|
PER
LEI
Le
senti confabulare e ridacchiare sulla metropolitana
e negli spogliatoi delle palestre con i loro
pantaloni a zampa d’elefante, gli ombelichi bene
in vista, gli zainetti e i fermagli colorati nei
capelli. Ridono e parlano fitto fitto di segreti
inconfessabili, ossia di come Sandro le guardate
l’altra sera al pub e di come Alessio è andato a
dire a Luca che Valerio aveva detto a Christian che
Sara gli piaceva un sacco.
Ma
l'amore rende timidi?
E così Sara fa finta di diventare tutta rossa, ma
in realtà lei l’aveva capito una cifra di tempo
fa che lei a Valerio piaceva un sacco, già da
quando lui stava con Barbara, perché gliel’aveva
detto una volta la sorella del migliore amico di
Valerio, che poi era quella che stava con Christian
al muretto quel pomeriggio che Titti era passata e
li aveva visti abbracciati ed era scappata via
piangendo ed era tornata a casa la sera
tardissimo...
Per
le mamme,
le figlie sono pianeti inesplorabili, per i papà
sono sempre troppo poco coperte, per le nonne sono
invidiabilmente deliziose, per i professori sono da
interrogare meglio la prossima volta, per il mercato
pubblicitario rappresentano i consumatori ideali,
mentre per i loro coetanei maschi sono graziosissime
aliene che non capisci mai se ci stanno o no.
Hai voglia a dire che queste ragazzine al giorno
d’oggi ne sanno una più del diavolo, in realtà
queste fanciulle hanno la medesima visione
dell’amore delle loro trisavole. Vestono jeans
invece delle crinoline ed esibiscono peluche
colorati al posto degli ombrellini, hanno piercing
sulle labbra e sotto l’ombelico, rossetti
fluorescenti e anelli su tutte le dita, ma sono
timide e imbranate come le loro coetanee di due
secoli fa. AL primo posto nella loro scala di
valore è l’Amore, quello grande, invisibile,
totale e assoluto che sempre sognano ma mai riescono
a trovare nella realtà. Perché? “Ma come perché?
… Ma li avete visti bene questi ragazzi, chiusi
nei loro giubbotti scuri, con i capelli duri come
chiodi e gli scarponi da due chili l’uno. Ti
guardano e non ti vedono, sono solo buoni a
chiacchierare di quello che farebbero se avessero
tra le mani la Ferilli o la Silverstedt, ignari che
intanto potrebbero allenarsi con qualcuna di noi e
inconsapevoli che le suddette signorine, se mai
dovessero incontrarli, non li degnerebbero del
minimo sguardo”, si lamenta Alessandra, 17 anni,
occhi color pervinca e pelle di porcellana.
Eppure,
a sentir loro, i maschietti, vorrebbero una ragazza
carina, dolce, seria (proprio come il loro papà…)
con cui iniziare una storia seria (… e due!),
andare a mangiare la pizza, atteggiarsi con gli
amici, andare a ballare e a giocare al bowling. Il
sesso? “Oddio … il
sesso se ci fosse ben venga, anzi, magari! Perché
quella è una cosa molto importante nella vita di
qualsiasi essere umano, è un bisogno fisiologico,
come mangiare, bere, respirare, non si può farne a
meno – afferma Cristiana, 16 anni da compiere il
giorno di San Valentino, lunghi capelli biondi con
colpi di sole color biscotto e un minuscolo
brillantino sul naso . io l’ho fatto due volte, ne
ho parlato pure con mia madre che mi ha portata dal
ginecologo e mi ha fatto prendere la pillola. E’
stato… boh! Bellissimo, no, gradevole …
c’era molto affetto, amore no credo o forse in
quell’attimo preciso sì, anche perché lui me
l’ha sussurrato più volte. Credo lo rifaremo
sabato sera, perché i miei staranno fuori tutto il
weekend e Nicolas dormirà con me. Non so se sarà
per sempre, non so se mi piacerebbe perché prima di
sposarmi vorrei provare anche altre esperienze.
Comunque sono la prima della mia comitiva che l’ha
fatto… completamente, voglio dire”.
Cerca
cerca...
Ma per una Cristiana così tranquilla ci sono
migliaia di ragazzine
inquiete che mitizzano tutto, ragazzi, baci,
prime volte, amore e beccano così delle delusioni
clamorose che talvolta le portano sull’orlo di
depressioni molto serie. In
fondo questo
accade da sempre, i grandi romanzi e le grandi
opere in cui l’Amore è protagonista non sarebbero
mai nati se così non fosse stato. “Io ho
conosciuto Danny a casa di amici dei miei.
