
sentimento di rabbia Lo stesso vale per altre forme
di comunicazione convenzionale anche più complesse.
L'atto comunicativo in questo modo definisce una
intenzione circoscritta ad un solo rimando.
La
nascita dei gesti convenzionali ha consentito la
conservazione di una forma primordiale "eziologica"
del messaggio che ha ricevuto successivamente
infrastrutture culturali senza perdere il primitivo
significato. La nostra definizione di
“etiologia dei gesti,” esprime la teoria
che esiste un nesso evolutivo
per l’inizio di un comportamento o di una
gestualità, che assume in seguito forme più
complesse, ma che è riconducibile a
comportamenti primordiali successivamente
evoluti Questa opinione non è stata condivisa
da tutti. Margaret Mead, e gli altri “antropologi
del bisogno” per esempio, sostengono la non
universalità del significato dei gesti che noi
abbiamo chiamato convenzionali. La
"querelle" culturale è antica, parte dal
lavoro di Darwin "L'espressione delle
emozioni”, sulla universalità dell'espressività
facciale come prova della evoluzione. Noi riteniamo
che il lavoro dell'autore inglese illumini
maggiormente non solo la teoria della evoluzione,
ormai, a nostro avviso inconfutabile, ma
spieghi anche l’evoluzione sociale e culturale.
Spesso si dimentica l’aspetto biologico che
precede ogni qualsivoglia forma di sovrapposizione
culturale. Prima la fisiologia “deinde”
la filosofia, il perfetto funzionamento dei neuroni
e della funzionalità ti consente tutte le altre
attività. Per questo motivo i gesti convenzionali
hanno una valenza oltre ogni sovrastruttura
culturale.
Questa
significazione va ricercata al momento del passaggio
dalla fase biologica pre - umana, a quella ricca di
significati culturali propri della forma organizzata
e sociale. Dice molto bene Canetti in "Massa e
Potere" che le forme comunicative del comando e
la "spina" che le attiva, sono la
reiterazione del primo comando ricevuto in assoluto:
il “ruggito dei leone" che annunciandone
la presenza imponeva la fuga o la morte. Obbedire ad
un comando equivale, quindi, ad obbedire al proprio
istinto di sopravvivenza grazie alla sublimazione
culturale del biologico istinto di fuga. Molti dei
nostri gesti convenzionali sono "spie" di
questo passaggio, noi abbiamo delimitato il nostro
studio ai gesti d’amore. La gestualità
dell'approccio sessuale e della seduzione ha un suo
codice ben preciso come già sottolineato da Ronald
Barthes, in “Frammenti di un discorso amoroso”,
codici che sono il risultato del processo di
sovrapposizione culturale che nel corso del tempo li
ha stratificati, Vale a dire dedicare una serenata
al chiaro di luna, come si faceva prima, o un disco
alla radio locale, come avviene oggi, ha lo stesso
significato in un diverso contesto storico e/o
sociale. Noi vogliamo considerarne, invece l'aspetto
antropologico. Il “primum movens" è segnato
in due tappe del processo evolutivo che hanno
caratterizzato la specie umana: la perdita
dell'estro da parte della femmina dell'uomo,.e il
bipedismo.
Essi
sono alla base non solo alla nascita della sessualità,
ma anche dei processi culturali. Vediamo come e
perché.
Analizziamo
per prima i cambiamenti fisici:
bipedismo, e sviluppo anatomico dei bacino. I
principali cambiamenti di comportamento legati alla
evoluzione della postura sono legati all'uso degli
arti superiori a scopi diversi dalla deambulazione.
Poter usufruire delle mani, ha consentito la nascita
dei manufatti dei primi artefizi, ma anche della
possibilità di usare il tatto a scopo di conoscenza
e a scopo di comunicazione. Significa, la nascita
delle carezze, dell’esplorazione tattile
dell’altro, dà la possibilità di manifestare
unione, prendersi per mano, ad esempio,aprire le
braccia per “accogliere l’altro” Una
conseguenza ulteriore del bipedismo, è la
possibilità di avere rapporti sessuali in posizioni
diverse, fatto che ha sviluppato varie gestualità
di approccio e di seduzione. Il cambiamento più
importante è stato senza dubbio la perdita
dell’ ”estro”: mutazione che ha coinvolto la
genitalità e quindi la riproduzione della specie.
