Con
il passare del tempo e l’inasprirsi dell’escalation,
entrambi i partners tenderanno a incolpare l’altro
e a considerarlo responsabile dei problemi della
coppia. Le
differenze sono diventate difetti. Inoltre, se
la situazione conflittuale non si risolve anzi si
estende ad altre aree, i partners tenderanno a
identificarsi totalmente con le proprie pretese,
soprattutto perché i
conflitti comportano privazioni, e queste ultime di
solito intensificano i desideri frustrati. Nel
nostro esempio, il partner che desidera una vita
sociale coniugale lo desidererà sempre più
intensamente, e quello che si percepisce come
vittima della socialità del compagno
elaborerà nuove accuse di insensibilità, egoismo,
e così via. Le
differenze finiranno per amplificarsi, e così i
comportamenti, le aspettative, le pretese
diventeranno sempre più divergenti – in una
parola – incompatibili.
I
tentativi di riparazione
Quando
durante un conflitto di coppia i tentativi di
riparazione si dimostrano inutili, si è in presenza
di un segno inequivocabile di un serio pericolo per
la relazione. Il tentativo di riparazione è un
gesto o una parola che hanno lo scopo di ridurre la
tensione, stabilire una distanza, rompere il
meccanismo emotivo che si è stabilito e in sostanza
sdrammatizzare
il litigio. Tentare di riparare significa
esprimere non solo un’amicizia sempre presente nei
confronti del partner, ma anche dimostrargli in
maniera indiretta che si tiene a lui/lei.
Se
però ci si sente sopraffatti dall’aggressività
è difficile notare e rispondere a un segnale
positivo offerto dal partner – e il gesto
riparatore finirà quindi per cadere nel vuoto.
Anche nelle relazioni in difficoltà è possibile
che uno dei partners tenti, o abbia tentato, più
volte di offrire
all’altro un segno di amicizia, ma accade
anche che per uno dei due il rapporto si sia
deteriorato a un punto tale che qualunque segnale
non aggressivo non viene nemmeno percepito.
-
“è incredibile come ti dimentichi
sistematicamente degli
impegni che ti sei assunta”
- “sarebbe a dire?”
- “e me lo chiedi? Che te ne freghi, ecco
cosa vuol dire.
Quattro cose all’anno le
si chiede di fare, e lei cosa fa? Si
dimentica, ovviamente”
- “OK, ho sbagliato. Vuol dire che mi
ammazzerò”
- “Chi, tu? No, guarda, saresti
capace di incasinare perfino
quello…”
Un
tentativo di riparazione può assumere molte forme,
per esempio una battuta. Ma qualunque sia la
struttura del segnale positivo, le ricerche hanno
dimostrato che questo non verrà colto se nella
coppia manca una buona qualità dell’amicizia e
insomma una predominanza dei sentimenti generalmente
positivi rispetto a quelli negativi.
Secondo
Gottman la presenza delle quattro forme di negatività
descritte permette di prevedere la rottura con una
precisione dell’82 – del 90% in presenza di
fallimento dei tentativi di riparazione. Questo
perché alcune
coppie riescono a compensare la presenza di
negatività proprio per mezzo dei gesti di
riparazione: per esempio l’84% delle giovani
coppie che presentavano tutte e quattro le forme di
negatività descritte da Gottman ma erano capaci di
cogliere i segnali di riparazione del partner erano
ancora stabili sei anni dopo la fine delle ricerche.
I
ricordi comuni
Gottman
sostiene di poter prevedere le probabilità di
separazione di una coppia semplicemente sentendola
raccontare la storia della relazione, descrivere
l’incontro, i primi anni insieme, e così via. Le
coppie serene tendono a privilegiare
il ricordo dei momenti felici, e quando parlano
delle difficoltà della relazione lo fanno
soprattutto per sottolineare la fierezza di averle
superate.
Quando
la relazione va male, la coppia tenderà a rivedere
tutta la propria storia in senso negativo. La
negatività può essere talmente preponderante nella
coppia che perfino guardando indietro l’attenzione
si fissa sui punti che si prestano a
un’interpretazione negativa dell’altro e della
relazione in sé. L’interpretazione pessimistica
del passato indica a che punto i
pensieri e i sentimenti negativi sono diventati
onnipresenti: restano ormai pochi ricordi, si
tende a dimenticare che cosa si era amato
nell’altro, e cosa si amava fare insieme. A questo
punto il lavoro del distacco è praticamente
compiuto…