Come
distinguere – e gestire – i conflitti
risolvibili e quelli cronici, come superare i
blocchi, come gestire i problemi comuni e coltivare
la tenerezza e la stima…
Dal Love Lab
di Seattle i sette segreti delle coppie felici.
Secondo
Gottman
la riuscita di una coppia è sorprendentemente
semplice. Le coppie felici non sono né più
intelligenti, né più portate alla psicologia delle
altre, ma nella loro vita quotidiana sono riuscite a
stabilire una dinamica che impedisce ai pensieri e
ai sentimenti negativi che esistono in ogni coppia
di sommergere i pensieri e sentimenti positivi. In
altre parole, secondo Gottman,
sono coppie
emotivamente
intelligenti.
Che
cos’è l’intelligenza emotiva? In breve, è la
capacità di essere
consapevoli delle proprie emozioni; più questa
consapevolezza è presente, più si sarà in grado
di capire gli altri e di intendersi con loro.
L’intelligenza emotiva non ha alcun rapporto con
l’intelligenza razionale,
ed è la sola utile per la felicità nelle
relazioni.
Secondo
i dati ISTAT in Italia il numero delle separazioni e
dei divorzi ha quasi raggiunto la metà del numero
dei matrimoni: sono cifre clamorose che indicano che
stare insieme – e restarci – sta diventando
sempre più improbabile. A partire dal 1972 John
Gottman e i suoi colleghi hanno
incontrato migliaia di coppie, alcune volontarie,
altre che avevano contattato il Love Lab per
iniziare una terapia. Tutti gli incontri sono stati
filmati, registrati e analizzati, e durante le
conversazioni tra i partners sono stati misurati e
registrati molti dei loro parametri fisiologici, per
esempio il ritmo cardiaco, la traspirazione, la
tensione arteriosa e alcune funzioni immunitarie. Le
coppie sono state seguite periodicamente per anni
dopo il primo incontro, e Gottman e la sua équipe
hanno cercato di rintracciare gli elementi negativi
ricorrenti per cercare di stabilire se e in quale
misura è possibile
prevedere la riuscita o il fallimento di una
relazione di coppia.
Le
sette regole d’oro di Gottman
sono quindi il risultato di 27 anni di studi
sistematici,
di migliaia e migliaia di incontri e conversazioni
con coppie di tutte le etnie, estrazioni sociali,
confessioni religiose e livello culturale ed
economico. Si tratta di consigli semplici da seguire
quando tutto va bene per rinforzare la coppia, e
quando le cose si mettono male per cercare di
arginare la negatività e impedire l’escalation
dei
conflitti.
I
primi indizi che la relazione sta soffrendo si
manifestano nelle modalità di gestione dei litigi.
Quando gli approcci sono brutali, colmi di
rimproveri e di insulti, di disprezzo e mancanza di
considerazione, il rapporto di coppia è fortemente
compromesso. La situazione può essere ancora
aggravata da un linguaggio corporeo che esprime
indifferenza o sfida, e dal fallimento sistematico
di qualunque tentativo di gentilezza o di
riparazione. I partners si allontanano sempre di più,
si parlano solo per ferirsi e del passato comune
che in condizioni normali è un efficace serbatoio
di positività non resta altro che delusione e
qualche ricordo sbiadito e non più collocabile.
Eppure, come dice Gottman, anche quando sembra che
non ci sia più niente da salvare tranne
l'intenzione di non distruggere tutto, "non
è finita finché non è finita".
Regola
numero 1 - arricchire
il menù della
tenerezza
“Per
quanto possa sembrare bizzarro, molte coppie
finiscono per non prestare più attenzione ai
dettagli che costituiscono l’essenza della vita in
comune. Uno o entrambi
i
partners finiscono per non avere la più vaga idea
riguardo ai gusti, le avversioni, i timori, i sogni
o le gioie dell’altro”. Conoscere
i propri universi reciproci è un segno
importante di considerazione per l’altro, ed è
l’unico modo per costruire quello che Gottman
chiama il
menù della tenerezza.
Questo vuol dire riservare una parte delle proprie
capacità cognitive alla vita a due: ricordarsi gli
eventi significativi della vita dell’altro, delle
persone che popolano la sua esistenza affettiva e
professionale, dei suoi complessi e delle sue
ambizioni – in breve, significa conoscerlo.
“Questa è solo la prima tappa – scrive Gottman
– perché le coppie riuscite non si accontentano
di conoscersi, ma utilizzano queste conoscenze per
arricchire la relazione e per esprimere non solo la
comprensione del partner ma anche la tenerezza e la
stima”
Regola
numero 2 – Coltivare
la tenerezza e la stima reciproche
“La
tenerezza e la stima sono due degli elementi più
importanti di un amore a lungo termine. Anche se
perfino nei ménages felici possono talvolta
verificarsi liti esasperanti, i partners restano
comunque convinti che
il compagno meriti di essere onorato e rispettato.
