Quando
una storia finisce in modo incomprensibile, si
passano giorni e giorni a cercare una spiegazione.
Per evitare che la legittima curiosità diventi un
tarlo.
La
modalità con cui si esaurisce un rapporto d’amore
è uno degli indicatori più affidabili per capire
se si è trattato di una “storia
sbagliata”….. sbagliata nel senso che
l’incomprensione e le diverse aspettative non
hanno permesso di comprendersi reciprocamente. Mi è
capitato di ascoltare ragazzine che mi dicevano con
tanta amarezza:” Non capisco, andava tutto bene,
diceva di amarmi e poi ….mi ha detto che era
finito tutto con mille scusanti ….” oppure:
”Sembrava tutto ok, diceva di volermi bene e poi
appena ha conosciuto quella tipa mi ha mollato senza
pensarci su, mi
sono sentita
proprio presa in giro …” e così via. L’esperienza
di essere lasciate dal proprio partner è sempre
dolorosa ma lo è particolarmente se ci coglie di
sorpresa. Si è portate a pensare che sia tutta
colpa dell’altro e ci si sente prese in giro. A
volte si sviluppa una sorta di diffidenza nei
confronti dei ragazzi e di sfiducia nella coppia.
Domandarsi
se il partner ci ha sempre mentito e preso in giro
è legittimo, ma non ci si deve convincere di ciò
senza pensare
bene anche a noi: è doveroso per poter far
tesoro di un’esperienza anche se sgradevole.
Domandarsi se forse non ci sono sfuggiti sintomi di
malessere o insofferenza del nostro partner, oppure
se non siamo state noi ad autoingannarci e a
illuderci circa la solidità del rapporto, se il
nostro bisogno/desiderio di sentirci in coppia non
ci ha rese un po’ cieche di fronte alla realtà:
tutta esperienza! L’entusiasmo è indispensabile
in una relazione amorosa, ma non deve arrivare al
punto di renderci quasi insensibili nei confronti
dell’altro. Per insensibili non intendo solo
incapaci di cogliere desideri diversi dai nostri, ma
anche verso di noi, perché non accorgendoci che lui
non è quello che crediamo o desideriamo sia
assumiamo un
“atteggiamento affettivo” che ci espone al
rischio di rimanere “scottate”.
E’ improbabile che una persona si impegni in
una relazione solo per il gusto di prendere in giro
qualcuno, è
più credibile che ci sia una sorta di disillusione
anche dall’altra parte. Bisogna imparare un
po’ a leggere ciò che l’altro non dice, ciò di
cui forse non è consapevole. Un rapporto non è
basato solo sulle parole, ma anche sul sentire, se
si sospetta che l’altro sia in un momento di
confusione per esempio, è bene allertarsi e cercare
di parlare per fare chiarezza. Non
ci si può limitare a chiedere:” Mi ami?” e
a risposta affermativa sentirsi tranquille e pensare
che vada tutto bene. Riuscire ad ascoltare e tenere
in considerazione ciò che l’altro dice
integrandolo con ciò che si prova non è facile, ma
necessario.
Utile
è anche avere un po’ presente le differenze di
genere: i ragazzi sono meno introspettivi, spesso
non mentono, semplicemente si lasciano vivere senza
pensare troppo, vivono le loro emozioni senza porsi
molte domande. Queste differenze si assottigliano
diventando più adulti. A chiunque può succedere di
sentirsi ingannata, delusa e arrabbiata, purtroppo
anche le esperienze negative fanno parte della vita.
L’importante è non dare tutta la colpa
all’altro, ma mettersi in gioco e, malgrado al
momento si sia convinte di ciò che si prova (è lui
che è un disgraziato!), sforzarsi di assumersi le
proprie responsabilità anche se minime. Le
esperienze negative non devono avere il potere di
inacidirci e allontanarci da eventuali altre
relazioni (mi riferisco anche ai rapporti di
amicizia), ma devono servire a capire dove noi
abbiamo sbagliato per poter vivere in modo più
consapevole e riuscire ad apprezzare quello che gli
altri sono senza idealizzarli per poi rimanerne
deluse. Le
relazioni autentiche sono quelle in cui non si vede
nell’altro solo ciò
che si vuole, ma
lo si accetta nella sua interezza.
Quello
che sto cercando di dire, è che ogni esperienza,
pur se negativa è utile per crescere, arrovellarsi
nel dolore e nella rabbia porta a ben poco e
allontana dalle relazioni autentiche. Se la
sofferenza la si sa gestire, non è più fine a se
stessa, ma strumento per poter capirci meglio.
Quando si è giovani è “fisiologico” sbagliare,
perché ci si sta sperimentando per la prima volta
in tante cose ….. ma grazie agli errori s’impara
a conoscersi e a entrare in relazione con il mondo,
partner incluso.