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Mancanza
di dialogo, complicità e coinvolgimento emotivo: i
primi sintomi di una “malattia” nella
relazione…
Secondo
recenti ricerche nordamericane, la coppia va in
crisi non tanto (o non solamente) per gli effetti
dirompenti del tradimento, né per la scarsità di
rapporti sessuali. In effetti, i segnali
indicatori di una involuzione o di una possibile
rottura della relazione sono il silenzio, il venir
meno del rispetto reciproco e della solidarietà,
le liti generalizzate, il prevalere di messaggi
negativi. Per esempio, per le coppie terminali
qualsiasi cosa si trasforma in un pretesto per
attaccare, distruggere l’altro - al contrario di
quelle in salute, che si scontrano su argomenti
specifici e per tentare di far valere le proprie
idee o i propri desideri.
Qual'
è il punto di non ritorno di una relazione di
coppia?
In generale, quando il quotidiano diventa routine
e la relazione volontaria con il partner si
trasforma in legame di necessità, l’indifferenza,
l’irritazione, i ricatti e la noia colorano in
modo esclusivo il rapporto e la spinta del desiderio
si esaurisce ai vari livelli dell’intimità di
coppia.
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La
vicinanza intellettuale
Tra i due partner non vi è più il gusto del
dialogo: il silenzio o le comunicazioni
“pratiche” si sostituiscono alla
conversazione gratificante e produttiva
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L’affettività
La tenerezza e la complicità dei primi
momenti di passione lasciano il posto
all’ironia feroce, al sarcasmo impietoso
e alla critica sistematica e animata da
pregiudizi.
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L’intimità sessuale
I rapporti sessuali si diradano
progressivamente, diventano frettolosi e sono
soggettivamente giustificati da ragioni
igienico-sanitarie (“lo faccio, così dormirò
meglio”) o da una superficiale volontà di
compiacere il partner (“così almeno sarà
contento”). I preliminari scompaiono
e la circolazione delle emozioni si blocca.
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Il coinvolgimento
corporeo
Non
c’è più spazio per baci,
coccole e carezze, per i giochi, gli scherzi e
le effusioni.
L'incapacità
di lasciare: il legame nevrotico
Questa espressione è stata introdotta da
Gregory Bateson per indicare le relazioni fondate
sul senso di colpa.
Per esempio uno dei due partner – in realtà già
stanco della propria vita di coppia - dopo un
litigio abbandona l’altro, avvertendo
immediatamente un senso di liberazione. Ben presto
si sente in colpa per questo atto liberatorio, e
tenta
di
riparare,ricostruendo il legame, e con esso,
l’originaria sensazione di intollerabilità. In
breve, non si è in grado di rompere un legame
perché è insopportabile il senso di colpa verso
chi si è abbandonato.
Rompere
un legame amoroso
Il legame d’amore si
fonda sul piacere di fare qualcosa per l’altro: i
due partner, reciprocamente, vogliono il bene
dell’altro. Quando uno dei due decide di rompere
il legame, entrambi provano dispiacere, dunque il
sentimento prevalente è la mancanza, non la
colpa. Per questo motivo
i
legami d’amore si sciolgono con più rapidità di
quelli nevrotici.
Cambiare
il partner o cambiare partner?
In genere, il disagio di coppia maschera angosce e
paure dei partner, relative alla loro storia
personale e alle loro vicissitudini esistenziali: la
rottura di una relazione, anche quando è
auspicabile (soprattutto se la relazione diventa
obbligatoria, attraverso minacce, ricatti o
forzature emotive), è perciò sempre un
momento delicato, a prescindere dal fatto che il
legame sia di tipo nevrotico o amoroso. Un partner,
per esempio, può rendere l’altro troppo
dipendente per riuscire a lasciarlo, o farlo sentire
troppo colpevole per riuscire ad andarsene.
Uno
o entrambi i partner devono avere molto coraggio per
analizzare obiettivamente se stessi e le
proprie ansie, in modo da attivare il reale
cambiamento insito nella fine di una relazione.
In
molte coppie un partner può insistere nel tentativo
di voler cambiare l’altro senza modificare niente
di sé: in questo caso sarebbe meglio non cercare di
cambiare il partner, ma cambiare partner.
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