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Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Cercasi amore

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Cercasi amore

PER LEI
Le senti confabulare e ridacchiare sulla metropolitana e negli spogliatoi delle palestre con i loro pantaloni a zampa d’elefante, gli ombelichi bene in vista, gli zainetti e i fermagli colorati nei capelli. Ridono e parlano fitto fitto di segreti inconfessabili, ossia di come Sandro le guardate l’altra sera al pub e di come Alessio è andato a dire a Luca che Valerio aveva detto a Christian che Sara gli piaceva un sacco.


Ma l'amore rende timidi?
E così Sara fa finta di diventare tutta rossa, ma in realtà lei l’aveva capito una cifra di tempo fa che lei a Valerio piaceva un sacco, già da quando lui stava con Barbara, perché gliel’aveva detto una volta la sorella del migliore amico di Valerio, che poi era quella che stava con Christian al muretto quel pomeriggio che Titti era passata e li aveva visti abbracciati ed era scappata via piangendo ed era tornata a casa la sera tardissimo...

Per le mamme, le figlie sono pianeti inesplorabili, per i papà sono sempre troppo poco coperte, per le nonne sono invidiabilmente deliziose, per i professori sono da interrogare meglio la prossima volta, per il mercato pubblicitario rappresentano i consumatori ideali, mentre per i loro coetanei maschi sono graziosissime aliene che non capisci mai se ci stanno o no. Hai voglia a dire che queste ragazzine al giorno d’oggi ne sanno una più del diavolo, in realtà queste fanciulle hanno la medesima visione dell’amore delle loro trisavole. Vestono jeans invece delle crinoline ed esibiscono peluche colorati al posto degli ombrellini, hanno piercing sulle labbra e sotto l’ombelico, rossetti fluorescenti e anelli su tutte le dita, ma sono timide e imbranate come le loro coetanee di due secoli fa. AL primo posto nella loro scala di valore è l’Amore, quello grande, invisibile, totale e assoluto che sempre sognano ma mai riescono a trovare nella realtà. Perché? “Ma come perché? … Ma li avete visti bene questi ragazzi, chiusi nei loro giubbotti scuri, con i capelli duri come chiodi e gli scarponi da due chili l’uno. Ti guardano e non ti vedono, sono solo buoni a chiacchierare di quello che farebbero se avessero tra le mani la Ferilli o la Silverstedt, ignari che intanto potrebbero allenarsi con qualcuna di noi e inconsapevoli che le suddette signorine, se mai dovessero incontrarli, non li degnerebbero del minimo sguardo”, si lamenta Alessandra, 17 anni, occhi color pervinca e pelle di porcellana.

Eppure, a sentir loro, i maschietti, vorrebbero una ragazza carina, dolce, seria (proprio come il loro papà…) con cui iniziare una storia seria (… e due!), andare a mangiare la pizza, atteggiarsi con gli amici, andare a ballare e a giocare al bowling. Il sesso? “Oddio … il sesso se ci fosse ben venga, anzi, magari! Perché quella è una cosa molto importante nella vita di qualsiasi essere umano, è un bisogno fisiologico, come mangiare, bere, respirare, non si può farne a meno – afferma Cristiana, 16 anni da compiere il giorno di San Valentino, lunghi capelli biondi con colpi di sole color biscotto e un minuscolo brillantino sul naso . io l’ho fatto due volte, ne ho parlato pure con mia madre che mi ha portata dal ginecologo e mi ha fatto prendere la pillola. E’ stato… boh! Bellissimo, no, gradevole … c’era molto affetto, amore no credo o forse in quell’attimo preciso sì, anche perché lui me l’ha sussurrato più volte. Credo lo rifaremo sabato sera, perché i miei staranno fuori tutto il weekend e Nicolas dormirà con me. Non so se sarà per sempre, non so se mi piacerebbe perché prima di sposarmi vorrei provare anche altre esperienze. Comunque sono la prima della mia comitiva che l’ha fatto… completamente, voglio dire”.

