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Buon pomeriggio, oggi è mercoledì 9 luglio 2008

Non è finita finché non è finita

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Non è finita finché non è finita

La centralità del conflitto

Divergenze e differenze si presentano presto o tardi in qualunque coppia perché le differenze nei gusti, nei bisogni, nelle priorità e nelle idee tra i partners possono condurre a conflitti di interesse spesso difficili da conciliare. Ciò che è predittivo dello scacco non è il fatto di “litigare” in sé -cioè la presenza di conflitti, né il loro numero, e neppure l’argomento scatenante. Aree di insoddisfazione, conflitti irrisolti e forse irrisolvibili e discussioni talvolta dolorose esistono anche in coppie felici da lunga data.

Nelle coppie infelici o sulla via della separazione, i ricercatori hanno potuto osservare con grande frequenza modi negativi di reagire ai conflitti, modalità di interazione insomma particolarmente nefaste per la sopravvivenza della coppia. Questi modi di litigare scatenano una escalation in cui tutto viene interpretato in modo sempre più negativo. I pensieri e i sentimenti negativi verso il partner diventano così invadenti che nel quotidiano gli aspetti positivi della relazione perdono terreno: non rimane tra i due molta amicizia, né rispetto,
né piacere di stare insieme.

Lo scacco delle relazioni sarebbe quindi dovuto all’erosione che i comportamenti negativi esercitano sugli aspetti positivi. Tanto più che basta un solo atto negativo a controbilanciare molti aspetti positivi.

In altre parole la sopravvivenza di una coppia consisterebbe nel fragile rapporto tra sentimenti negativi e sentimenti positivi, e nella capacità dei protagonisti di gestire gli inevitabili conflitti evitando l’instaurarsi di una escalation negativa perversa.

John Gottman sostiene che dopo aver seguito per anni l’andamento di centinaia di coppie gli è sufficiente osservare un litigio di cinque minuti per determinare con un margine di errore del 9% se una coppia durerà oppure no.

Quando una discussione comincia con toni aspri, con critiche o sarcasmo, molto probabilmente terminerà negli stessi toni lasciando irrisolto il problema che l’aveva causata e questo anche se nel frattempo si sono compiuti sforzi per essere gentili. Le statistiche hanno mostrato che nel 96% dei casi l‘esito di una conversazione di 15 minuti può essere predetto a partire dai primi tre.

Quello che conta non è solo il modo in cui vengono dette le cose, dato che si può essere spietati anche sorridendo, ma la dose di negatività di cui viene intriso il messaggio. Il problema non consiste tanto nella disputa o nell’eventuale espressione della collera: anche le coppie in cui “tutto va bene” hanno discussioni dagli accesi toni emotivi, ma i loro messaggi contengono  molto meno spesso critiche radicali o disprezzo dell’altro. Questo significa che considerazione e rispetto sono fondamentalmente presenti.

Le ricerche di Gottman hanno dimostrato che le coppie che “litigavano male” in laboratorio, cominciando le loro discussioni come abbiamo descritto rischiavano di trovarsi separate nel giro di pochi anni. Il punto è che questo modo di iniziare un litigio mette in moto un meccanismo maligno e progressivo che ha spesso esiti fatali per la coppia.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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