Una
volta il matrimonio era quasi obbligatorio se si
voleva fare sesso, avere figli legittimi e
garantirsi un futuro al riparo dalla rovina
economica. Per avere tutto questo, bisognava essere
sposati. Ma nell'ultima metà del ventesimo secolo
sono avvenuti infiniti cambiamenti che hanno inciso
su ciò che alcuni sociologi chiamano "la
transizione ritardata": uomini e donne
impiegano più anni a completare gli studi, e perciò
tendono a rinviare la decisione di sposarsi e avere
figli.
Oggi
conosciamo coppie che hanno felicemente tagliato il
traguardo delle nozze d'oro, e che mai hanno rimesso
in discussione il loro legame; per loro vale la
descrizione di mia nonna: "il
matrimonio è semplicemente tutta la mia vita".
Detto questo, se oggi fosse una giovane donna,
probabilmente anche mia nonna vorrebbe convivere con
il suo ragazzo almeno per un po' invece di sposarsi
subito. E il suo fidanzamento attuale sarebbe quasi
sicuramente molto più lungo di quanto fu il suo ai
suoi tempi. Una volta il matrimonio era un trofeo, i
genitori speravano che la loro figlia sposasse un
uomo con un lavoro sicuro, che si prendesse cura di
lei e dei bambini e che non abbandonasse mai la
famiglia. Gli uomini, d'altra parte, volevano una
moglie e una famiglia come affermazione della loro
personalità, e spesso la capacità di prendersi
cura della famiglia era considerata la vera misura
di un uomo. Se la coppia aveva fortuna, avrebbe
trascorso anni tutto sommato felici, magari dopo un
po' sarebbe nato perfino l'amore. Poi entrò in
gioco l'idea dell'amore romantico,
e la gente iniziò a trascorrere il resto della sua
vita con una persona che amava. Mogli e mariti
ritenevano che il divorzio non fosse una buona
opzione perché era dannoso per i bambini e poco
conveniente, sotto il profilo sociale e soprattutto
economico, per le donne.
E'
davvero cambiato tutto?
Molti pensano che il cambiamento sia avvenuto con la
rivoluzione sessuale degli anni '60, ma secondo
alcuni autori era accaduto già prima. Dopo la
seconda guerra mondiale prende vita una nuova figura
di uomo. I film di James Bond e le pagine
patinate di Playboy ritraggono una mascolinità
estranea al matrimonio: non più culle e
biberon, ma un uomo "libero", con lo
stereo, la macchina sportiva e un buon drink in
mano. Alcuni sociologi puntano alla nascita
del consumatore di sesso maschile, lo
scapolo con mezzi, come segnale di inizio del
cambiamento della famiglia tradizionale, un fenomeno
più datato del movimento femminista.
Oggi
non ci sono più regole prestabilite e nelle
relazioni si tende a negoziare molto di più, la
coppia non rappresenta più l'affare che si fa una
volta nella vita e nel quale si stabilisce una volta
per tutte quali saranno i rispettivi ruoli. Stare in
coppia è diventato un processo che cambia al
variare della carriera e al crescere degli impegni
familiari: cura dei figli, preparazione dei pasti,
la spesa, le pulizie di casa, pagare i conti. E
questo, inevitabilmente, fa crescere lo stress
all'interno della coppia. Neppure la casa è più il
luogo di un tempo tranquillo e intimo. L'evoluzione
del diritto di famiglia ha reso la separazione
un'opzione facilmente disponibile alle coppie di
oggi e secondo alcune stime, più del 38% di tutti i
matrimoni finirà in un divorzio prima del
trentesimo anniversario.
Oggi
si cerca la relazione perfetta, il partner
perfetto. E se le imperfezioni del rapporto
in cui sei ti tormentano, puoi liberarti del partner
e proseguire la tua ricerca della coppia ideale. Ma
nonostante tutto, dicono le statistiche, nonostante
le tensioni, le pretese, le preoccupazioni e
l'evidente erosione della coppia, la gente
guarda ancora al matrimonio come una situazione in
cui si è più felici, più stabili e più sani.
Tutto
sommato, pensiamo ancora che "sposarsi è
meglio". Il che potrebbe spiegare perché gay e
lesbiche vogliono che le loro unioni siano
legalmente riconosciute. La grande differenza tra la
convivenza e il matrimonio, insomma, non consiste
solo nella cerimonia, che è e resta un grande
evento che pubblicamente annuncia l'unione e dà
alla coppia un momento da ricordare per sempre.
Nessuno manda gli auguri di "buon
anniversario" alle coppie non sposate…