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Nessuno
si innamora perché lo vuole, ma quando ci succede
non siamo più le stesse persone di prima…
Quella
voglia di cambiare che cambia tutto.
Innamorarsi non è un atto volontario. Semplicemente
accade, e quando ci si accorge di essere innamorati
si ha chiaramente la percezione che qualcosa sia
sfuggito al controllo, che qualcosa sia andato
oltre, abbia trasceso l’idea stessa di se stessi,
i propri confini. Non
si può stabilire a priori quando ci si innamorerà,
difficile poi è spiegarne
il
perché mentre si vive il sentimento.
Quando viviamo in
questo stato di estasi se ci mettiamo a
categorizzare il sentimento e a concettualizzarlo
troppo, ci sembra quasi
di volerlo imprigionare, di svilire la sua
forza e la sua potenzialità creativa. Si può dire
però, senza voler “raffreddare” tutto sotto il
rigore dell’osservazione analitica, che ci
innamoriamo soprattutto quando siamo in una
disposizione d’animo creativa. Questa disposizione
d’animo è preceduta da una
situazione quasi affine alla crisi: qualcosa non
ci soddisfa più,
e vogliamo fortemente un cambiamento. Si
affacciano nuovi desideri, nuove visioni della realtà,
e soprattutto una nuova idea di noi stessi. Quando
ci innamoriamo per la prima volta, abbiamo
soprattutto il bisogno e il desiderio di uscire
dall’immagine di noi stesso bambini, e di proporci
come esordienti, debuttanti nel mondo degli adulti;
ma innamorarsi vuol dire anche assumere una
nuova identità sia nel gruppo dei coetanei, sia
verso la famiglia. Proprio il forte sentimento di
amore che proviamo ci guiderà fuori dall’orbita
familiare, alla ricerca di un ruolo adulto. Si può
così dire che ci si innamora quando l’inconscio
è disposto, è incline
al cambiamento, quando la persona sente in
qualche modo di poter
correre il rischio
di abbandonare, o almeno riformulare, l’immagine
che ha di se stessa. L’incontro con l’altro
presuppone infatti una grande disponibilità, perchè
prevede la capacità di fondersi
con l’altro ma anche di rimanere
uguali a se stessi.
L'amore
ci cambia
Il
ragazzo che si è innamorato non può davvero più
essere uguale a prima;
quando l’innamoramento è ricambiato
sente di essere finalmente uguale ai
grandi, di aver accesso ai loro segreti, erotici e
sentimentali. Sente l’importanza di poter
provare quel sentimento così speciale che lo
stravolge dentro e stravolge la sua visione del
mondo: tutto appare facile da conquistare, a
portata di mano, tutto è eccitante e misterioso
nello stesso tempo. Se si sente ferito perché
respinto può struggersi, ma è un dispiacere che
lo sbalza subito nell’universalità dei
sentimenti; è un dispiacere importante che merita
attenzione e che viene cantato, narrato, messo in
poesia, perciò nobile quando addirittura non è
artistico. E’ proprio quando si innamora che
l’adolescente scrive le sue prime poesie o si
inchioda le cuffie in testa a sentire e risentire
canzoni d’amore pensando all’amato o
all’amata; amato che non si dimentica più perché
resta dentro, e ci resta in un modo che a ogni
giro di boa della vita adulta cambierà, e cambierà
così come ci ha cambiato la prima volta
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Flavia
Facco, L'invisibile
in menopausa
- Psicologia del benessere nella crisi di
transizione della mezza età,
Franco Angeli, 2005
La
menopausa è stata oggetto di modelli
interpretativi fondati sulla scissione
mente-corpo, scissione che non ha giovato a
rendere giustizia della complessità del
fenomeno, né tantomeno alle donne e ai
professionisti della salute che se ne
occupano. La menopausa nel tempo da malattia
degli eccessi diventa infatti la malattia
della mancanza quando non anche causa stessa
della depressione. Il testo vuole descrivere
una crisi di transizione che sembra invisibile
perché non si mostra ai nostri occhi e si
svolge invece negli spazi intimi della mente e
del cuore delle donne e difficilmente
raggiunge spazi socialmente condivisi. |
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