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Pur
senza le caratteristiche dirompenti
dell’innamoramento, persino meno forte
dell’amicizia, l’amore è l’approdo al quale
ogni individuo desidera arrivare.
E’
un sentimento antico del quale si può essere stati
ben nutriti fin dal primo momento dell’essere al
mondo o del quale si può avere nostalgia, quando
non necessità, bisogno, di vederlo finalmente
esistente dopo esperienze dolorose di privazione.
Perché
l’amore possa essere un patrimonio pienamente
fruibile da sé e dagli altri (in particolare dal
partner) occorre che lo si possa coniugare
adeguatamente nei suoi tre modi: amare,
lasciarsi amare e amarsi.
Amare
presuppone
la disponibilità emotiva a indirizzare le proprie
energie positive verso l’altra persona. E’
desiderio di dedicare parte di se stesso
all’altro, di aprirsi senza la paura di mostrare
qualcosa di impresentabile di sé. Per amare,
occorre quindi che il timore dell’insuccesso e
della delusione non prevalga sul desiderio di
condividere un’esperienza desiderabile e
necessaria.
Lasciarsi
amare
è, all’apparenza, esperienza più semplice. In
realtà, aprirsi ad un’altra persona, lasciarle lo
spazio per entrare nel proprio territorio intimo,
presuppone la capacità di non frapporre barriere e
quindi di non temere di essere prevaricati o
schiacciati da un sentimento altrui sentito come
troppo invadente.
Amarsi
è
esercizio psichico decisamente più complesso. Per
svolgerlo opportunamente è necessario saper
rimanere, in un buon equilibrio, al centro tra i due
estremi: dell’autosvalutazione e della
rivendicazione narcisistica delle proprie virtù.
L’amore
è quindi sentimento che deve aver la peculiarità
di essere, come si dice in matematica, biunivoco
e reciproco. E’ un detonatore
dell’inconscio, tanto che chi ama finisce per
svelare al partner qualcosa di ciò che neppure lui
(o lei) conosce fino in fondo di se stesso, qualche
elemento del proprio essere più profondo del quale
non ha assoluta consapevolezza.
Si
tratta di un processo, non di un lampo, di un
bagliore forte, come accade nell’innamoramento. Di
quest’ultimo non ne ha il ritmo alto e in
crescendo.
E’
invece un sentimento
aritmico. Può apparire, esserci, dare
l’illusione della sua presenza, per poi
nascondersi per motivi magari futili e
incomprensibili, per poi ancora ricomparire e
riempire di nuovo la vita propria e della coppia.
L’amore
può essere quindi vita, desiderio, rimaneggiamento
continuo delle belle emozioni, ma può anche essere
motivo di grandi sofferenze.
Nella
vita di coppia,
il suo esercizio diventa spesso impresa ardua,
soprattutto quando viene contaminato dai problemi
quotidiani, dalle cattive abitudini nel vivere
insieme, dalla prevedibilità e dall’incapacità
di rilanciarne lo smalto migliore.
Tuttavia,
proprio perché l’amore è sentimento aritmico, può
trovare dal buon rapporto dialettico della coppia un
varco per farsi vivo di nuovo a un segnale
imprevisto, non programmato. Purché sia attivo il
desiderio di condividere, di amare e di lasciarsi
amare, in una cornice di rapporto armonico con se
stessi.
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Fausto
Manara
"Scegliamoci il destino"
Sperling & Kupfer Edizioni
Descrizione:
Scegliere il proprio destino: un progetto che
può avere successo recuperando un rapporto
sincero e profondo con noi stessi. Noi che,
bloccati da censure - affettive, psicologiche
e culturali -, perdiamo di vista la nostra
vera identità e le nostre qualità. Noi che,
costretti da regole sociali e private,
neghiamo l'ascolto e l'espressione degli
istinti. A tal punto da convivere con
malesseri così radicati che spesso assumono i
connotati di nevrosi. Diventa allora
necessario riprendere le redini del nostro
vivere per reinventare tutto come se fosse
un'opera d'arte. Sarà un viaggio,
personalissimo e rivoluzionario, verso un
nuovo futuro. Potremo così giungere ad una
"rinascita" per sfruttare al meglio
le nostre risorse: emotive, creative,
istintuali. E una volta arrivati alla meta
potremo fare una scoperta sbalorditiva, e cioè
giungere alla consapevolezza di possedere
mezzi e capacità di diventare psicoterapeuti
di noi stessi.Dopo
In coppia per amarsi e Timidezza, in
scegliamoci il destino Fausto Manara,
psichiatra e psicoterapeuta, indaga le varie
sfaccettature di un tema centrale per tutti
noi, ossia come riuscire a essere i
protagonisti della nostra esistenza. Solo
allora, finalmente, avremo applicato,
rispettando sensazioni, emozioni e istinti, i
dieci preziosi consigli che concludono questo
libro. Esercizio che, come suggerisce
l'autore, ci permetterà di appropriarci della
"patente del buon vivere". |
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