Cerca cerca...
Ma per una Cristiana così tranquilla ci sono migliaia di ragazzine inquiete che mitizzano tutto, ragazzi, baci, prime volte, amore e beccano così delle delusioni clamorose che talvolta le portano sull’orlo di depressioni molto serie. In fondo questo accade da sempre, i grandi romanzi e le grandi opere in cui l’Amore è protagonista non sarebbero mai nati se così non fosse stato. “Io ho conosciuto Danny a casa di amici dei miei.

Loro sono italoamericani e lui è uno biondissimo e bravissimo ad andare sul surf, ma mica quello con la vela come da noi, quello che usano dalle sue parti, la tavola con cui volare sulle onde – racconta Michela, 15 anni e un faccino da bambina appena colorato da un velo di trucco - Ho visto un video di Danny che salta sulle onde del Pacifico e sembra un delfino in calzoncini. Come facevo a non mitizzarlo? Lui sembrava incuriosito da me, mi seguiva, mi chiedeva dei miei amici, fin quando ho capito che era incuriosito da Sabrina, una con i capelli neri e ricci e con un accenno di baffetti che proprio non ce la vedo insieme a lui e invece… un brutto giorno erano lì che si guardavano negli occhi, mani nelle mani, alla faccia mia che soffrivo come un’aragosta bollita e sognavo di volare sulla onde del Pacifico insieme a lui.”

Marco invece ha reso la vita impossibile alla povera Paoletta. Lui no lo sa, ma lei vive questo amore immaginato come fosse reale. “Marco quando finirà la scuola vuole fare il poliziotto, io pure, anche se detesto le armi. Lui è magro, ha gli occhi neri e tagliati all’orientale, niente barba, la carnagione scura, i capelli ricci e profuma di mare. Come faccio a saperlo se non l’ho mai avvicinato? Beh… lo so e basta – spiega Paoletta, tonda come un orsacchiotto, con sei orecchini che le ciondolano dai lobi – Io lo devo ovunque, lui è con me sempre, quando mi alzo dal letto, quando dormo, mangio, mi lavo, studio, ballo in palestra, gioco col cane, corro in motorino. Perché non gliel’ho mai detto? Ma siamo matti? Lui è talmente carino che non guarderebbe mai una come me.”

Questo è un altro problema molto comune tra queste ragazzine: l’escludersi a priori dal gioco dell’amore, perché si sentono troppo grasse o troppo magre, troppo piccole o troppo stupide, troppo timide o troppo ragazzine. Affidano i loro sogni romantici alle pagine di giornalini come “Cioè”, alle amiche del cuore, al diario segreto e alle messaggerie telematiche, trascorrendo ore a chattare in internet, innamorandosi di improbabili Mazinga ’89, BradPitt 2001 o Angelo Biondo, che ben consci della distanza internettiana, raccontano della loro vita avventurosa, da rimorchioni di provincia alle prese con ragazze bellissime e fichissime che però non valgono nulla a confronto di questa piccola dea che sa scrivere così bene (cosa importa se dimentica le acca o sbaglia i congiuntivi?) oppure di sfigati innamorati da sempre di una che non li guarda neppure e di come sarebbe bello invece se loro due si incontrassero, così da unire queste solitudini in un abbraccio di dolcissimo calore umano per sopravvivere a questa vita così meschina e falsa. Si incontreranno? Mai, assolutamente, perché la realtà sarebbe pericolosamente deludente, meglio restare a sognare per mesi quel magnifico principe azzurro dal nickname uguale al titolo di quella canzone languidissima che risuona nelle orecchie fino al prossimo innamoramento, magari meno virtuale.

