Tutte
le storie all’inizio sembrano giuste.
Con il tempo
però può accadere che le aspettative reciproche
cambino, i difetti si mostrino sempre più evidenti,
ci si renda conto di essersi imbattuti in una
persona sbagliata e dunque in una relazione
sbagliata.
Storie
di questo tipo possono accadere ad esempio in
presenza di un innamoramento
unilaterale, quando uno dei due partners è, con
molta evidenza, più coinvolto dell’altro nel
rapporto. Il suo atteggiamento
è quello di
chi nega tutto, a
sé stesso e agli altri, illudendosi,
come fa il bambino, che
i suoi desideri
possano diventare un giorno la realtà. Ciò
accade invero molto di rado e dunque, normalmente,
una storia di questo tipo termina con una rottura,
più o meno burrascosa... Incontrando un’altra
persona ci si sente più sicuri su ciò che si
desidera e ciò che non si desidera nel nuovo
partner e si cerca di fare patti chiari sin
dall’inizio. Eppure, molto spesso,
si ricade in storie simili, magari diverse nella
forma, ma identiche nella sostanza…
Come
mai la memoria, sul nascere di una nuova, ‘vecchia
storia’ non sa lanciare dei chiari segnali
d’allarme?
Evidentemente c’è una predisposizione
naturale ad incorrere nell’errore e questo
accade perché anche le storie sbagliate possono
consentire dei benefici secondari.
Chi,
ad esempio, teme
l’innamoramento, per la paura di doversi
abbandonare ad una situazione troppo coinvolgente,
troppo pericolosa, può
sentirsi più tranquillo se sente l’altro vigile,
attento, con i piedi per terra, insomma poco
innamorato. Questo tipo di rapporto consente al
sognatore di lasciarsi andare ad un amore
idealizzato, interiorizzato, che arricchisce la
sua vita, senza la seccatura di doversi realmente
mettere in gioco, confrontarsi con i desideri e le
aspettative dell’altro.
A
volte a non amare sono entrambi:
la loro storia sbagliata nasce con un’avventura,
dove la scelta non è conseguente ad un sentimento
di interesse, stima ed ammirazione per la personalità
dell’altro, ma ad una mera attrazione
fisica. Chiaramente questo non basta per
costituire un progetto condiviso di lungo periodo,
che vada oltre la passione e l’eros e dunque
questo genere di legame
è destinato
a sciogliersi, anche
se lascia dietro di se indimenticabili (e dunque
non inutili) momenti
di intensa passione, spesso legati al clima
delle vacanze, ai profumi dell’estate, ai colori
della luna e del mare… Come
proibirsi di ricaderci ancora ? Ci si ricade
perché all’inizio queste storie sono belle e
fanno toccare il cielo con un dito.
Sono
quasi sempre
storie sbagliate quelle di chi crede di valere poco,
ovvero soffre di disturbi nell’area
dell’autostima. Chi vive nell’angoscia costante
di essere abbandonato finisce con l’esasperare il
partner con le sue ridicole gelosie, i suoi
sospetti, le sue intrusive richieste di spiegazioni,
fino a che il partner non si dà alla fuga, tra le
lacrime dell’altro, che poi si dispera per il
terribile destino di avere sempre a che fare con
persone ‘sbagliate’…
Come
si vede, quello
che accade in amore non segue una logica
‘lineare’ di causa-effetto, ma piuttosto una
logica ‘circolare’, dove gli eventi non sono
uno la conseguenza dell’altro, ma sono tutti in
relazione fra loro. Questo significa che nella
coppia non ci può essere un carnefice se non c’è
una vittima designata da immolare, se non c’è
qualcuno che si offra volontariamente al martirio.
E’ facile poi incolpare l’altro, che molto
spesso gioca il ruolo del ‘cattivo’, perché è
questo quello che sottilmente e impercettibilmente
gli viene richiesto dal partner ‘buono’. Quando
poi il cattivo se ne va, la ‘vittima’ non si
chiede: ‘sarà dipeso da me’? Perché è
evidente che la spiegazione della rottura è nella
fuga del cattivo...
Una
storia ‘primavera-autunno’,
quella formata da un partner giovane ed uno molto più
maturo è anch’essa potenzialmente
‘sbagliata’, nel senso che si sa benissimo
come vada a finire: prima o poi il partner più
giovane se ne andrà. Fino a qualche tempo fa era
normale che, in queste storie, il partner
‘giovane’ fosse una lei e quello ‘anziano’
un lui. Oggi le cose non stanno più così, nel
senso che anche le donne hanno dei giovani
accompagnatori, ma non per questo le loro storie
‘strane’ finiscono meglio. Nel tempo infatti si
allarga il solco della differenza di età, i bisogni
e le aspettative cambiano ed il partner più
giovane, che è indubbiamente il più forte, decide
di allontanarsi.
Ma allora, il prossimo amore, perché non cercarlo
tra coetanei? Perché ricadere sempre nella
seduzione della giovinezza ? Non si è sofferto
abbastanza?
Il
fatto è che l’amore
conosce solo verbi al presente:
non si può e non si deve pensare a ciò che sarà
domani. Avendo già avuto un’esperienza
analoga, sicuramente in qualche angolo della mente
può balenare il sospetto che forse, forse anche
questa volta… Ma, evidentemente, la risposta che
ci si dà è uguale a quella famosa di Rossella o’Hara
in Via col Vento: ‘Ci penserò domani. Domani è
un altro giorno!’
E
un’altra storia sbagliata conosce la sua prima
alba…