Loro
sono italoamericani e lui è uno biondissimo e
bravissimo ad andare sul surf,
ma mica quello con la vela come da noi, quello che
usano dalle sue parti, la tavola con cui volare
sulle onde – racconta Michela, 15 anni e un
faccino da bambina appena colorato da un velo di
trucco - Ho visto un video di Danny che salta sulle
onde del Pacifico e sembra un delfino in calzoncini.
Come facevo a non mitizzarlo? Lui sembrava
incuriosito da me, mi seguiva, mi chiedeva dei miei
amici, fin quando ho capito che era incuriosito da
Sabrina, una con i capelli neri e ricci e con un
accenno di baffetti che proprio non ce la vedo
insieme a lui e invece… un brutto giorno erano lì
che si guardavano negli occhi, mani nelle mani, alla
faccia mia che soffrivo
come un’aragosta
bollita e sognavo di volare sulla onde del
Pacifico insieme a lui.”
Marco
invece ha reso la vita impossibile alla povera
Paoletta. Lui no lo sa, ma lei
vive questo amore immaginato come fosse
reale. “Marco quando finirà la scuola vuole
fare il poliziotto, io pure, anche se detesto le
armi. Lui è magro, ha gli occhi neri e tagliati
all’orientale, niente barba, la carnagione scura,
i capelli ricci e profuma di mare. Come faccio a
saperlo se non l’ho mai avvicinato? Beh… lo so e
basta – spiega Paoletta, tonda come un
orsacchiotto, con sei orecchini che le ciondolano
dai lobi – Io lo devo ovunque, lui è con me
sempre, quando mi alzo dal letto, quando dormo,
mangio, mi lavo, studio, ballo in palestra, gioco
col cane, corro in motorino. Perché
non gliel’ho mai detto?
Ma siamo matti? Lui è talmente carino che non
guarderebbe mai una come me.”
Questo
è un altro
problema molto comune tra queste ragazzine: l’escludersi
a priori dal gioco dell’amore, perché si
sentono troppo grasse o troppo magre, troppo piccole
o troppo stupide, troppo timide o troppo ragazzine.
Affidano i loro sogni romantici alle pagine di
giornalini come “Cioè”, alle amiche del cuore,
al diario segreto e alle messaggerie telematiche,
trascorrendo ore a chattare in internet,
innamorandosi di improbabili Mazinga ’89, BradPitt
2001 o Angelo Biondo, che ben consci della distanza
internettiana, raccontano della loro vita
avventurosa, da rimorchioni di provincia alle prese
con ragazze bellissime e fichissime che però non
valgono nulla a confronto di questa piccola dea che
sa scrivere così bene (cosa importa se dimentica le
acca o sbaglia i congiuntivi?) oppure di sfigati
innamorati da sempre di una che non li guarda
neppure e di come sarebbe bello invece se loro due
si incontrassero, così da unire queste solitudini
in un abbraccio di dolcissimo calore umano per
sopravvivere a questa vita così meschina e falsa. Si
incontreranno? Mai, assolutamente,
perché la realtà sarebbe pericolosamente
deludente, meglio restare a sognare per mesi quel
magnifico principe azzurro dal nickname uguale al
titolo di quella canzone languidissima che risuona
nelle orecchie fino al prossimo innamoramento,
magari meno virtuale.
Ma
se queste
ragazzine che con dita bambine affidano i loro
cuori all’affollatissimo mare di internet incontrassero
la loro presumibile anima gemella, saprebbero
riconoscerla? “Magro, vestito bene (firmato?
Sportivo? Trendy?), con una bella voce e delle belle
mani, bravo a scuola e sulla moto, dolce, sincero,
tenero, però “uomo”, risponde sicura Francesca,
IV ginnasio e prima della classe. “A me basterebbe
che si innamorasse veramente, che mi trattasse bene,
che mi facesse sentire sicura e protetta, che
sia onesto e di buona famiglia”, risponde Pamela,
che forse ha preso un po’ troppo alla lettera le
aspettative di mammà. “Io invece lo vorrei un
po’ maledetto, con un’aria malandra, scuro
inviso e di animo, un po’ pecora nera, così da
poterlo trasformare con la forza del mio amore”,
sogna Jenny, 17 ani, il cui mito è quello della
crocerossina. Una grossa delusione l’ha presa
Laura, 18 anni appena compiuti: “ero
innamoratissima di Alberto, dolcissimo ballerino di
flamenco, intellettuale, bravissimo a scuola (ultimo
anno di liceo classico), molto preso da me, con
l’hobby della pittura, coloratissimo d’animo,
generoso e bello come pochi. Due settimane fa l’ho
incontrato in un locale gay, dove ero andata con una
mia amica perché tanto me ne aveva parlato lui.
