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Cosa resta del matrimonio

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Cosa resta del matrimonio

Prima c'era l'amore, poi il matrimonio, e poi la coppia con la carrozzina. Un cliché oggi un po' stantio, sconvolto dalle battaglie legali per alimenti e affidamento, e dai matrimoni omosessuali…

Ciò che è successo al matrimonio negli ultimi 50 anni lo ha cambiato forse per sempre, e dal suo essere l'inizio romantico di una nuova vita, un mezzo per ottenere la sicurezza economica, e un biglietto di prima fila per l'espressione sessuale, lo ha trasformato in un'istituzione che finisce in un divorzio o in una separazione una volta su tre.

Una volta il matrimonio era quasi obbligatorio se si voleva fare sesso, avere figli legittimi e garantirsi un futuro al riparo dalla rovina economica. Per avere tutto questo, bisognava essere sposati. Ma nell'ultima metà del ventesimo secolo sono avvenuti infiniti cambiamenti che hanno inciso su ciò che alcuni sociologi chiamano "la transizione ritardata": uomini e donne impiegano più anni a completare gli studi, e perciò tendono a rinviare la decisione di sposarsi e avere figli.

Oggi conosciamo coppie che hanno felicemente tagliato il traguardo delle nozze d'oro, e che mai hanno rimesso in discussione il loro legame; per loro vale la descrizione di mia nonna: "il matrimonio è semplicemente tutta la mia vita". Detto questo, se oggi fosse una giovane donna, probabilmente anche mia nonna vorrebbe convivere con il suo ragazzo almeno per un po' invece di sposarsi subito. E il suo fidanzamento attuale sarebbe quasi sicuramente molto più lungo di quanto fu il suo ai suoi tempi. Una volta il matrimonio era un trofeo, i genitori speravano che la loro figlia sposasse un uomo con un lavoro sicuro, che si prendesse cura di lei e dei bambini e che non abbandonasse mai la famiglia. Gli uomini, d'altra parte, volevano una moglie e una famiglia come affermazione della loro personalità, e spesso la capacità di prendersi cura della famiglia era considerata la vera misura di un uomo. Se la coppia aveva fortuna, avrebbe trascorso anni tutto sommato felici, magari dopo un po' sarebbe nato perfino l'amore. Poi entrò in gioco l'idea dell'amore romantico, e la gente iniziò a trascorrere il resto della sua vita con una persona che amava. Mogli e mariti ritenevano che il divorzio non fosse una buona opzione perché era dannoso per i bambini e poco conveniente, sotto il profilo sociale e soprattutto economico, per le donne.

E' davvero cambiato tutto?
Molti pensano che il cambiamento sia avvenuto con la rivoluzione sessuale degli anni '60, ma secondo alcuni autori era accaduto già prima. Dopo la seconda guerra mondiale prende vita una nuova figura di uomo. I film di James Bond e le pagine patinate di Playboy ritraggono una mascolinità estranea al matrimonio: non più culle e biberon, ma un uomo "libero", con lo stereo, la macchina sportiva e un buon drink in mano. Alcuni sociologi puntano alla nascita del consumatore di sesso maschile, lo scapolo con mezzi, come segnale di inizio del cambiamento della famiglia tradizionale, un fenomeno più datato del movimento femminista.

Oggi non ci sono più regole prestabilite e nelle relazioni si tende a negoziare molto di più, la coppia non rappresenta più l'affare che si fa una volta nella vita e nel quale si stabilisce una volta per tutte quali saranno i rispettivi ruoli. Stare in coppia è diventato un processo che cambia al variare della carriera e al crescere degli impegni familiari: cura dei figli, preparazione dei pasti, la spesa, le pulizie di casa, pagare i conti. E questo, inevitabilmente, fa crescere lo stress all'interno della coppia. Neppure la casa è più il luogo di un tempo tranquillo e intimo. L'evoluzione del diritto di famiglia ha reso la separazione un'opzione facilmente disponibile alle coppie di oggi e secondo alcune stime, più del 38% di tutti i matrimoni finirà in un divorzio prima del trentesimo anniversario.

Oggi si cerca la relazione perfetta, il partner perfetto. E se le imperfezioni del rapporto in cui sei ti tormentano, puoi liberarti del partner e proseguire la tua ricerca della coppia ideale. Ma nonostante tutto, dicono le statistiche, nonostante le tensioni, le pretese, le preoccupazioni e l'evidente erosione della coppia, la gente guarda ancora al matrimonio come una situazione in cui si è più felici, più stabili e più sani.

Tutto sommato, pensiamo ancora che "sposarsi è meglio". Il che potrebbe spiegare perché gay e lesbiche vogliono che le loro unioni siano legalmente riconosciute. La grande differenza tra la convivenza e il matrimonio, insomma, non consiste solo nella cerimonia, che è e resta un grande evento che pubblicamente annuncia l'unione e dà alla coppia un momento da ricordare per sempre. Nessuno manda gli auguri di "buon anniversario" alle coppie non sposate…

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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