Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buon giorno, oggi è giovedì 25 maggio 2017

Come e perché separarsi

pubblicità

pubblicità

Come e perché separarsi

di Marco Pellegrini

La fine di un amore è una delle esperienze più dolorose da affrontare. Da dove cominciare a rimettere insieme i cocci, cosa è possibile fare per non venire sommersi dalla sofferenza? Come sopravvivere alla separazione, come ricominciare da sé.

Mito e separazione
Secondo la mitologia Orfeo, cantore e musicista di eccezionale bravura, compì un viaggio negli Inferi per supplicare Persefone, regina dell'Ade, di restituirgli la sua sposa Euridice, morta per il morso di un serpente. Persefone, commossa dalle melodie di Orfeo, gli concesse di riportare alla luce la consorte a patto che fosse rispettata la regola di non guardare la defunta finché si trovavano nel regno dei morti. Orfeo, come è noto, non riuscì a resistere alla tentazione, si voltò e perse per sempre la sua amata.

Anche nel mito di Amore e Psiche la separazione avviene per opera del guardare. Psiche poteva amare il suo compagno, Amore, solo a patto di non poterlo mai vedere. Contravvenendo all'ordine di Amore, lo guarda durante il sonno che segue il loro piacere, viene scoperta e lasciata sola. La domanda che poniamo sia a Orfeo che a Psiche è: che cosa avete guardato? Perché questo gesto vi ha separati?

Il formarsi della coppia
La separazione presuppone un'unione pregressa. Spesso questa è frutto dell'innamoramento, un'esperienza che fa sentire più vivi, o vivi per davvero, come se fosse accaduto qualcosa che attendevamo da tanto tempo, o come se la nostra vita precedente non fosse altro che il preludio a quel momento. Immagino che, anche se con diverse sfumature, questi pensieri abbiano attraversato almeno una volta la vostra mente. Ciò accade perché l'incontro col partner risveglia dentro di noi una parte che è in grado di vivere soltanto nella dimensione di coppia.

Carl G. Jung, psicoanalista svizzero del secolo scorso, l'aveva chiamata Anima e Animus. La prima incarna il principio femminile e, grosso modo, rimanda alle capacità di sentire, provare sentimenti, intuire ecc. L'Animus, invece, incarna il principio maschile ovvero la volitività, la normatività, l'agire ecc. Queste caratterizzazioni, naturalmente, riflettono il periodo storico di chi le ha compiute. Oggi nessuno si azzarderebbe a collocare la volitività, per esempio, nel mondo esclusivamente maschile.

E' vero però che una caratterizzazione secondo il genere cui si appartiene esiste. Si diventa uomini e donne anche perché si riceve un'educazione che mira a crescerci come tali. Poco importa se nel terzo millennio si chiederà all'uomo di occuparsi di sentimenti e alla donna di fare carriera. Il concetto importante è la complementarità: ciò che ha uno non ha l'altro; insieme vi è completamento, totalità.

Jung spiega che in ognuno di noi vi è una parte il luce e una in ombra. Questo significa che c'è una parte cui possiamo accedere senza sforzo, con naturalezza, che sentiamo lucidamente come costitutiva del nostro essere. L'altra, quella in ombra, è una zona cui non riusciamo facilmente ad accedere, che non sentiamo neanche facilmente come parte di noi. Jung riteneva che nell'uomo la parte in ombra è l'Anima; nella donna l'Animus.

In genere si accede a queste zone nascoste tramite un'esperienza "mistica", come l'innamoramento, che ci permette di superare i nostri tentativi di tenere nascosto ciò che è in ombra. Il completamento di cui parlavamo poc'anzi, perciò, è solo in apparenza l'unione tra due persone che incarnano le "due metà del cielo". In realtà è la congiunzione tra la propria parte in luce e quella in ombra. E' proprio questo che ci fa sentire completi.

Ma allora io non amo una persona ma solo il riflesso di lei che c'è in me? In parte è vero. Potremmo dire che inizialmente è così, poi, col tempo, la potenza di queste proiezioni si riduce e cominciamo a vedere la persona più per come è veramente. Cosa ha visto perciò Psiche? Ha visto Amore per ciò che egli era davvero e ha dovuto rinunciare a vederlo solo come una proiezione del suo Animus.

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 15/09/2013

copyright © duepiu.net 2000-2017, tutti i diritti riservati