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Infedeltà e tradimento: altri tradimenti

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Infedeltà e tradimento: altri tradimenti

“Tradimento” è una parola che la nostra esperienza associa a sentimenti di colpa, di sofferenza e di infelicità, ma anche di rabbia e di rancore…

Il tradimento è nell’immaginario comune un evento che di solito accade all’improvviso, o comunque senza la consapevolezza di uno dei partner della coppia; che proprio per questo investe in tutto e per tutto la vita emotiva ed affettiva della persona che lo ha subito, provocando in lei una serie di emozioni iniziali che tuttavia ruotano attorno a un evento centrale, a un colpo inferto alla propria identità, alla propria persona. Nella realtà, il tradimento ha luogo in diversi contesti sociali, ovvero in diversi contesti relazionali e comunque in tutti quelli in cui intrecciamo rapporti interpersonali basati su sinceri sentimenti.

L’amore tra un uomo e una donna, l’amicizia, l’amore fraterno, piuttosto che quello tra genitore e figlio sono tutti dimensioni diverse della nostra affettività. La coppia è solo uno di questi mondi interpersonali che ciononostante si distingue dagli altri per un elemento importante. Ciò che caratterizza ogni relazione amorosa è l’intimità, definita dagli psicologi una sorta “di autorivelazione al partner di aspetti variegati e multiformi della propria personalità”. Questa, intesa sia sul piano dell’attrazione fisica, sia su quello della compatibilità e reciprocità di bisogni, aspettative e interessi, conduce a uno stato di condivisione che scandisce il tempo dello stare insieme.

Tradire in amore significa quindi rompere un equilibrio che è stato accordato, che è stato voluto, che è stato costruito dall’azione congiunta di due persone. I dati di alcune ricerche ci dicono che uno dei motivi di rottura/cambiamento all’interno di una coppia è rappresentato dai cosiddetti eventi precipitanti. Tra questi tipi di eventi i maggiori sono proprio costituiti dalle interazioni reciproche (per esempio i conflitti) e dall’interazione con un terzo vissuto da uno dei partner come competitivo a livello affettivo. Intensità affettiva e fiducia, in ogni caso, sia che si tratti di amore o no, sono gli elementi basilari di una relazione che permettono di parlare di tradimento.

Un padre che infrange le aspettative del figlio, che non mantiene le promesse fatte, che adotta un comportamento incongruo con i principi insegnati, che si mostra per quel che vuol sembrare, è un padre che in un certo senso tradisce il proprio figlio, poiché di fatto si esclude da quel rapporto di reciproca e tacita fiducia. La persona che inganna, che dà la sua fiducia e la sua disponibilità ma non la mantiene, che indossa una maschera a seconda di chi le sta accanto, tradisce le attese che ha contribuito a creare negli altri.

Le forme del tradimento possono essere varie: tenere nascoste informazioni che possono nuocere a una persona a noi cara ma che a noi procurano un vantaggio; mentire sui nostri sentimenti dando adito a false interpretazioni; voler intenzionalmente fare del male ad un’altra persona. Se le tipologie del tradimento e i contesti entro cui esso può verificarsi sono molteplici, c’è peraltro un comune denominatore che può essere identificato nell’inganno, ovvero nell’azione deliberata di non svelarsi, di non mostrarsi per soddisfare essenzialmente un bisogno egoistico, sia questo di tipo amoroso, sia di un tornaconto materiale per noi più soddisfacente. L’inganno va quindi inteso come un’azione volontaria, decisa, studiata, fatta con la consapevolezza di “fare in modo che la persona ingannata non lo venga mai a sapere”. Si potrebbe considerare l’inganno come una fase successiva al tradimento poiché esso comprende tutto quello che noi facciamo o non facciamo per di nascondere l’atto traditore specifico.

Il tradimento, di per sé, può essere stato progettato o può essere stato determinato dalla nostra frivolezza e superficialità, ma quel che ci etichetta come “traditori” è il fatto di non svelarsi all’altro poiché questo comporterebbe l’ammissione della nostra colpa, comporterebbe isolamento, svalutazione, e rottura dei rapporti. Come difendersi allora da ciò che ci può portare a una sofferenza che a volte raggiunge anche livelli molto intensi?

Le emozioni legate all’essere traditi riguardano l’altro (rabbia e desiderio di vendetta) e noi stessi (delusione e senso di colpa). La volontà di rivalsa pura e semplice dovrebbe essere trasformata nel desiderio concomitante di far rivalere la propria persona, di riporre all’attenzione dell’altro la propria presenza. Ciò preclude la comunicazione, il segnalare e il sottolineare gli aspetti negativi del tradimento che ci è stato inflitto. Subire semplicemente, riflettere in solitudine sul significato di ciò che è accaduto senza cercare un contatto con l’altra persona contribuirebbe a indebolire ulteriormente l’idea già provata della nostra identità.

Se scoprite di essere stati traditi, quindi, è inutile aspettare una confessione poiché chi lo ha fatto ha già preso precisa posizione nei vostri confronti, e poi sarebbe difficile stabilire un tempo massimo di attesa oltre il quale sarete voi a rivelare la vostra scoperta: meglio affrontare subito il problema e discuterne. Dall’altro lato, del senso di colpa, che può scaturire dal non essersi accorti o dall’essersi fidati ciecamente, bisognerebbe sbarazzarsi e valutare piuttosto non tanto le proprie colpe, ma quelle altrui. Il proprio obiettivo deve essere, quindi, quello di ricostruire in senso positivo il senso di sé. Se invece siete voi ad aver tradito, rivelarlo significherebbe mostrare pentimento e sarebbe comunque preferibile a continuare a tenerlo nascosto: non peggiorate una situazione che già di per sé farà soffrire l’altra persona.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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