L’ho trovato apparato in un separé, abbarbicato a
uno con i capelli gialli e tre piercing sul
sopracciglio destro, con la sua lingua in bocca,
quella stessa bocca che avevo baciato cento volte, e
ne ho avuto un senso di schifo. Lui mi ha visto, si
è pure incavolato,
lui, hai
capito? Mi
ha detto che non gli sembrava possibile che non
avessi ancora
capito, che quella è la sua vera natura, che
comunque mi voleva molto bene e che lui, se la
situazione fosse ribaltata, avrebbe capito senza
problemi. I miei amici sanno solo che ci siamo
lasciati, ma non sanno il perché2.
Per
molte ragazzine il ragazzo ideale incarna le
sembianze degli eroi di celluloide: Brad Pitt,
Antonio Banderas, Tom Cruise, Elihah Wood (Frodo de
“Il signore degli anelli”), oppure dei cantanti
preferiti, in testa a tutti Cesare Cremonini dei
Luna Pop. Ma a pensarci bene, non succedeva anche a
noi la stessa cosa? Il vero uomo perfetto è quello
descritto da Manuela, procace ex bambina di sedici
anni: “vorrei
tanto incontrare uno che mi guardi negli occhi e non
nella scollatura.”
Potremmo
mai darle torto?
PER
LUI
Tutti
in sella ai loro motorini, griffati dalla testa ai
piedi, col dito attaccato al cellulare, senza
impegni sociali e tantomeno politici, divisi tra
scuola, palestra e videogiochi, figli di genitori
distratti e troppo spesso, eccovi, siete voi, i giovani.
L'eterna
domanda: ma chi siamo?
Già, i giovani … ma chi sono costoro? Una setta?
Una categoria? Un’età? Coccolati e viziati dai
pubblicitari, studiati e analizzati dai mass -m edia,
criticati da coloro che giovani lo sono stati – ed
erano esattamente come loro – soltanto vent’anni
fa, questi ragazzi che sembrano essere così
disinvolti verso la vita, ma in realtà così
terrorizzati dal futuro che li aspetta, pur vivendo
in branco ed essendo nell’età dell’amore,
quando questo li sfiora, invece di aprirsi si
ritirano come tartarughe nel loro guscio, seppure
firmatissimo.
“Sono
cresciuto trai i miei che litigavano in
continuazione, rinfacciandosi peccati inesistenti,
come posso sapere cosa significa amare? Come posso
pensare di saper dare e ricevere amore da una
donna?”, racconta Luca, 17 anni e due occhi
tristi dietro gli occhiali da sole. “Avevo 14
anni quando ho baciato per la prima volta Sara,
una ragazzina dolcissima, e ancora la cerco in
ogni ragazza che vedo. Da quella volta non ho più
baciato nessuna”, ricorda Daniele, 16 anni, con
i capelli biondi dritti come spilli.
Passaggio
a nord-ovest
“Le mie
amiche mi considerano il loro migliore amico, mi
raccontano persino le loro esperienze con gli altri
ragazzi,
mi
chiedono
consigli su come rimorchiare quello o quell’altro.
A me dispiace incrinare questo rapporto di fiducia,
ma anche io avrà diritto ad avere una ragazza tutta
per me, no?”, si lamenta Antonello, 17 anni, aria
da primo della clase ed erre
arrotata alla francese. “Mi sono innamorato di
Alessia, una della comitiva, sveglia e simpatica, ma
quando stavo
per dirglielo, lei
si è messa
con il mio amico. Morale? Ho perso sia lei, sia
l’amico”, racconta Simone, aria da cucador
e capello lungo con orecchino bene in vista.
