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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

Adorabile Pinocchio

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Innamorata di un "Casanova"

Le bugie, diceva la fatina a Pinocchio, si riconoscono subito, perché ve ne sono di due specie: vi sono le  bugie che hanno le gambe corte e le bugie che hanno il naso lungo.

Sarà vero che ne esistono di due tipi, ma le motivazioni per indossare i panni del bugiardo possono in realtà essere molte di più. Ci sono  bugie che riusciamo facilmente a perdonare, altre che possono essere di una crudeltà insopportabile, tali da farci abbandonare all’istante qualunque possibilità di legame affettivo con l’autore delle stesse.

Quando possiamo dire che il nostro Pinocchio sia adorabile e non crudele?
Senza alcun dubbio un bambino: a lui non ci risulta difficile perdonare le bugie, anzi quasi quasi ci fanno tenerezza perché capiamo con facilità che sono dette più per difesa che per malizia. La motivazione di un bambino a mentire spesso ha a che vedere con uno scarso senso della realtà o con una mancata comprensione delle conseguenze delle proprie affermazioni; se nel bambino prevale il timore delle azioni autoritarie e punitive dell’adulto è possibile che il piccolo menta per proteggere se stesso più che per ingannare l’altro. Anche l’adolescente può ricorrere alla bugia per svariati motivi. Perché si trova in una fase della crescita che lo sottopone a dei compiti particolarmente “importanti”, per esempio quello della competizione con gli altri e della conquista della propria identità e stima di sé. La bugia dell’adolescente può avere perciò un carattere compensatorio ovvero essere detta per coprire quegli aspetti di sé che vengono percepiti come inadeguati; la bugia più frequente può essere quella usata per fare colpo sugli altri, sul gruppo dei pari per sentirsi il più forte, il più bravo, il più competente, il più amato.

Quelle raccontate ai genitori invece sottolineano l’aspetto di  manipolazione dell’altro, in questo caso l’adulto; il motivo può essere il timore del conflitto e del confronto e quindi si cerca attraverso la bugia di sfuggire alle proprie responsabilità. E’ vero però che piccole bugie ripetute, o quel tipo di mezze verità, cose dette e non dette possono avere anche l’intento di sfuggire al controllo del genitore perché l’adolescente è alla ricerca di una propria privatezza, di un proprio senso di individualità e di messa alla prova nel mondo. Ancora una volta la bugia non sarebbe quindi una azione cattiva inflitta all’altro ma un modo per così dire “inesperto”, infantile, di sottrarsi al confronto ed eludere invece la negoziazione con una rapida scorciatoia. Se può essere tollerata nell’adolescenza, è chiaro che in età adulta il bugiardo di professione può trovarsi in una situazione non troppo felice, a nessuno piace venir preso sempre in giro.

Flavia Facco, L'invisibile in menopausa - Psicologia del benessere nella crisi di transizione della mezza età, Franco Angeli, 2005

La menopausa è stata oggetto di modelli interpretativi fondati sulla scissione mente-corpo, scissione che non ha giovato a rendere giustizia della complessità del fenomeno, né tantomeno alle donne e ai professionisti della salute che se ne occupano. La menopausa nel tempo da malattia degli eccessi diventa infatti la malattia della mancanza quando non anche causa stessa della depressione. Il testo vuole descrivere una crisi di transizione che sembra invisibile perché non si mostra ai nostri occhi e si svolge invece negli spazi intimi della mente e del cuore delle donne e difficilmente raggiunge spazi socialmente condivisi.

 

 

 

 

 

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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