Vi
è mai capitato di adorarlo solo quando non vi vede
nessuno, e di sentirvi male se qualcuno vi vede
insieme? Entro quali limiti si possono conciliare le
differenze?
'Chi
si assomiglia si piglia':
questo detto popolare riassume in modo
semplice tutte le complicate leggi che stanno alla
base del così detto ‘mercato del matrimonio’.
In questo singolare luogo di scambio, che non esiste
nella realtà ma che condiziona comunque le nostre
scelte sentimentali, ogni
persona cerca di trovare un partner affine, per
intelligenza, istruzione, razza, aspetto fisico,
provenienza sociale, posizione economica e così
via. Le tradizionali regole di questo mercato
vogliono che la
giovane età e la bellezza femminile costituiscano
un valore, da
scambiare con caratteristiche
maschili altrettanto desiderabili, quali la
posizione sociale, la cultura, la ricchezza.
Ecco
perché ci sembra abbastanza ‘normale’ vedere
una bella ragazza accanto a un tipo poco
interessante, ma di buona posizione sociale, con
tante amicizie importanti e un portafoglio ben
fornito, mentre ci sorprendiamo non poco nel vedere
la stessa ragazza accanto a un tipo simile
all’altro, ma senza le sue qualità sociali ed
economiche: sembra quasi di assistere ad uno
spreco di risorse,
ad un
cattivo uso dei propri talenti. Queste
sensazioni non riguardano solamente il pubblico
giudicante che si ha intorno, ma anche la diretta
interessata, che finisce per essere vittima di
pensieri ed emozioni dissonanti, di esaltazione
in privato e di vergogna
in pubblico.
Mi
vergogno di lui perché...
In genere i
motivi per cui una ragazza si vergogna di lui
sono: aspetti estetici,
per esempio se lui è più basso di lei; anagrafici,
se lui è troppo giovane o troppo vecchio; sociali,
se lui è meno colto o svolge un lavoro poco
gratificante; comportamentali,
se lui è troppo timido, balbetta, non si veste alla
moda e così via. A volte ci si vergogna per dei
comportamenti che non si conoscevano o non si erano
notati in precedenza e che, comparendo del tutto
inattesi, rischiano di mettere in serio pericolo la
stabilità della coppia. Quante volte, dopo un
periodo di sguardi, allusioni, inseguimenti, sembra
una conquista essere riuscita ad uscirci insieme e
non si vede l’ora di presentarlo ai propri amici,
quando invece si scopre che… Orrore! Al pub lui si
ubriaca ed esprime senza ritegno tutto il suo
gradimento per la birra con delle plateali ed
inconfondibili emissioni orali, va a fare pipì in
strada incurante dei passanti, è sempre pronto a
dire parolacce e fare a pugni con i maschi e a
sussurrare ‘mi fai impazzire’ a qualsiasi
ragazza lo incroci per strada... E
pensare che in privato sembrava
così dolce e gentile! Che vergogna ammettere di
avere una relazione con una persona del genere!
Cosa
accade se ci si rende conto di questa mancanza di
affinità, ma nello stesso tempo ci si sente,
malgrado tutto, ancora innamorate? Prima di
tutto si comincia a vivere il rapporto con grandi
sensi di colpa, sia verso se stesse, per non
aver saputo resistere alla tentazione di cominciare
un rapporto sbagliato, sia verso il partner, per i
continui pensieri che riguardano la possibilità, il
modo e il tempo di lasciarlo. Quello che più di
tutto ci si rimprovera è la mancanza di coraggio,
di sincerità, nel confessargli la verità nuda e
cruda, nel dichiarargli il proprio senso di vergogna
quando lo si presenta agli amici, o quando si esce
con lui pubblicamente. Se
l’amore prevale
sulla vergogna tuttavia, ci si adatta al suo
modo di fare, sperando di riuscire nel tempo a
cambiare i suoi atteggiamenti; se
a prevalere è la vergogna il rapporto è
destinato a entrare dapprima in una sorta di
clandestinità, senza più frequentazioni sociali ed
uscite pubbliche, fino a che, quando la passione
comincia a scivolare nella monotonia, uno dei due
improvvisamente si sveglia e… L’incantesimo
scompare, l’amore finisce.