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E’
questo il primo degli argomenti che vi propongo per
cominciare la nostra conoscenza e desidero farlo in
modo un po’ insolito, non spiegandovi le solite
teorie accademiche, ma proponendovi la visione di un
film che tra tanta letteratura è forse più
diretto: "Scene da un matrimonio" (1972)
di Bergman.
Il
film è suddiviso in 5 episodi che raccontano
diversi aspetti della vita coniugale
di una coppia e poiché il nostro argomento è il
tradimento cercheremo di capire cosa si instaura
all’interno di questa coppia eterosessuale,
coniugata, dove si consuma un tradimento sessuale
che provoca e sembra essere causa della rottura di
un legame ufficiale, mandandolo prima in crisi,
mettendo poi in discussione
l’affettività ed il valore stesso del
legame.
Alcune
domande e riflessioni che ho indicato di
seguito partono da una ricerca svolta in ambito
universitario il cui perno era proprio l’opera di
Bergman; emersero tre questioni fondamentali:
1)
due persone che hanno una relazione sentimentale
d'amore, possono piacersi in tutti i sensi?
2)
quando un legame vacilla i primi segnali della
crisi arrivano da vicino, da ambienti limitrofi a
quello della coppia, parenti, amici, il lavoro,
qualcosa che non va, in quei contesti.
3)
parlare della sessualità, dei modi in cui si fa
l'amore aiuta la vita sessuale di una coppia, e la
relazione a crescere o no, e perché?
Ma
certamente il problema non è solo e sempre così
conclamato e chiaro, come in “Scene
da un matrimonio”;
può essere anche tradimento della fiducia, della
amicizia e forse della stima, della dignità di una
persona.
Il
tradimento sessuale è quello che sembra creare più
problemi, ma qual’ è il vero disagio psichico che
causa, tale per cui un legame si dissolve; perché a
volte, invece, fortifica un rapporto o addirittura
diventa indispensabile, tale per cui una coppia
esiste solo se il tradimento di fatto è
regolarmente consumato, in altre parole perché
nella vita di alcune coppie, è addirittura fonte di
piacere invece che di disagio?
E’ possibile che l’indifferenza verso questo
fenomeno sia indice di disamore, oppure che la
reciprocità o la vendetta
possano lenire la ferita?
E’
l’intimità violata il problema, o la
falsità, il negare, il raccontare una menzogna ciò
che rompe l'incantesimo e delude?
Come questo viene scoperto, determina la gravità
della ferita prodotta
al narcisismo della coppia, sicuramente, ed
effettivamente si può davvero parlare di
“narcisismo di coppia”.
Perché
questo avviene: le ragioni possono essere tante,
stanca coniugale, routine, e quant'altro.
Il tradimento è della coppia, ma si verificano
effetti diversi nella vita psicologica dei singoli
membri della coppia, se questo è perpetrato dalla
persona di sesso femminile o da quella maschile?
La
profondità della
ferita
dipende anche da chi è la figura del terzo,
oppure questo non incide nella crisi?
Aspetto suggestioni e suggerimenti: chi desidera
portare la sua esperienza, o la sua teoria in questo
spazio, porre domande o altro, sarà benvenuto. |