In
tema di sessualità forse uno degli ultimi tabù
sopravvissuti nella nostra società riguarda il
"sesso in gravidanza", probabilmente a
causa di un non definitivo superamento della
contrapposizione tra "sessualità" e
"maternità".
Le
informazioni medico-scientifiche
Non esistono infatti
molte ricerche in campo medico e scientifico
su tale argomento, al punto tale che ci si deve orientare
soggettivamente come individui tra il comune
miscuglio di sapere popolare, qualche raro consiglio
medico e la propria personale esperienza.
In
linea di massima non
esisterebbero controindicazioni
ufficiali ad avere rapporti sessuali durante la
gravidanza, se
non in quei casi
specifici in cui vi è stata una precedente
minaccia di aborto o un aborto spontaneo, dove è
allora cautelativa la loro sospensione almeno nel
primo trimestre. Di solito, inoltre, viene suggerita
un'attenzione
particolare dopo il 7° mese e mezzo, poiché le
stimolazioni portate sul collo dell'utero possono
sollecitare le contrazioni del medesimo, con
pericolo di distacco della placenta e, in epoca più
avanzata, di rottura prematura delle membrane. E' consigliato,
ad ogni modo, astenersi
dall'avere rapporti sessuali nelle
ultime sei settimane di gravidanza.
Il
desiderio sessuale nella donna incinta
Il fatto che la vita sessuale della donna incinta
non sia stata resa oggetto di indagini cliniche
approfondite risente a tutt'oggi di una sorta di
ambivalenza e di contrapposizione tra
l'idealizzazione della "donna-madre" e
l'accettazione del suo essere "sessuata".
Anche
qui sommariamente, si possono riportare dati diversi
di ricerche
cliniche inerenti la sfera del desiderio
della donna durante i nove mesi della
gestazione. Sembrerebbe esservi una diminuzione
del desiderio sessuale nel primo trimestre di
gravidanza, un aumento nel secondo trimestre e una
diminuzione di attività sessuale nell'ultimo
trimestre.
Quest'ultimo evento risulterebbe determinato
principalmente dalle difficoltà di ordine fisico
della gestante (grossezza addominale, stanchezza).
L'accettazione
o il rifiuto
del desiderio sessuale saranno comunque condizionati
soggettivamente a seconda che la donna abbia
serenamente accettato la gravidanza o che sia al
contrario vittima dei propri timori consci ed
inconsci nei confronti del futuro figlio,
condizionati da fattori educativi, religiosi,
culturali.
Risulta
quindi d'obbligo suggerire che ogni donna si regoli
sulla base dei propri desideri, tenendo conto che ogni
esperienza positiva influenzerà il suo benessere
psicofisico e di conseguenza quello del feto.
La
sessualità e la coppia "in attesa".
Le
difficoltà nella prosecuzione di una vita sessuale
attiva durante la gravidanza possono non essere
dovute unicamente all'atteggiamento della donna: spesso
i suoi timori
sono infatti condivisi
anche dal partner. Il
"non-detto" della comunicazione erotica può
così trasformarsi
nel lungo periodo in
una difficile comunicatività a livello globale
nella relazione di coppia. Se prevale l'inibizione
nei confronti di rapporti sessuali completi, va
comunque sottolineata l'importanza e la possibilità
per la coppia di dedicarsi
a nuove esperienze di intimità che si
concretizzano anche in manifestazioni corporee,
preludio a una buona ripresa della sessualità
completa dopo il parto e alla creazione di un clima
di armonia nella coppia che influirà anche sul
rapporto con il nascituro.
Le
posizioni più adatte.
Un
modo per superare le difficoltà nei
rapporti sessuali, dovute non a questioni
psicologiche, bensì alla variata conformazione
fisica della donna, consiste poi nell'adottare
quelle posizioni
che possono risultare più comode.
Eccone alcune suggerite qui di seguito.
-
La
donna si
sdraia di fianco e fa sdraiare il partner dietro
di sè,
anche lui di fianco;
-
Il
partner si siede su una sedia e la donna si
siede sopra di lui girandogli le spalle;
-
La
donna si sdraia a pancia in su sul bordo del
letto con le ginocchia piegate e i piedi sul
bordo del materasso; il partner potrà
mettersi in ginocchio o in piedi di fronte a
lei.