Quando questo sentimento è totalmente assente, la
relazione non ha alcuna speranza di sopravvivere”.
Ma quando questi due sentimenti sono in via di
esaurimento, si possono rinforzare ricordando a se
stessi quanto sono preziosi. Stima e tenerezza sono
gli unici argini al dilagare del disprezzo nel
rapporto, ed essere consci di quanto si prova di
positivo per il partner riduce i rischi di trattarlo
con superiorità durante una discussione.
Regola
numero 3 – Avvicinarsi
Secondo
Gottman “Hollywood ha deformato
tremendamente le nostre idee dell’amore
e di ciò che alimenta la passione. Nella vita
reale, il rapporto si nutre di piccoli gesti banali:
ogni volta che fate sapere al vostro partner che
tenete a lui nella quotidianità, voi alimentate la
fiamma. Le scene che preferisco al Love Lab sono
esattamente quelle che Hollywood eliminerebbe in
sala di montaggio”. Le piccole istantanee della
vita quotidiana mantengono lo slancio alla coppia:
leggere il giornale insieme, chiacchierare la
mattina a colazione, sono questi tra mille altri i
gesti condivisi miliardi di volte, forse banali, in
realtà uniche prove di un contatto costante e
indistruttibile. La vicinanza emotiva è anche
una buona riserva di sicurezza nei tempi di crisi,
proprio se o è costruita nei gesti routinari, nelle
piccole attenzioni. Non serve a niente, secondo Gottman,
la cena annuale a lume di candela nel grande
ristorante, se si presenta come un’isola tra mesi
di isolamento e silenzio. Meglio mantenere il
contatto un giorno dopo l’altro che scappare in
vacanza alle Bahamas, perché “la
vita a due è come una danza. A volte vogliamo
stare vicini al nostro amore, a volte vogliamo
staccarci per un po’. Lo spettro dei bisogni
“normali” in materia è molto ampio – alcuni
hanno bisogni più frequenti di complicità, altri
sono più indipendenti. Una coppia può funzionare
anche se i partners si collocano ai due estremi
dello spettro, se solo sono in grado di capire le
ragioni per le quali provano questi sentimenti, e
sono capaci di rispettare le differenze”.
Regola
numero 4 – Lasciarsi
influenzare dal partner
Secondo
le ricerche di Gottman
sembra che questo sia un problema tipicamente
maschile, perché analizzando i dati “siamo
stati sorpresi dalla differenza tra i sessi.
Anche se le donne sono capaci di esprimere collera o
altre emozioni negative verso il partner, raramente
giocano al rilancio nella negatività. Per la
maggior parte, le donne rispondono sullo stesso tono
oppure cercano di calmare la situazione. Se un uomo
dice “tu non mi ascolti!”, la donna risponderà
in generale: “scusa, ora ti ascolto”. Ma il 65%
degli uomini non userà né l’una, né l’altra
di queste risposte. Le loro reazioni genereranno una
escalation
nella negatività, per esempio rispondendo: “OK,
non ti sto ascoltando. E allora?”, oppure “non
ti ascolto perché non mi interessa”, o peggio
ancora “perché dovrei perdere il mio
tempo?””. Anche in epoca di uguaglianza tra i
sessi, tra le dichiarazioni di intento e la realtà
c’è un abisso. Molti uomini si definiscono
addirittura femministi, e se interrogati sulla
visione dei ruoli uomo/donna nella coppia si
dichiareranno certamente a favore di una
condivisione egualitaria del potere.
In
teoria. Perché nella realtà, per uomini abituati
da millenni al dominio,
imparare a cedere non è compito facile. In
almeno l’80% dei casi, secondo Gottman, è la
donna a sollevare i problemi di coppia più spinosi,
mentre gli uomini cercano con ogni mezzo di evitare
la discussione. Imparare a condividere il potere
significa anche dar retta all’altro, lasciarsi
influenzare dal suo punto di vista, tenerlo in
considerazione. Ed è l’unico modo per evitare
incrostazioni di rancore, perché a nessuno piace
avere la sensazione di non contare niente.
Regola
numero 5 – Risolvere
i problemi risolvibili
Il
quinto principio di Gottman è basato
sulla capacità di mettersi nei panni del partner e
di ascoltarlo con attenzione, mostrando poi di aver
compreso il suo punto di vista.