Ma se queste ragazzine che con dita bambine affidano i loro cuori all’affollatissimo mare di internet incontrassero la loro presumibile anima gemella, saprebbero riconoscerla? “Magro, vestito bene (firmato? Sportivo? Trendy?), con una bella voce e delle belle mani, bravo a scuola e sulla moto, dolce, sincero, tenero, però “uomo”, risponde sicura Francesca, IV ginnasio e prima della classe. “A me basterebbe che si innamorasse veramente, che mi trattasse bene, che mi facesse sentire sicura e protetta, che sia onesto e di buona famiglia”, risponde Pamela, che forse ha preso un po’ troppo alla lettera le aspettative di mammà. “Io invece lo vorrei un po’ maledetto, con un’aria malandra, scuro inviso e di animo, un po’ pecora nera, così da poterlo trasformare con la forza del mio amore”, sogna Jenny, 17 ani, il cui mito è quello della crocerossina. Una grossa delusione l’ha presa Laura, 18 anni appena compiuti: “ero innamoratissima di Alberto, dolcissimo ballerino di flamenco, intellettuale, bravissimo a scuola (ultimo anno di liceo classico), molto preso da me, con l’hobby della pittura, coloratissimo d’animo, generoso e bello come pochi. Due settimane fa l’ho incontrato in un locale gay, dove ero andata con una mia amica perché tanto me ne aveva parlato lui. L’ho trovato apparato in un separé, abbarbicato a uno con i capelli gialli e tre piercing sul sopracciglio destro, con la sua lingua in bocca, quella stessa bocca che avevo baciato cento volte, e ne ho avuto un senso di schifo. Lui mi ha visto, si è pure incavolato, lui, hai capito? Mi ha detto che non gli sembrava possibile che non avessi ancora capito, che quella è la sua vera natura, che comunque mi voleva molto bene e che lui, se la situazione fosse ribaltata, avrebbe capito senza problemi. I miei amici sanno solo che ci siamo lasciati, ma non sanno il perché2.

Per molte ragazzine il ragazzo ideale incarna le sembianze degli eroi di celluloide: Brad Pitt, Antonio Banderas, Tom Cruise, Elihah Wood (Frodo de “Il signore degli anelli”), oppure dei cantanti preferiti, in testa a tutti Cesare Cremonini dei Luna Pop. Ma a pensarci bene, non succedeva anche a noi la stessa cosa? Il vero uomo perfetto è quello descritto da Manuela, procace ex bambina di sedici anni: “vorrei tanto incontrare uno che mi guardi negli occhi e non nella scollatura.” Potremmo mai darle torto?

PER LUI
Tutti in sella ai loro motorini, griffati dalla testa ai piedi, col dito attaccato al cellulare, senza impegni sociali e tantomeno politici, divisi tra scuola, palestra e videogiochi, figli di genitori distratti e troppo spesso, eccovi, siete voi, i giovani.

L'eterna domanda: ma chi siamo?
Già, i giovani … ma chi sono costoro? Una setta? Una categoria? Un’età? Coccolati e viziati dai pubblicitari, studiati e analizzati dai mass -m edia, criticati da coloro che giovani lo sono stati – ed erano esattamente come loro – soltanto vent’anni fa, questi ragazzi che sembrano essere così disinvolti verso la vita, ma in realtà così terrorizzati dal futuro che li aspetta, pur vivendo in branco ed essendo nell’età dell’amore, quando questo li sfiora, invece di aprirsi si ritirano come tartarughe nel loro guscio, seppure firmatissimo.

“Sono cresciuto trai i miei che litigavano in continuazione, rinfacciandosi peccati inesistenti, come posso sapere cosa significa amare? Come posso pensare di saper dare e ricevere amore da una donna?”, racconta Luca, 17 anni e due occhi tristi dietro gli occhiali da sole. “Avevo 14 anni quando ho baciato per la prima volta Sara, una ragazzina dolcissima, e ancora la cerco in ogni ragazza che vedo. Da quella volta non ho più baciato nessuna”, ricorda Daniele, 16 anni, con i capelli biondi dritti come spilli.

Passaggio a nord-ovest
“Le mie amiche mi considerano il loro migliore amico, mi raccontano persino le loro esperienze con gli altri ragazzi, mi chiedono consigli su come rimorchiare quello o quell’altro. A me dispiace incrinare questo rapporto di fiducia, ma anche io avrà diritto ad avere una ragazza tutta per me, no?”, si lamenta Antonello, 17 anni, aria da primo della clase ed erre arrotata alla francese. “Mi sono innamorato di Alessia, una della comitiva, sveglia e simpatica, ma quando stavo per dirglielo, lei si è messa con il mio amico. Morale? Ho perso sia lei, sia l’amico”, racconta Simone, aria da cucador e capello lungo con orecchino bene in vista.

