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Innamorarsi
è sempre un’impresa coraggiosa, ardita,
che apre le porte a una delle esperienze
più emozionanti che la vita mette a
disposizione.
Chi
si innamora vive una sorta di “sindrome di
Ulisse”, spinto come è a un viaggio
nell’intimità più remota dell’altro e alla
ricerca di arrivare dove mai nessuno ha potuto
prima.
Straordinario
dell’innamoramento è ogni suo istante, giocato
anche sulla curiosità di scoprire le pieghe più
intime, più cariche di significati, dell’altro
essere. L’innamorato ne ama il pregio e anche il
difetto (che viene tenuto in disparte) e lo ama come
essere unico. Innamorarsi è però anche il terreno
dell’ambivalenza dove ricerca dell’eccezionale
può coesistere con la tensione verso un approdo
sicuro.
In
questa fase dalle forti tinte emotive si fanno
promesse che forse non saranno mantenute, come il
classico “ti
amerò per sempre”, ma che permettono di
tenere in vita l’illusione che sarà così per
sempre.
L’innamoramento
è comunque un’esperienza vissuta allo stato puro,
che supera e abbatte tutte le verità legate alle
esperienze precedenti. Per chi la vive, si tratta
sempre di un’assoluta novità. Probabilmente è
per questo (e per la curiosità che ne scaturisce)
che gli innamorati non hanno né tempo, né modo, né
disponibilità a proteggersi dal rischio. I
sentimenti che accompagnano questa esperienza
affettiva ed emotiva portano a produrre l’iperbole
del rischio, malgrado sia un accadimento a termine.
Per
viverlo in tutta la sua pienezza, gli innamorati non
dovrebbero pensare troppo al futuro, a come andrà a
finire, a quale evoluzione avrà. Questa è storia
del dopo, dove l’innamoramento può avere destini
non troppo prevedibili.
C’è
chi riesce a lasciarlo scivolare verso la fase
dell’amore, meno dirompente, ma probabilmente
dotata di una maggiore solidità. C’è però anche
chi non si rassegna che la lucentezza sbiadisca,
tanto da sentirsi spinto a cercare nuove opportunità
per rinnovarla. Quasi fosse il sale della sua vita.
Se
innamorarsi è la vicenda
straordinaria che ho detto, non tutti sono però
in grado di reggerne l’impatto emotivo. Per
viverla è infatti necessario abbassare la guardia e
disporsi, senza censure, a mettere in gioco la
capacità di affrontare il rischio delle belle
emozioni.
Chi
non lo sa fare, non si esporrà a delusioni, ma
neppure alla possibilità di lasciare
entrare nella propria vita una ventata di gioia
intensa.
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Fausto
Manara
"Scegliamoci il destino"
Sperling & Kupfer Edizioni
Descrizione:
Scegliere il proprio destino: un progetto che
può avere successo recuperando un rapporto
sincero e profondo con noi stessi. Noi che,
bloccati da censure - affettive, psicologiche
e culturali -, perdiamo di vista la nostra
vera identità e le nostre qualità. Noi che,
costretti da regole sociali e private,
neghiamo l'ascolto e l'espressione degli
istinti. A tal punto da convivere con
malesseri così radicati che spesso assumono i
connotati di nevrosi. Diventa allora
necessario riprendere le redini del nostro
vivere per reinventare tutto come se fosse
un'opera d'arte. Sarà un viaggio,
personalissimo e rivoluzionario, verso un
nuovo futuro. Potremo così giungere ad una
"rinascita" per sfruttare al meglio
le nostre risorse: emotive, creative,
istintuali. E una volta arrivati alla meta
potremo fare una scoperta sbalorditiva, e cioè
giungere alla consapevolezza di possedere
mezzi e capacità di diventare psicoterapeuti
di noi stessi.Dopo
In coppia per amarsi e Timidezza, in
scegliamoci il destino Fausto Manara,
psichiatra e psicoterapeuta, indaga le varie
sfaccettature di un tema centrale per tutti
noi, ossia come riuscire a essere i
protagonisti della nostra esistenza. Solo
allora, finalmente, avremo applicato,
rispettando sensazioni, emozioni e istinti, i
dieci preziosi consigli che concludono questo
libro. Esercizio che, come suggerisce
l'autore, ci permetterà di appropriarci della
"patente del buon vivere". |
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