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Buon giorno, oggi è domenica 25 giugno 2017

Principe o ranocchio? Consigli e riflessioni per lui e per lei

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Principe o ranocchio? Consigli e riflessioni per lui e per lei

Vi siete appena incontrati e lui (o lei) vi sembra l’incarnazione dei vostri sogni. Vi batte il cuore, vi è passata la fame e vi sentite languidissimi – ma come sapere se è la persona “giusta?”

Secondo Fausto Manara “donne e uomini coltivano una grande illusione: quella di aver scelto, o di progettare di scegliere il partner consapevolmente, razionalmente e perché no, anche emotivamente.” Insomma, le nostre scelte sentimentali sono molto più irrazionali che calcolate, anche se ci sforziamo di essere giudiziosi e di evitare i legami pericolosi.

Le nostre scelte, sostiene Manara – e noi con lui – finiscono spesso per stupirci: “la scelta del compagno o della compagna molte volte invece finisce per sorprendere gli attori: avevano sempre pensato a una persona dolce e invece si trovano a condividere l’esperienza con una competitiva, avevano cullato il desiderio di imbattersi in una persona anticonformista e invece sono capitati con la quintessenza del formalismo. E’ inutile quindi cercare l’anima gemella, quella che sembra uscire solo dal mito o dalla penna di scrittori.”

Secondo Susan Page, autrice di Se sono così eccezionale, perché sono ancora single? la maggior parte dei consigli amorosi in questo campo tende fatalmente ad assumere un tono manualistico e riduttivo – ci spingerebbero cioè a ridurre le nostre aspettative a favore di un più solido realismo – invece di invitarci a ragionare non su requisiti vacui ma sui nostri veri desideri e sulle nostre autentiche aspettative.

Manara contesta la superficialità di certi requisiti: “tutti sapremmo rispondere alla domanda “quali caratteristiche dovrebbe avere il tuo partner ideale?”, ma tutti, inevitabilmente, correremmo almeno il rischio di perderci nell’elencazione di una serie di verità banali. Dovrebbe essere bello, intelligente, creativo, ricco e via di questo passo, su una strada che il più delle volte finisce per descrivere stereotipi comuni.”

“Chi si innamora – scrive Manara - vive una sorta di sindrome di Ulisse, spinto come è a un viaggio nell’intimità più remota dell’altro e alla ricerca di arrivare dove mai nessuno ha potuto prima.” Allora, piuttosto che ragionare sulla fondatezza delle proprie aspirazioni teoriche sarebbe meglio interrogarsi riguardo a cosa si aspira in una relazione, riflettere su che cosa ci manca e su che cosa pensiamo di essere in grado di offrire.

Quando due persone si incontrano si sviluppa un sistema relazionale. Prestare attenzione all’altro dai primi contatti consente di conoscere l’altro intuitivamente abbastanza in fretta. Questo è un esempio: “quando ho conosciuto Roberta e abbiamo cominciato a frequentarci regolarmente c’erano piccole cose di lei che mi infastidivano. Il suo vocabolario era limitato e si spiegava con una certa difficoltà. Però era talmente affettuosa e dolce che non ho potuto impedirmi di attaccarmi a lei”. Niente di grave, ovviamente. Se non che a lungo andare il dialogo probabilmente tenderà a diradarsi dato che c’è uno squilibrio sensibile nelle rispettive capacità di esprimersi. Ora, può darsi che questo non conti - ma può darsi che invece, alla lunga, conti moltissimo. Perché quello che importa non è mai la manchevolezza in sé ma quello che rappresenta per noi, la nostra capacità cioè di adeguarci più o meno a questo squilibrio.

Conoscere se stessi per scegliersi meglio
Quando cominciamo a interessarci seriamente a qualcuno, è la nostra intuizione – quella che Susan Page definisce “quella percezione diretta della verità, indipendente da ogni ragionamento” che ci serve da guida. Noi sappiamo quasi sempre quali sono i consigli della nostra intuizione, e se entriamo in relazioni problematiche è perché non abbiamo avuto il coraggio di adeguarci al suo verdetto. Talvolta ci rifiutiamo di ascoltare ciò che sappiamo nel più profondo di noi stessi. Se invece prestiamo ascolto all’intuizione, potremo accedere a una autentica riserva di saggezza. E questa saggezza interiore ci guiderà quasi sempre nella direzione giusta.

Talvolta è difficile identificare che cosa non ci convince nell’altro – molto più spesso tendiamo a ignorare qualunque sensazione negativa talmente è forte e imperiosa la nostra voglia di rapporto. Ma una sensazione di inquietudine, di malessere o di ansia segnaleranno magari in modo flebile, ma non per questo inudibile, che qualcosa non va. È la nostra intuizione, dunque, e non la nostra logica, a inviarci i messaggi più importanti. Troppo spesso noi ci rifiutiamo di vedere le persone per quello che sono, le vogliamo diverse e non vogliamo seguire la piccola voce interiore che ci consiglia di lasciar perdere. Perché vogliamo credere quasi disperatamente di aver finalmente incontrato l’altra metà della mela, perché non siamo più in grado di tollerare delusioni, perché abbiamo un desiderio quasi incontrollabile di calore umano. Ma se non diamo retta alle nostre reazioni più istintive, probabilmente finiremo per fare la scelta sbagliata.

Dovremmo chiederci come ci sentiamo con l’altra persona: a nostro agio, rilassati, apprezzati, rispettati? E poi ancora dovremmo interrogarci sul senso della relazione che si prospetta davanti a noi – per esempio se l’altro è impegnato e noi volevamo una storia per la vita, forse il legame che si può instaurare ci richiede troppi sacrifici di troppi desideri che per noi erano, e sono, importantissimi.

Si tratta di un processo, non di un lampo” – scrive Manara riguardo alla differenza tra amore e innamoramento. Questo vuol dire anche che avremo il tempo per pensare a cosa stiamo facendo. Per esempio potremo chiederci se rispetto alla nuova persona saremo compatibili, oppure complementari – quante cose abbiamo in comune, quante caratteristiche dell’altro compensano le nostre, quali sono e quanto sono compatibili le rispettive scale di valori e le priorità, quanti gusti e piaceri potremmo condividere. Ed eventualmente, quanti compromessi saranno necessari per compensare due personalità magari diversissime – e soprattutto quanto pensiamo di essere realisticamente disposti a questi compromessi.

Un proverbio dice: “le affinità fanno la coppia, le differenze la fanno durare”…

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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