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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

Quando lasciarsi?

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Quando lasciarsi?

Mancanza di dialogo, complicità e coinvolgimento emotivo: i primi sintomi di una “malattia” nella relazione…

Secondo recenti ricerche nordamericane, la coppia va in crisi non tanto (o non solamente) per gli effetti dirompenti del tradimento, né per la scarsità di rapporti sessuali. In effetti, i segnali indicatori di una involuzione o di una possibile rottura della relazione sono il silenzio, il venir meno del rispetto reciproco e della solidarietà, le liti generalizzate, il prevalere di messaggi negativi. Per esempio, per le coppie terminali qualsiasi cosa si trasforma in un pretesto per attaccare, distruggere l’altro - al contrario di quelle in salute, che si scontrano su argomenti specifici e per tentare di far valere le proprie idee o i propri desideri.

Qual' è il punto di non ritorno di una relazione di coppia?
In generale, quando il quotidiano diventa routine e la relazione volontaria con il partner si trasforma in legame di necessità, l’indifferenza, l’irritazione, i ricatti e la noia colorano in modo esclusivo il rapporto e la spinta del desiderio si esaurisce ai vari livelli dell’intimità di coppia.

  • La vicinanza intellettuale
    Tra i due partner non vi è più il gusto del dialogo: il silenzio o le comunicazioni “pratiche” si sostituiscono alla conversazione gratificante e produttiva

  • L’affettività
    La tenerezza e la complicità dei primi momenti di passione lasciano il posto all’ironia feroce, al sarcasmo impietoso e alla critica sistematica e animata da pregiudizi.

  • L’intimità sessuale
    I rapporti sessuali si diradano progressivamente, diventano frettolosi e sono soggettivamente giustificati da ragioni igienico-sanitarie (“lo faccio, così dormirò meglio”) o da una superficiale volontà di compiacere il partner (“così almeno sarà contento”). I preliminari scompaiono e la circolazione delle emozioni si blocca.

  • Il coinvolgimento corporeo
    Non c’è più spazio per baci, coccole e carezze, per i giochi, gli scherzi e le effusioni.

L'incapacità di lasciare: il legame nevrotico
Questa espressione è stata introdotta da Gregory Bateson per indicare le relazioni fondate sul senso di colpa. Per esempio uno dei due partner – in realtà già stanco della propria vita di coppia - dopo un litigio abbandona l’altro, avvertendo immediatamente un senso di liberazione. Ben presto si sente in colpa per questo atto liberatorio, e tenta di riparare,ricostruendo il legame, e con esso, l’originaria sensazione di intollerabilità. In breve, non si è in grado di rompere un legame perché è insopportabile il senso di colpa verso chi si è abbandonato.

Rompere un legame amoroso
Il legame d’amore si fonda sul piacere di fare qualcosa per l’altro: i due partner, reciprocamente, vogliono il bene dell’altro. Quando uno dei due decide di rompere il legame, entrambi provano dispiacere, dunque il sentimento prevalente è la mancanza, non la colpa. Per questo motivo i legami d’amore si sciolgono con più rapidità di quelli nevrotici.

Cambiare il partner o cambiare partner?
In genere, il disagio di coppia maschera angosce e paure dei partner, relative alla loro storia personale e alle loro vicissitudini esistenziali: la rottura di una relazione, anche quando è auspicabile (soprattutto se la relazione diventa obbligatoria, attraverso minacce, ricatti o forzature emotive), è perciò sempre un momento delicato, a prescindere dal fatto che il legame sia di tipo nevrotico o amoroso. Un partner, per esempio, può rendere l’altro troppo dipendente per riuscire a lasciarlo, o farlo sentire troppo colpevole per riuscire ad andarsene.

Uno o entrambi i partner devono avere molto coraggio per analizzare obiettivamente se stessi e le proprie ansie, in modo da attivare il reale cambiamento insito nella fine di una relazione. In molte coppie un partner può insistere nel tentativo di voler cambiare l’altro senza modificare niente di sé: in questo caso sarebbe meglio non cercare di cambiare il partner, ma cambiare partner.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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