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Donne
e uomini coltivano una grande illusione: quella di
aver scelto, o di progettare di scegliere il partner
consapevolmente, razionalmente e perché no, anche
emotivamente (ma a ragion veduta).
Di fatto, i giochi il più
delle volte indecifrabili del nostro inconscio, la
nostra personalità e il nostro temperamento ci
spingono a scelte molto più permeate di
irrazionalità che non di consapevolezza.
Eppure, sovente, ci sforziamo
di esorcizzare quel margine di imponderabilità che
determina una data scelta per coltivare
l’illusione di poter tenere tutto sotto controllo
o, quanto meno, di partecipare come protagonisti
vigili al gioco dell’incontro.
Tutti sapremmo rispondere alla
domanda “quali caratteristiche dovrebbe
avere il tuo partner ideale?”, ma tutti,
inevitabilmente, correremmo almeno il rischio di
perderci nell’elencazione di una serie di verità
banali. Dovrebbe essere bello, intelligente,
creativo, ricco e via di questo passo, su una strada
che, il più delle volte, finisce per descrivere
stereotipi comuni.
La scelta del compagno o della
compagna molte volte invece finisce per sorprendere
gli attori: avevano sempre pensato a una persona
dolce e invece si trovano a condividere
l’esperienza con una competitiva, Avevano cullato
il desiderio di imbattersi in una persona
anticonformista e invece sono capitati con la
quintessenza del formalismo.
E’ inutile quindi cercare
l’anima gemella, quella che sembra uscire solo dal
mito o dalla penna di scrittori. D’altra parte non
hanno fatto una brutta fine Tristano e Isotta, Orfeo
ed Euridice, Giulietta e Romeo?
Meglio allora cambiare rotta e lasciare che
l’imponderabile prenda il campo che deve.
D’altra parte, non accade proprio questo nel gioco
straordinario della seduzione?
Non è in quella fase magica e palpitante
dell’incontro che il protagonista è il mistero?
Perché per sedursi non occorrono strategie
fittizie, magari imparate a un corso ad hoc,
ma uscire dalla tuta mimetica di chi programma ogni
cosa della propria vita.
Per questo, in un’epoca di
effetti speciali, di finzioni e di finte seduzioni,
non c’è probabilmente nulla di più seducente che
imbatterci in qualcuno che ci dice “io sono
questo con la mia chiarezza e i miei segreti. La mia
chiarezza mi serve per vivere. Ti affido i miei
segreti”. E alla domanda “quali?”
non può che rispondere “sono segreti".
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Fausto
Manara
"Scegliamoci il destino"
Sperling & Kupfer Edizioni
Descrizione:
Scegliere il proprio destino: un progetto che
può avere successo recuperando un rapporto
sincero e profondo con noi stessi. Noi che,
bloccati da censure - affettive, psicologiche
e culturali -, perdiamo di vista la nostra
vera identità e le nostre qualità. Noi che,
costretti da regole sociali e private,
neghiamo l'ascolto e l'espressione degli
istinti. A tal punto da convivere con
malesseri così radicati che spesso assumono i
connotati di nevrosi. Diventa allora
necessario riprendere le redini del nostro
vivere per reinventare tutto come se fosse
un'opera d'arte. Sarà un viaggio,
personalissimo e rivoluzionario, verso un
nuovo futuro. Potremo così giungere ad una
"rinascita" per sfruttare al meglio
le nostre risorse: emotive, creative,
istintuali. E una volta arrivati alla meta
potremo fare una scoperta sbalorditiva, e cioè
giungere alla consapevolezza di possedere
mezzi e capacità di diventare psicoterapeuti
di noi stessi.Dopo
In coppia per amarsi e Timidezza, in
scegliamoci il destino Fausto Manara,
psichiatra e psicoterapeuta, indaga le varie
sfaccettature di un tema centrale per tutti
noi, ossia come riuscire a essere i
protagonisti della nostra esistenza. Solo
allora, finalmente, avremo applicato,
rispettando sensazioni, emozioni e istinti, i
dieci preziosi consigli che concludono questo
libro. Esercizio che, come suggerisce
l'autore, ci permetterà di appropriarci della
"patente del buon vivere". |
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