Divergenze
e differenze si presentano presto o tardi in
qualunque coppia perché le differenze nei gusti,
nei bisogni, nelle priorità e nelle idee tra i
partners possono condurre a conflitti
di interesse spesso difficili da conciliare. Ciò
che è predittivo dello scacco non è il fatto di
“litigare” in sé -cioè la presenza di
conflitti, né il loro numero, e neppure
l’argomento scatenante. Aree di insoddisfazione,
conflitti irrisolti e forse irrisolvibili e
discussioni talvolta dolorose esistono anche in
coppie felici da lunga data.
Nelle
coppie infelici o sulla via della separazione, i
ricercatori hanno potuto osservare con grande
frequenza modi negativi di reagire ai conflitti,
modalità di interazione insomma particolarmente
nefaste per la sopravvivenza della coppia. Questi
modi di litigare scatenano una escalation
in cui tutto viene interpretato in modo sempre più
negativo. I pensieri e i sentimenti negativi verso
il partner diventano così invadenti che nel
quotidiano gli aspetti positivi della relazione
perdono terreno: non rimane tra i due molta
amicizia, né rispetto,
né piacere di stare insieme.
Lo
scacco delle relazioni sarebbe quindi dovuto
all’erosione che i comportamenti negativi
esercitano sugli aspetti positivi. Tanto più che
basta un solo atto negativo a controbilanciare molti
aspetti positivi.
In
altre parole la sopravvivenza di una coppia
consisterebbe nel fragile rapporto tra sentimenti
negativi e sentimenti positivi, e nella capacità
dei protagonisti di gestire gli inevitabili
conflitti evitando l’instaurarsi di una escalation
negativa perversa.
John
Gottman sostiene che dopo aver seguito
per anni l’andamento di centinaia di coppie gli è
sufficiente osservare un litigio di cinque minuti
per determinare con un margine di errore del 9% se
una coppia durerà oppure no.
Quando
una discussione comincia con toni
aspri, con critiche
o sarcasmo, molto probabilmente terminerà negli
stessi toni lasciando irrisolto il problema che
l’aveva causata e questo anche se nel frattempo si
sono compiuti sforzi per essere gentili. Le
statistiche hanno mostrato che nel 96% dei casi
l‘esito di una conversazione di 15 minuti può
essere predetto a partire dai primi tre.
Quello
che conta non è
solo il modo in cui vengono dette le cose, dato che
si può essere spietati anche sorridendo, ma la dose
di negatività di cui viene intriso il messaggio. Il
problema non consiste tanto nella disputa o
nell’eventuale espressione della collera: anche le
coppie in cui “tutto va bene” hanno discussioni
dagli accesi toni emotivi, ma i loro messaggi
contengono molto
meno spesso critiche radicali o disprezzo
dell’altro. Questo significa che considerazione
e rispetto sono fondamentalmente presenti.
Le
ricerche di Gottman hanno dimostrato che le coppie
che “litigavano male” in laboratorio,
cominciando le loro discussioni come abbiamo
descritto rischiavano di trovarsi separate nel giro
di pochi anni. Il punto è che questo modo di
iniziare un litigio mette in moto un meccanismo
maligno e progressivo
che ha spesso esiti fatali per la coppia.