Ma
la vera star di questa comitiva romana di teen-agers
da muretto, in perenne attesa che arrivi qualcosa o
qualcuno a svegliarli dal torpore adolescenziale si
chiama Cafù, all’anagrafe Sabou Yassufé, un
ragazzone color cioccolato fondente con i denti
splendenti come perle, che racconta di come,
lavorando la sera come buttafuori in una discoteca,
abbia conquistato le simpatie di tutte le ragazzine.
“Semplice, le
faccio entrare gratis e quando posso insegno
loro qualche passo di danze afro cubane. Ma la mia
ragazza, che fa la cubista ed è abbronzata come me,
questo non lo deve sapere.”
La
più brava e famosa agony
aunt, una zia della disperazione, ovvero la
regina della posta del cuore Natalia Aspesi, che da
anni si occupa di sentimenti ed emozioni, racconta
che ci sono centinaia di ragazzini, maschi appunto,
che le scrivono, elencando tutta una serie di
problemi d’amore, di solitudini, ansie,
sofferenze, emozioni represse, riempiendo fogli e
fogli di carte azzurrine e gialline, con scudetti
della Roma e della Juve, fogli di quaderno, da
disegno, protocollo, a righe e a quadretti, su come
dire al padre che si è omosessuali, come
dichiararsi alla ragazza, come deve essere dato
il primo bacio, dove mettere le mani quando si fa
l’amore, come fare per evitare di metterla
incinta, come
chiedere tenerezza e carezze e via dicendo.
Ma
dove sono le ragazze?
“Possibile
che quelle che cercano uno dolce, tenero, affettuoso
e simpatico sono sempre su quei famosi binari
paralleli che non riesco mai a incrociare? Li
vorrebbero così, ma
poi si mettono con quelli duri, volgari, odiosi
e talvolta violenti che le trattano malissimo”, si
lamenta Giacomo, 15 anni e la classica aria da bravo
ragazzo che tanto piace alle mamme, ma poco alle
figlie.
“Ho
conosciuto il mio amore in un locale gay dove ero
andato per curiosità e anche per cambiare comitiva.
Da quella sera la mia vita è cambiata, io sono
cambiato: lui era lì, lucido di sudore con quella
bocca di velluto e quel corpo giaguaro. E’ stato
amore a prima vista, e oggi siamo ancora insieme. I
miei non lo sanno, qualche amico sì, quelli più
intelligenti hanno capito, qualcuno ci invidia
persino”, racconta Andrea, forse l’unico ragazzo
felice tra questi intervistati. “Non sono certo un
moralista, ma quando Germana che mi piaceva un
sacco, soprattutto per quella sua aria da dura, con
i capelli cortissimi, a volte verdi a volte blu e
sette piercing
sparsi, mi confidò di essere lesbica e
innamoratissima di una sua compagna di classe, tale
Carola, per poco non mi prese un colpo. Ero indeciso
se prenderla a schiaffi o prendermi a schiaffi per
non essere stato capace di capirlo prima, ed evitare
così quella pessima figura”. Povero Davide,
preoccupato più per la grezza
che per il suo amore perduto.
“Io
ho un sacco di amiche, qualcuna pure carina, prendi
Francesca, Barbara, Simona e Céline, ma non so da
che parte cominciare per iniziarci una storia. Baciarle
così, a
freddo? Dirglielo al buio, in riva al mare, in
discoteca, spifferarlo all’amica del cuore,
scrivere una lettera, un sms (ma ci si può mettere
insieme con un sms?), farle un regalo? Ho
paura che mi dicano di no, magari
aspetto che me lo dicano loro.” E non è detto
che debba aspettare poi tanto l’indeciso Michele,
15 anni, ancora inesperto latin
lover.
E
per chiudere in bellezza, ecco Lorenzo, capelli come
Bob Marley e look che più vintage
non si può. “Chiara l’ho conosciuta in un
gruppo di volontari che faceva teatro con i bambini
handicappati e ne sono rimasto incantato. Non aveva
la minigonna, ma dei jeans scoloriti, e quando si è
vestita da principessa con gli abiti di scena ho
giurato a me stesso non l’avrei mai più lasciata.
Lei è meravigliosa con tutti, le ho regalato un
cucciolo di meticcio che abbiamo chiamato Budda
perché è più largo che lungo e siamo entrambi
attivisti di Greenpeace e felici di esserlo. Quando
i ragazzini dello spettacolo la vogliono tutta per
loro e la tirano contendendosela, non riesco neppure
a essere geloso, soltanto orgoglioso della mia
principessa buona.” |