La perdita dell'estro implica due cose
importantissime: La scissione della funzione
riproduttrice dalla genitalità ,nascita della
sessualità, ed inoltre nella prima fase del
processo di umanizzazione, la perdita dei nesso
sessualità-fecondazione.
Tutto
ciò è alla base dello sviluppo della cultura, con
i processi di interpretazione dei misteri legati al
ciclo nascita morte, nascono i miti, le religioni la
cultura. La perdita del nesso estro- copula, fa
evolvere la specie umana, che può così avere
rapporti al di fuori della necessità biologica
riproduttiva. Questo cambiamento non è di poco
conto, basta pensare alla resistenza verso la
pillola anticoncezionale. La posizione
cattolica del rifiuto dei presidi contraccettivi, in
realtà riporta, la specie umana in fase pre
evolutiva, tutti dovrebbero accoppiarsi solo per la
riproduzione. Per secoli, è stato peccato avere
rapporti con la propria moglie, se questa era
notoriamente sterile, per secoli … sono state
sterili solo le donne . Torniamo all’”etiologia
dei gesti” Il processo di
umanizzazione si evolve dopo questo evento, poiché
per poter sopravvivere, la specie ha dovuto
adeguarsi sostituendo i messaggi biologici con
"sinonimi culturali".
Vale a dire l'estro si annunciava con segnali
biologici: perdite ematiche, iperpigmentazione dei
genitali, emissione di ormoni che lasciavano
identificare la femmina in "calore", di
contro il maschio compiva tutta una serie di
gestualità che avevano il compito di comunicare non
solo la propria disponibilità, ma anche la propria
"valentia", per essere prescelto per la
copula. Persi questi segnali,
ma avendo acquisito l'uso delle mani,
della voce e la possibilità
di copulare in maniera diversa, i nostri
progenitori inventarono quelli che abbiamo già
definito i sinonimi culturali.
Secondo alcuni autori, in questa fase
dell’evoluzione nascono i belletti. Pare, secondo
questi ricercatori, che le nostre antenate, durante
la fase dell’estro fossero particolarmente
accudite dai maschi, che procuravano loro maggiori
porzioni di cibo, le femmine svilupparono
la possibilità di rendere iperemici i genitali, per
attirare i maschi e ricevere… attenzioni e
…cibo. Nasce così la seduzione,
da questo momento in poi tutti i gesti d'amore i
riti, i ritmi, ogni moto legato all'amore saranno
per sempre la “reiterazione sinonimica”
del primitivo messaggio biologico di disponibilità
genitale, da parte della femmina, e di capacità
riproduttiva da parte del maschio.
Oggi
la disponibilità e la valentia sono legate ad altre
manifestazioni, ma secondo recenti statistiche le
donne scelgono ancora in funzione, della
capacità riproduttiva del maschio, perché il
bisogno di riprodursi, anche se nascosto è la prima
necessità biologica. Nonostante un era
ipercomplessa, ipertecnologica, post moderna, si
continuano a produrre tonnellate di baci di
cioccolata, a mandare rose rosse, e ascrivere
canzoni al chiaro di luna, anche se sappiamo bene
che questa altro non è che un insieme roccioso di
valli e crateri, senza alcuna attrattiva romantica.
L'universalità di questi messaggeri culturali, la
loro identica significazione sotto ogni latitudine
sono la prova dell'ancestrale bisogno che ogni volta
si verifica e come, per magia ogni volta è sempre
la prima volta. Ogni volta quei gesti ristabiliscono
i codici e ripetono la disponibilità all' unione.
Pensateci
e soffrite insieme a me quando sentite il ragazzotto
che con “aria ganza” chiede agli amici: “Che
fa si acchiappa stasera?” Darwin,
l'evoluzione, Eva, la seduzione, Catullo, Saffo,
Dante, gli stilnovisti, Werter ed i suoi dolori, i
Ronald Barthes, e i suoi codici, Paolo e Francesca,
i lucchetti dei paninari, tutto questo
riassunto in che si fa si acchiappa? |