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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

M'ama o non m'ama?

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M'ama o non m'ama?

di Marco Pellegrini

Capire che qualcuno è interessato a noi, che siamo oggetto dei suoi desideri rimanda a una forma di comunicazione speciale, fatta spesso di segnali appena percettibili, di allusioni afferrabili solo da chi ha orecchie per intendere…

Come diciamo che...
La comunicazione verbale riguarda quello che diciamo; se una persona ci dice: “Hai proprio dei begli occhi”, è molto difficile che noi fraintendiamo. La questione si complica se prendiamo in considerazione il fatto che spesso il messaggio esplicito (“hai dei begli occhi”) rimanda a uno implicito (“ti voglio far capire che mi piaci fisicamente”). La decodifica, quindi, non è univoca ma dipende fortemente dal contesto e dall’interpretazione di chi ascolta.

I messaggi impliciti
Nel corteggiamento molto di ciò che viene detto rimanda a un messaggio implicito
, volto a far capire che c’è un interesse nei confronti dell’altro. E’ importante perciò cercare di cogliere frasi, magari dette apparentemente senza troppa importanza, che vogliono comunicarci l’interesse altrui. E’ bene però anche cercare di mantenersi aperti e senza pregiudizi su quello che l’altro sta dicendo. Può darsi che il vostro naso o le vostre gambe non piacciano a voi ma che piacciano a chi vi fa la corte, quindi prima di prendersela e interpretare malamente è meglio, se si è nel dubbio, chiedere delucidazioni, magari dicendo con un sorriso: “Lo dici per scherzare o lo pensi davvero?”. A quel punto il vostro giudizio sarà più sereno.

La sue voce è...
Un altro parametro della comunicazione è quella paraverbale, ovvero tutto ciò che può essere prodotto e/o variato con l’apparato vocale: tono timbro, ritmo, volume della voce. Non è il caso di esemplificare troppo questo punto. Vi invito a riflettere, tuttavia, a come viene interpretato in molti film d’amore il fatto che l’innamorato sia disposto a urlare “ti amo”, a variare cioè significativamente il volume della propria voce. Nel caso di una persona interessata a noi è facile ravvisare alcuni indizi paraverbali: la voce incerta, imbarazzata o emozionata, oppure il volume e il tono della voce quando ci saluta, oppure ancora il tono della voce che diventa suadente e vellutato durante la conversazione.

Indizi: tutto quello che non si può dire…
Il parametro forse più importante è quello della comunicazione non verbale che potremmo suddividere schematicamente in gesti, azioni, oggetti, postura, distanza interpersonale, mimica facciale, e silenzio. Tra i gesti possiamo annoverare tutti quelli in cui è evidente il tentativo di creare intimità, come cingere la vita, offrire il braccio, abbracciare e così via. Le azioni possono essere, per esempio, quello che la persona innamorata ci propone di fare: essere invitati fuori a cena è ben diverso che offrire un caffé durante la pausa del pranzo. Sono da osservare anche le azioni “premurose” come ricevere dei regali o frequenti telefonate, così come ricevere una lettera è più romantico e intimo che ricevere una cartolina.

… tutto quello che si può mostrare …
Tra gli oggetti, invece, possiamo mettere, nel nostro caso, il modo di vestire. Durante un corteggiamento è un indizio di particolare rilevanza, specialmente nella cultura del nostro paese. Anche la postura gioca un ruolo determinante: come tra gli animali, il maschio durante il corteggiamento tende a ringalluzzirsi e a mostrare una postura per l’appunto virile, mentre la femmina tende ad assumere pose più rotonde e seduttive. Direttamente collegata alla postura è la distanza interpersonale, in termini di vicinanza/lontananza. Esiste una distanza al di sotto della quale percepiamo come violata la nostra intimità. E’ stato calcolato che, con le dovute differenze individuali, questa si colloca approssimativamente sui cinquanta centimetri quadrati. Questo non ci autorizza ad andare in giro con il righello per capire se qualcuno ci ama, ma è bene fare attenzione a quanto il nostro presunto spasimante tenta di venirci vicino, e quanto questo ci disturba o al contrario ci piace.

… e come
La mimica facciale è il canale maestro della comunicazione non verbale in quanto è anche quello che controlliamo meglio: si pensi che possiamo assumere fino a 25.000 diverse espressioni,e che quindi la gamma di ciò che possiamo dire con il viso è praticamente infinita. Alcune espressioni tipiche dell’innamorato sono il sorriso, sbattere le palpebre più frequentemente, inumidirsi le labbra - in generale le espressioni che denotano disponibilità e contentezza. Per concludere non vanno sottovalutati i silenzi, specialmente quelli “carichi di attese” che tra gli innamorati sono spesso il preludio alla conclamazione dell’amore.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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