Questi sono i gesti fondamentali:
-
cominciare
la discussione con calma
-
imparare
a fare e ad accettare i tentativi di
avvicinamento
-
rassicurare
se stessi e il partner
-
promuovere
i compromessi
-
essere
tolleranti verso i difetti del partner
In
sostanza, Gottman scrive che dovremmo
trattare il partner almeno con la stessa cortesia e
attenzione che riserveremmo a un conoscente. Le
liti frequenti e violente non rappresentano che il
40% delle cause di divorzio negli USA; molto più
spesso le coppie si separano perché l’uomo e la
donna si allontanano l’uno dall’altra fino a
perdere completamente amicizia e complicità. Per
evitare la delusione reciproca e le sue conseguenze
è importante imparare a gestire correttamente i
conflitti, e Gottman ricorda che una
lite si concluderà esattamente nello stesso tono
con cui è cominciata. Allora per litigare
“bene”, sarà sufficiente ricordare questi
semplici punti:
-
lamentatevi,
ma non incolpate l’altro
-
cominciate
le vostre frasi con “io”, invece che con
“tu”
-
descrivete
la situazione senza valutare o giudicare
l’altro
-
siate
chiari
-
siate
gentili
-
siate
diplomatici
-
non
lasciate accumulare i rimproveri
Regola
numero 6 – Superare
i blocchi
I
blocchi si riferiscono a problemi molto difficili da
risolvere e che toccano aspirazioni, credenze,
caratteristiche radicali delle persone, per esempio
il dissenso tra volere e non volere figli, tra vita
casalinga e un’intensa vita mondana, e così via.
L’obiettivo non è in questo caso il risolvere il
problema in sé, quanto piuttosto riuscire
a spostarlo dal blocco al dialogo,
trasformandolo in qualcosa di cui si possa
finalmente parlare. Su divergenze di questa entità
nemmeno Gottman ha una visione ottimistica, perché
“un
conflitto bloccato resterà senza dubbio un problema
cronico nella vostra coppia, ma un giorno
potrete parlarne senza troppo ferirvi a vicenda.
Imparerete a conviverci.” L’invito è quindi a
cercare le cause del blocco, sia che si tratti di un
problema irrisorio, sia che si tratti invece del più
serio di tutti. Perché in ogni caso le divergenze
profonde nascono da una ferita causata alle
aspirazioni più intime di uno dei partner o di
entrambi – per esempio, spiega Gottman, il denaro
rappresenta spesso un bisogno fortissimo di
sicurezza affettiva, più che il mero potere di
acquisto o una riserva di tranquillità economica.
Di fronte ai problemi arrivati allo stallo il
consiglio di Gottman non è quello di cedere, né di
lasciar perdere: in generale, anzi, è meglio
pretendere molto dalla propria relazione, piuttosto
che troppo poco. Forse all’inizio i problemi si
acuiranno invece che risolversi, ma la coppia ne
guadagnerà comunque in sincerità
e verità, e prima o poi riuscirà a trovare un
modo di convivere anche con i limiti invalicabili.
Regola
numero 7 – Andare
nella stessa direzione
E’
capitato a molte coppie che hanno frequentato il
Love Lab di arrivare un giorno a chiedersi se il
senso dell’unione era davvero tutto in quella
ripetizione di gesti e di abitudini, e se forse il
significato vero della parola coppia
non era stato smarrito strada facendo. Questa
sensazione è segno della mancanza “di un
sentimento profondo di
un significato, di un senso condiviso. La coppia non
si esaurisce nell’educazione dei bambini, la
condivisione dei compiti e le relazioni sessuali, ma
possiede anche una dimensione spirituale legata alla
creazione di una
vita interiore vissuta a due – una “cultura
della coppia” ricca di simboli e di riti, e
anche all’apprezzare i ruoli e i fini che uniscono
due persone e le conducono a comprendere che cosa
significhi appartenere alla famiglia che si è
diventati.” Inoltre, “il nostro concetto del
posto che occupiamo nel mondo è in gran parte
fondato sui diversi ruoli che assumiamo – sposo,
figlio, genitore, lavoratore. Dal punto di vista
della coppia lo sguardo che portiamo sui nostri
propri ruoli e su quelli del nostro compagno possono
portare molta armonia, oppure suscitare tensione. La
vostra relazione sarà tanto più profonda quanto più
le vostre aspettative reciproche sono simili. Non si
tratta qui di problemi apparentemente superficiali
come decidere dove trascorrere le vacanze, ma dei
vostri sentimenti profondi su ciò che vi aspettate
da voi stessi e dal partner. Più i vostri punti di
vista saranno convergenti sui grandi temi, più la
vostra relazione sarà forte. E questo non significa
che dovrete essere d’accordo su tutti gli aspetti
filosofici o spirituali della vita, ma che
la vostra relazione dovrà essere complice in
tanti altri aspetti per poter neutralizzare le
divergenze”.
E infine, le
cinque ore magiche: 10 minuti per salutarsi al
mattino, 1.40 ore per chiacchierare alla fine della
giornata, 35 minuti di coccole, due ore tutte per
voi ogni settimana. Questo è il tempo minimo
richiesto alla manutenzione della coppia, senza
dimenticare l'ultima lezione di Gottman, che ci
invita a ricordare che “qualche attimo consacrato
ogni giorno alla vostra coppia farà bene alla
vostra salute e gioverà alla vostra longevità
molto di più di qualche ora trascorsa in palestra.
Bibliografia:
- John
Mordechai GOTTMAN, Nan SILVER, Intelligenza
emotiva per la coppia – Rizzoli, 1999
- Daniel
GOLEMAN, Intelligenza
emotiva – Rizzoli, 1996