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Capire
che qualcuno è interessato a noi, che siamo oggetto
dei suoi desideri rimanda a una forma di
comunicazione speciale, fatta spesso di segnali
appena percettibili, di allusioni afferrabili solo
da chi ha orecchie per intendere…
Come
diciamo che...
La comunicazione
verbale
riguarda quello che diciamo; se una persona ci dice:
“Hai proprio dei begli occhi”, è molto
difficile che noi fraintendiamo. La questione si
complica se prendiamo in considerazione il fatto che
spesso il messaggio
esplicito (“hai dei begli occhi”) rimanda a
uno implicito
(“ti voglio far capire che mi piaci
fisicamente”). La decodifica, quindi, non è
univoca ma dipende fortemente dal contesto
e dall’interpretazione di chi ascolta.
I
messaggi impliciti
Nel corteggiamento molto di ciò che viene detto
rimanda a un messaggio implicito,
volto a far capire che c’è un interesse nei
confronti dell’altro. E’ importante perciò
cercare di cogliere frasi, magari dette
apparentemente senza troppa importanza, che vogliono
comunicarci l’interesse altrui. E’ bene però
anche cercare di mantenersi
aperti e senza pregiudizi su quello che
l’altro sta dicendo. Può darsi che il vostro naso
o le vostre gambe non piacciano a voi ma che
piacciano a chi vi fa la corte, quindi prima di
prendersela e interpretare malamente è meglio, se
si è nel dubbio, chiedere delucidazioni, magari
dicendo con un sorriso: “Lo
dici per scherzare o lo pensi davvero?”. A
quel punto il vostro giudizio sarà più sereno.
La
sue voce è...
Un altro parametro della comunicazione
è quella paraverbale,
ovvero tutto ciò che può essere prodotto e/o
variato con l’apparato vocale: tono timbro, ritmo,
volume della voce. Non è il caso di esemplificare
troppo questo punto. Vi invito a riflettere,
tuttavia, a come viene interpretato in molti film
d’amore il fatto che l’innamorato sia disposto a
urlare “ti amo”, a variare cioè
significativamente il volume della propria voce. Nel
caso di una persona interessata a noi è facile
ravvisare alcuni indizi
paraverbali: la voce incerta, imbarazzata o
emozionata, oppure il volume e il tono della voce
quando ci saluta, oppure ancora il tono della voce
che diventa suadente e vellutato durante la
conversazione.
Indizi:
tutto quello che non si può dire…
Il parametro
forse più
importante è quello della comunicazione
non verbale
che potremmo suddividere schematicamente in gesti,
azioni, oggetti, postura, distanza interpersonale,
mimica facciale, e silenzio. Tra i gesti
possiamo annoverare tutti quelli in cui è evidente
il tentativo
di creare intimità, come cingere la vita,
offrire il braccio, abbracciare e così via. Le azioni
possono essere, per esempio, quello che la persona
innamorata ci propone di fare: essere invitati fuori
a cena è ben diverso che offrire un caffé durante
la pausa del pranzo. Sono da osservare anche le
azioni “premurose” come ricevere dei regali
o frequenti telefonate, così come ricevere una
lettera è più romantico e intimo che ricevere una
cartolina.
…
tutto quello che si può mostrare …
Tra
gli oggetti,
invece, possiamo mettere, nel nostro caso, il
modo di vestire. Durante un corteggiamento è
un indizio di particolare rilevanza,
specialmente nella cultura del nostro paese. Anche
la postura
gioca un ruolo determinante: come tra gli animali,
il maschio durante il corteggiamento tende a
ringalluzzirsi e a mostrare una postura per
l’appunto virile,
mentre la femmina tende ad assumere pose
più rotonde e seduttive.
Direttamente collegata alla postura è la
distanza interpersonale, in termini di
vicinanza/lontananza. Esiste una distanza al di
sotto della quale percepiamo come violata la nostra
intimità. E’ stato calcolato che, con le dovute
differenze individuali, questa si colloca
approssimativamente sui cinquanta centimetri
quadrati. Questo non ci autorizza ad andare in giro
con il righello per capire se qualcuno ci ama, ma è
bene fare attenzione a quanto il nostro presunto
spasimante tenta di venirci vicino, e quanto questo
ci disturba o al contrario ci piace.
…
e come
La mimica
facciale è il canale maestro della
comunicazione non verbale in quanto è anche quello
che controlliamo meglio: si pensi che possiamo
assumere fino a 25.000
diverse espressioni,e che quindi la
gamma di ciò che possiamo dire con il viso è praticamente
infinita. Alcune espressioni
tipiche dell’innamorato sono il sorriso,
sbattere le palpebre più frequentemente, inumidirsi
le labbra - in generale le espressioni che denotano disponibilità
e contentezza.
Per concludere non vanno sottovalutati i
silenzi, specialmente quelli “carichi
di attese” che tra gli innamorati sono spesso
il preludio alla conclamazione dell’amore.
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