Ma la vera star di questa comitiva romana di teen-agers da muretto, in perenne attesa che arrivi qualcosa o qualcuno a svegliarli dal torpore adolescenziale si chiama Cafù, all’anagrafe Sabou Yassufé, un ragazzone color cioccolato fondente con i denti splendenti come perle, che racconta di come, lavorando la sera come buttafuori in una discoteca, abbia conquistato le simpatie di tutte le ragazzine. “Semplice, le faccio entrare gratis e quando posso insegno loro qualche passo di danze afro cubane. Ma la mia ragazza, che fa la cubista ed è abbronzata come me, questo non lo deve sapere.”

La più brava e famosa agony aunt, una zia della disperazione, ovvero la regina della posta del cuore Natalia Aspesi, che da anni si occupa di sentimenti ed emozioni, racconta che ci sono centinaia di ragazzini, maschi appunto, che le scrivono, elencando tutta una serie di problemi d’amore, di solitudini, ansie, sofferenze, emozioni represse, riempiendo fogli e fogli di carte azzurrine e gialline, con scudetti della Roma e della Juve, fogli di quaderno, da disegno, protocollo, a righe e a quadretti, su come dire al padre che si è omosessuali, come dichiararsi alla ragazza, come deve essere dato il primo bacio, dove mettere le mani quando si fa l’amore, come fare per evitare di metterla incinta, come chiedere tenerezza e carezze e via dicendo.

Ma dove sono le ragazze?
“Possibile che quelle che cercano uno dolce, tenero, affettuoso e simpatico sono sempre su quei famosi binari paralleli che non riesco mai a incrociare? Li vorrebbero così, ma poi si mettono con quelli duri, volgari, odiosi e talvolta violenti che le trattano malissimo”, si lamenta Giacomo, 15 anni e la classica aria da bravo ragazzo che tanto piace alle mamme, ma poco alle figlie.

“Ho conosciuto il mio amore in un locale gay dove ero andato per curiosità e anche per cambiare comitiva. Da quella sera la mia vita è cambiata, io sono cambiato: lui era lì, lucido di sudore con quella bocca di velluto e quel corpo giaguaro. E’ stato amore a prima vista, e oggi siamo ancora insieme. I miei non lo sanno, qualche amico sì, quelli più intelligenti hanno capito, qualcuno ci invidia persino”, racconta Andrea, forse l’unico ragazzo felice tra questi intervistati. “Non sono certo un moralista, ma quando Germana che mi piaceva un sacco, soprattutto per quella sua aria da dura, con i capelli cortissimi, a volte verdi a volte blu e sette piercing sparsi, mi confidò di essere lesbica e innamoratissima di una sua compagna di classe, tale Carola, per poco non mi prese un colpo. Ero indeciso se prenderla a schiaffi o prendermi a schiaffi per non essere stato capace di capirlo prima, ed evitare così quella pessima figura”. Povero Davide, preoccupato più per la grezza che per il suo amore perduto.

“Io ho un sacco di amiche, qualcuna pure carina, prendi Francesca, Barbara, Simona e Céline, ma non so da che parte cominciare per iniziarci una storia. Baciarle così, a freddo? Dirglielo al buio, in riva al mare, in discoteca, spifferarlo all’amica del cuore, scrivere una lettera, un sms (ma ci si può mettere insieme con un sms?), farle un regalo? Ho paura che mi dicano di no, magari aspetto che me lo dicano loro.” E non è detto che debba aspettare poi tanto l’indeciso Michele, 15 anni, ancora inesperto latin lover.

E per chiudere in bellezza, ecco Lorenzo, capelli come Bob Marley e look che più vintage non si può. “Chiara l’ho conosciuta in un gruppo di volontari che faceva teatro con i bambini handicappati e ne sono rimasto incantato. Non aveva la minigonna, ma dei jeans scoloriti, e quando si è vestita da principessa con gli abiti di scena ho giurato a me stesso non l’avrei mai più lasciata. Lei è meravigliosa con tutti, le ho regalato un cucciolo di meticcio che abbiamo chiamato Budda perché è più largo che lungo e siamo entrambi attivisti di Greenpeace e felici di esserlo. Quando i ragazzini dello spettacolo la vogliono tutta per loro e la tirano contendendosela, non riesco neppure a essere geloso, soltanto orgoglioso della mia principessa buona.”

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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