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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

Infedeltà e tradimento: il tradimento

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Infedeltà e tradimento: il tradimento

di Marco Pellegrini

Per capire cosa sia il tradimento occorre distinguerlo dal concetto di infedeltà: un conto infatti è avere un rapporto sessuale con un partner diverso da quello abituale, un conto è tradire la sua fiducia, la sua dignità, i suoi sentimenti

A volte infedeltà e tradimento si sovrappongono, nel senso che effettivamente l’infedeltà rappresenta un tradimento (della fiducia, dei patti); altre volte si mantengono distinte (perché magari si è stabilito di essere una coppia ‘aperta’, stile anni ’70, oppure perché il partner abituale è a conoscenza della cosa ed ha deciso di sopportarla per un po’, eccetera).

Prendendo il discorso al contrario possiamo osservare come tradire non significa essere necessariamente infedeli: si può dedicare un’intera vita sessuale a un unico partner, ma tradirlo in altro modo, ad esempio raccontando a tutti i suoi difetti, ridicolizzandolo, cercando di rovinargli la carriera, spendendo tutti i suoi soldi, facendolo litigare con gli amici e così via.

Nella nostra lingua tuttavia i due termini hanno un’accezione comune e, sotto l’aspetto pratico, significano: ‘avere una relazione con un’altra persona, oltre al partner abituale’. Il tradimento così inteso è cosa abbastanza frequente nella nostra società ed è equamente distribuita in tutte le classi sociali, cosicché ricchi e poveri, almeno in questo, possono sentirsi simili.

E’ opinione diffusa che gli uomini siano più infedeli delle donne. Infatti, è vero! Numerosi studi, basati su testimonianze più o meno sincere degli intervistati, sembrano confermare questa credenza popolare. La spiegazione scientifica di tale fenomeno è che l’uomo decodifica gli stimoli sessuali immediatamente come erotici, la donna li trasforma in sentimenti, emozioni, innamoramenti, tanto che ‘tradisce’ ugualmente, ma spesso lo fa solo col pensiero.

Restare o andarsene?
“Così come abbiamo sviluppato strategie sessuali per scegliere, attirare e conservare i buoni partner, ne abbiamo acquisite altrettante per sbarazzarci di quelli che non ci convengono. Si divorzia in tutte le culture. Le nostre strategie di separazione fanno intervenire diversi meccanismi psicologici. Noi mettiamo in conto i “costi” inflitti dal partner, e i “benefici” che ci apporta. Valutiamo altri partner potenziali e determiniamo se possono o meno offrirci di più di quello che abbiamo al momento. Stimiamo la probabilità di attirare altri partner adeguati. Calcoliamo i disagi che subiranno i nostri figli, la nostra famiglia e noi stessi se la relazione si scioglie. Tutte queste informazioni contribuiscono a una decisione: restare o andarsene. Coloro che conservano lo stesso compagno malgrado le sue difficoltà economiche, le sue infedeltà o la sua crudeltà sono di una lealtà che merita ammirazione, ma nessuno trasmette i propri geni con successo in queste condizioni. Noi discendiamo da coloro che hanno saputo separarsi.”
David BUSS, L'evoluzione del desiderio. Comportamenti sessuali e strategie di coppia – Laterza, 1995

In realtà la fedeltà è imposta più dalla cultura che dalla natura: uno studio di etnologia (la scienza che si interessa delle diverse culture presenti nel mondo) ha appurato con chiarezza che le società umane hanno in prevalenza un’organizzazione sociale poligamica, ovvero di uomini che hanno diverse mogli o che possono intraprendere relazioni sessuali stabili con più partners, senza incorrere in sanzioni di tipo sociale. Esiste anche la situazione opposta, di una donna che possa sposare più mariti, ma è davvero rarissima: la più conosciuta sembra si trovi in una valle terminale, a fondo cieco, della catena  dell’ Himalaya. Questa organizzazione di donne con tanti mariti è detta poliandria, ma più che nella specie umana è presente in alcune specie animali, in particolare quando la femmina è più grande del maschio.

Un altro modo per definire il tradimento è ‘adulterio’, che significa violazione all’obbligo della fedeltà coniugale. Il sistema giuridico italiano oggi vede la fedeltà non più come sinonimo di esclusività sessuale, ma lo intende in modo simile al concetto di lealtà, come un impegno globale di devozione, estensibile a tutti gli aspetti della vita familiare.

E’ una delle tante conquiste sociali datate 1968, quando si è finalmente superato il codice Rocco, del 1930,  per il quale gli adultéri erano puniti con una pena fino ad un anno di carcere e fino a due anni in caso di relazione abituale. Tutti ricordano, o hanno saputo dopo, con immancabile stupore, la vicenda del campione Fausto Coppi e della sua ‘Dama bianca’, che per questo tipo di vicenda privata hanno dovuto subire una serie di umiliazioni pubbliche, fra cui, appunto, il carcere. C’è da osservare che, comunque, queste misure così drastiche non impedivano, di fatto, la ricorrenza degli adultèri, che erano ugualmente frequentissimi.

Ma cosa spinge una persona a essere infedele, quale è la molla che allenta i suoi freni inibitori e le consente di tuffarsi fra le braccia di un nuovo partner ? In genere, più che la ricerca di un’evasione sessuale, si tratta di una risposta ad un generico senso di insoddisfazione nel rapporto di coppia, soprattutto coniugale. L’infedeltà può dare luogo a due tipi di sentimenti diversi: delusione e rimorso verso il partner abituale, oppure senso di soddisfazione, psicologico e sessuale, tanto è vero che in molti casi l’esperienza occasionale riesce perfino ad influenzare positivamente l’esperienza abituale…

Un’altra domanda che ci si pone spesso riguardo al tema del tradimento è:  ‘meglio raccontarsi tutto o tacere?’. La risposta è, senza dubbio: ‘tacere’! Infatti la sincerità in sé non deve essere considerato un valore assoluto: può ferire, deludere, schiacciare il partner. Una sincerità totale può essere anche una forma mascherata di aggressività ed il bisogno di raccontare ogni minimo particolare deve far nascere qualche sospetto di disinnamoramento. In questo campo vale forse la vecchia regola che è meglio non dire sempre tutto ciò che si pensa, ma pensare tutto ciò che si dice; in senso più generale, possiamo invece ispirarci ad Erich Fromm, il quale consigliava di essere fedeli a se stessi, per poterlo  essere anche con gli altri…

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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