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Non è finita finché non è finita

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Non è finita finché non è finita

I quattro tipi di negatività

Gottman ha identificato quattro tipi di negatività che compaiono abitualmente in questo ordine nel corso di una relazione: critica, disprezzo, atteggiamenti difensivi, mutismo.

  • la critica
    con il termine critica intendiamo in questo contesto la    critica della persona o delle sue caratteristiche, del suo carattere o di tratti della sua personalità. Critica è quindi un termine che ha significato diverso rispetto a lamentela o rimprovero, che di solito si riferiscono a un fatto o a un comportamento, più che a una persona. Criticarsi è molto comune nelle coppie, e finché rimane un fenomeno occasionale non è segno di una difficoltà seria. Ma quando criticare diventa un’abitudine frequente e invasiva, allora il danno è inevitabile e apre la via ad altre forme di negatività molto più distruttive per la relazione. E’ quasi impossibile che non si abbia mai nulla da rimproverare al partner – ma ancora una volta, i modi sono tutto

    - “ti avevo chiesto di fare il pieno, non l’hai fatto e ora
      farò tardi”

    è evidentemente diverso dal dire:

    - “non hai fatto il pieno. Non pensi mai a niente

    Nel primo esempio il messaggio esprime una lamentela
    rispetto a un comportamento che ha disatteso un
    impegno, ed è anche una critica. 
    Nel secondo esempio,la critica è centrata sulla persona
    dell’altro, e non sul suo comportamento specifico.

  • il disprezzo
    il passo da critica a disprezzo è molto breve, e il disprezzo consente una certa fantasia espressiva - per esempio il sarcasmo, il cinismo, la collera aggressiva. Quasi inevitabilmente il disprezzo porterà a un'amplificazione dei conflitti, proprio perché invece che tendere alla loro soluzione, chi lo esprime si concentra sull'offendere il partner.

    - “certo che su di te si può sempre contare…”
    - “che cosa vorresti dire?!”
    - “quello che ho detto. Che sei un amore, maturo,
       responsabile e soprattutto affidabile”

Il disprezzo quindi “serve” a ferire l’altro, e a evitare con cura qualunque occasione di addolcire una discussione. Alimentato da pensieri negativi lungamente coltivati a proposito del partner, il disprezzo tende a diventare sempre più globale, a investire cioè progressivamente sempre più caratteristiche o comportamenti dell’altro fino a diventare l’unica chiave di lettura della sua persona. In queste condizioni non si è quasi più disposti a considerare i comportamenti dell’altro che consentirebbero di distinguere le sue caratteristiche in negative e positive - e quindi a sfumare il proprio giudizio - ma si tenderà al contrario a osservare quasi esclusivamente quelle caratteristiche che confermano la propria opinione negativa.

Il disprezzo ha spesso origine da differenze non capite o accettate – nell’esempio che abbiamo dato sopra la differenza sta nella valutazione dell’urgenza e dell’importanza del fare il pieno. Critica e disprezzo non conducono però a una soluzione del problema, e spesso non impediranno il futuro ripetersi di un comportamento sbagliato. Al contrario, entrambi innescheranno una serie più o meno grave di reazioni difensive che condurranno l’altro a giustificarsi, negare o contrattaccare.

Il messaggio dell’altro non viene considerato e anche quando non serve che a giustificarsi, l’atteggiamento difensivo raramente porterà i risultati voluti. Il partner che ha iniziato l’attacco non si ritrarrà e l’altro rincarerà la dose con un’espressione supplementare di disprezzo che avrà come unico risultato di aumentare ancora le reazioni difensive del primo. L’escalation è cominciata e il conflitto ha raggiunto un punto pericoloso dal quale si torna indietro solo dopo aver sparso molto sangue, per esempio perché la posizione difensiva contiene un rimprovero preciso: il problema non sono io, ma tu.

  • Il mutismo
    Questo comportamento è tipicamente maschile e viene osservato nelle coppie alle prese con negatività di lunga data, e che sono imprigionate in un meccanismo negativo dal quale non riescono più a uscire. Quando le discussioni diventano davvero velenose la negatività oltrepassa la soglia di sicurezza e uno dei due può finire per chiudersi a qualunque discorso riguardi l’oggetto del contendere. Chi sceglie il mutismo avrà un atteggiamento che dimostra che non sta ascoltando e farà provare all’altro la sensazione
    di inutilità e di impotenza che proverebbe se parlasse con un muro.

Il mutismo è una forma di resistenza passiva ed è espressione di una grandissima aggressività. Disprezzo, indifferenza, critica, disinteresse, mancanza di considerazione – il mutismo li riassume tutti in una forma di ostilità silenziosa ma efficacissima che spezza la discussione senza risolvere il problema, e che ha l’obiettivo più o meno consapevole di portare l’altro alla rabbia più folle.

Gli atteggiamenti difensivi
Alcune persone sono incapaci di reagire durante un conflitto perché quando si sentono attaccate vengono sommerse dalle sensazioni sgradevoli. Per questi soggetti la negatività sotto forma di critica, disprezzo o aggressività difensiva è inaffrontabile, soprattutto se li coglie di sorpresa. Chi è sopraffatto da questa specie di paralisi emotiva farebbe qualunque cosa per evitare che l’aggressione dell’altro si produca e di solito impara abbastanza rapidamente a cogliere i segnali della prossima esplosione del partner. Queste persone cercano soprattutto di difendersi e per farlo tentano di distaccarsi emotivamente dalla rabbia del compagno. Posti in un profondo stato di stress, questi soggetti non facilitano certo la risoluzione dei problemi, anche se in fondo costringono l’altro a non proseguire l’aggressione. In stati di alterazione come questi, le reazioni sono di solito due: la lotta o la fuga. E’ quasi impossibile in queste condizioni elaborare una risposta intellettualmente sofisticata.

Tutte le forme di negatività che abbiamo descritto sono occasionalmente presenti in molte coppie che hanno una relazione stabile – che cioè non sono in una situazione di escalation dei conflitti in direzione della rottura definitiva. Quando invece queste reazioni sono spesso presenti, quasi inevitabilmente i partners si allontaneranno e distaccheranno emotivamente l’uno dall’altro, finendo per sentirsi – ciascuno a suo modo – molto soli.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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