Ah,
l’amore, uno degli argomenti più discussi del
mondo. Psicologi, sociologi, etnologi, sessuologi e
scienziati lo studiano sotto ogni angolatura, gli
artisti ne traggono ispirazione e per i comuni
mortali è oggetto di una caccia senza fine. Che
cosa succede quando ci innamoriamo?
Fin
dal primo incontro era chiaro che qualcosa stava
succedendo. Un’impressione familiare, come se vi
foste conosciuti da sempre, anzi, come se vi foste
ritrovati tra miliardi di persone. Se siete entrambi
disponibili e pronti per aprirvi, state per
innamorarvi, scatenando una serie di reazioni
chimiche a catena. L’odorato capta i ferormoni,
la feniletilamina invade il cervello, la dopamina si
mette in azione. È l’amore-passione,
che con il tempo e l’aiuto di ossitocina ed
endorfine si trasformerà in amore-attaccamento.
A meno che non siate drogati di feniletilamina…
I
ferormoni
I ferormoni sono molecole invisibili e volatili
prodotte dalle ghiandole apocrine situate sotto le
ascelle, intorno ai capezzoli e nell’inguine.
Inodori, i ferormoni non vengono captati dalle
mucose olfattive, ma da un secondo sistema
dell’odorato, l’organo vomerosanale. Molto
attivo negli animali, per anni e anni si è creduto
che questo organo non funzionasse negli umani, ma
ora molti studi hanno dimostrato il contrario. L’androstenolo,
uno dei composti del sudore “fresco”
dell’uomo, e la copulina presente nelle secrezioni
vaginali femminili, sono i principali ferormoni
sessuali, che avrebbero dei reali effetti attrattivi
o repulsivi tra due persone in funzione della loro
compatibilità. L’odore di una persona che ci
piace ci fa sentire sicuri e a nostro agio,
favorendo l’avvicinamento, ma se l’odore ci è
sgradito, saremo pronti ad allontanarci: insomma, non
è possibile innamorarsi di una persona che ha un
odore che non ci piace. Il mercato è inondato
dai profumi ai fermormoni, ma non fatevi ingannare,
la loro efficacia non è mai stata dimostrata
La
feniletilamina
Se siete adoratori del cioccolato già la conoscete,
se state per innamorarvi, non tarderete a
conoscerla. La
feniletilamina è un ormone della classe delle
anfetamine che l’organismo produce naturalmente.
Quando ci innamoriamo produciamo una grande quantità
di feniletilamina, dagli effetti simili a quelli
provocati da certe droghe o dagli sport estremi. La
feniletilamina riduce
l’appetito e rende iperattivi. Gli studi hanno
dimostrato che quando due persone sono innamorate i
loro livelli di feniletilamina sono identici, ecco
perché si possono passare notti intere a fare
l’amore e a parlare…
La
dopamina
L’azione della feniletilamina non finisce qui. La
feniletilamina stimola infatti il rilascio della
dopamina, un neurotrasmettitore che agisce su
numerosi processi fisici e psicologici. Tra
l’altro, la dopamina è intimamente legata al
sistema limbico, una zona del cervello che è sede
delle emozioni e delle funzioni vitali come la sete,
la fame e la sessualità. La dopamina consente
quindi di rinforzare alcuni comportamenti che
apportano piacere e soddisfazione. Quando un evento
è più felice di quanto speravamo, la dopamina
emette un segnale di felicità i cui effetti
euforizzanti ci spingono a ripetere
l’esperienza: si vorrebbe essere sempre
insieme, ci si telefona cento volte al giorno, si
vorrebbe che durasse per sempre.
Per
sempre?
Secondo gli esperti questo periodo magico non può
durare più di sei anni. Poco a poco, l’organismo
si abitua alla feniletilamina, e l’allegria si
attenua man mano. Per i “drogati” di
feniletilamina questo segna spesso la fine della
coppia, e preferiranno cercare, conquista dopo
conquista, di ricreare gli effetti euforizzanti
della
feniletilamina. La persona lasciata è invece in
deficit di feniletilamina: è il mal d’amore.
Tutti gli altri possono felicemente contare su altri
ormoni, l’ossitocina e le endorfine.
L’ossitocina
Secreta dalla ghiandola pituitaria, l’ossitocina
viene liberata nel cervello e nel sistema
riproduttivo ogni volta che tocchiamo la persona
amata. Gli studi avevano già dimostrato infatti un
notevole aumento dell’ossitocina durante
l’orgasmo, ancora più intensa nella donna durante
il parto e l’allattamento. Oggi sappiamo che l’ossitocina
aumenta la
nostra sensibilità alle carezze e ci spinge al
contatto fisico e agli abbracci, insomma, è una
specie di colla ormonale che ci fa stare insieme per
tanto tempo anche dopo l’esaurimento della
feniletilamina. Questo effetto può essere più
marcato nella donna a causa del suo legame con gli
estrogeni, ma toccarsi rimane, per entrambi i sessi,
il modo migliore di conservare il livello di
ossitocina necessario a far durare una coppia. Si
pensa perfino che l’ossitocina abbia un effetto
sull’invecchiamento: uno studio ha infatti
mostrato che le persone che fanno l’amore tre
volte alla settimana in una relazione stabile
dimostrano in media 10 anni meno della loro età
effettiva.
Le
endorfine
Quando l’organismo sviluppa una tolleranza alla
feniletilamina e non si scatenano più gli effetti
dirompenti presenti all’inizio del rapporto, il
cervello inizia a produrre altri ormoni, le
endorfine. Dopo gli effetti eccitanti della
feniletilamina, il cervello viene invaso da sostanze
che possiedono le stesse proprietà della morfina.
Le endorfine apportano calma e sollievo al dolore, e
riducono l’ansia. La sensazione di benessere che
procurano si traduce in una relazione affettiva
molto forte che non si vuole più interrompere. Ora
potete chiacchierare, mangiare e dormire in pace. È
l’amore-attaccamento, l’armonia
completa, una felicità tranquilla che può
durare per anni e anni - sempre che si sia svezzati
dalla feniletilamina…
Ovviamente
è impossibile sintetizzare la relazione amorosa in
una semplice formula chimica, ma è rassicurante
sapere che il
nostro cervello possiede risorse insospettabili che
si adattano alle diverse tappe della vita amorosa.
E che quando gli effetti della feniletilamina si
attenuano è possibile, se si ha un po’ di
pazienza, raggiungere di nuovo il settimo cielo.