Riflessioni sulle dichiarazioni d'amore
Né
troppo presto, né troppo tardi. Né troppo solenne,
né banale. Cosa fare allora – e soprattutto,
quando?
La parola greca kairos
esprime una
particolare forma di finezza necessaria a fare
le cose
giuste al momento giusto. Come qualunque altra
rivelazione importante, anche la dichiarazione
d’amore va fatta nel momento appropriato, e quando
si crea la condizione “ideale”.
Dichiararsi al momento sbagliato può avere effetti
catastrofici. Per esempio, fare una dichiarazione
importante in tempi
prematuri è altrettanto negativo del non
trovare mai il momento adatto o peggio – non
essere proprio capaci di dichiararsi.
Come una piantina, l’amore cresce e si trasforma
da infatuazione passeggera a sentimento totale. Una
persona anonima può diventare il nostro oggetto
privilegiato del desiderio, l’incarnazione di
tutte le nostre aspirazioni e delle nostre speranze
nel giro di qualche mese.
Qualche mese, appunto. Quindi, è inutile dichiarare
sentimenti per la vita dopo tre giorni.
Meglio aspettare e stuzzicare nell’altro la
curiosità, la speranza, l’attesa … Ma qual
è allora il momento
giusto? E’ in sostanza quello
che si accorda alla sensibilità nostra, e a
quella dell’altro. Senza precipitazione e senza
forzature. Ricordandosi soprattutto che la
dichiarazione d’amore contiene un messaggio
fortissimo: “ti amo” vuol dire – sotto sotto
ma neanche tanto – “amami”. E che quindi è,
per definizione, impegnativa.
L'opinione di Barbara
Alberti
Secondo
me, quando
l'amore c'è, c'è poco da dichiararlo, si vede e si
sa. Si capisce se l'altra persona corrisponde i
nostri sentimenti, non è necessario esporsi con
fiori o lettere o chissà cos'altro. C'è chi ama
molto i riti, per cui desidera essere corteggiato o
corteggiare, ma secondo me, se si
"incornicia" troppo una dichiarazione le
si fa perdere molta della sua magia. Io penso che si
dovrebbe parlare un pò meno e vivere di più i
sentimenti e le situazioni che ci capitano.
La dichiarazione può anche essere usata come forma
liberatoria: io amo disperatamente una persona
che so che non mi ricambia, per liberarmene
definitivamente le dichiaro il mio amore e un suo
netto rifiuto non può che aiutarmi a
dimenticarla".
Tutto
quello che viene prima
Proprio perché la precipitazione è segno di
immaturità, oltre che di molte, moltissime altre
cose, una dichiarazione ha più probabilità di
cogliere nel segno quando
si capisce che è frutto di una riflessione, di
un ragionamento e di una valutazione. In un certo
senso, si potrebbe dire che l’amore
càpita,
cioè spesso si comincia a provare qualcosa per
qualcuno prima
di rendersene davvero conto.
Accorgersi
di amare
è spesso il risultato di un’interrogazione
interiore: colti alcuni segnali – per esempio una
mancanza, un senso di vuoto, una nostalgia; ma anche
una gioia, una carica vitale, un’attrazione – ci
si accorge di essere cambiati, e ci si domanda se le
nuove sensazioni sono legate proprio all’altra
persona.
Esiste
il tono giusto?
La sincerità
è altrettanto importante. Al bando
l’affettazione, le frasi fatte, i luoghi comuni e
le parole prese in prestito dalle esperienze altrui.
Soprattutto, non bisognerebbe mai parlare in modo
diverso – più enfatico o più forbito – di come
si parla normalmente. Dato appunto che la verità
dei sentimenti viene dal cuore, tanto vale lasciarlo
parlare con le i suoi toni, le sue intermittenze, i
suoi imbarazzi e le sue timidezze … Perché
la dichiarazione d’amore perfetta non esiste:
la vostra è la migliore, quella del momento e
dell’ispirazione, quella della verità dei
sentimenti.
Intendiamoci, sincero non vuol dire grave. Tanto più
che è proprio difficile, quando si è in imbarazzo,
non sperare
in un sorriso. E poi chi l’ha detto che le
dichiarazioni più viscerali non si fanno con un
che di leggero? In fondo, è già tanto
massiccio il messaggio in sé…
E qui, qualunque sia l’esito della vostra
dichiarazione, il comportamento dell’altro sarà
la cartina di tornasole del suo valore umano: se
è sensibile, anche se non gli interessate per
nulla troverà senz’altro il modo per dirvelo
ferendovi il meno possibile. Apprezzerà il fatto
che vi siate presi un rischio, e nel tripudio del
suo narcisismo cui offrite il vostro cuore, saprà
trovare il modo per proteggere il vostro.
In definitiva, allora, chi
è convincente?
Lo è chi dà segno di aver riflettuto, è sincero
in quello che dice, magari è imbarazzato ma
convinto di quello che prova; lo è chi si dichiara
ma non si inchina, e si capisce benissimo che è
intenzionato a sopravvivere qualunque sia la
risposta che otterrà. Lo è chi dà segno di giocarsi
una possibilità importante – magari
importantissima - ma non definitiva, chi dimostra
sensibilità, chi apprezza e ama senza lusingare,
non fa promesse esorbitanti, e non dà
l’impressione di essersi dichiarato perché aveva
gli ormoni a mille. Quindi, lo è chi sa trovare –
perché la possiede anche nelle turbolenze – una
misura ragionevole tra eccitazione e tenuta, e che
perciò non partirà per l’India in caso di
rifiuto, e non chiederà la vostra mano un’ora
dopo, se invece vi ha convinti.
Calcolo delle probabilità
Il rischio di essere respinti c’è sempre. Per
questo bisognerebbe cercare di valutare prima da
tanti segnali
deboli se state andando in battaglia con buone
probabilità di vincere, oppure se la partita è
persa. Anche se le soluzioni possono essere tante:
non ci si amerà ma si resterà amici, si diventerà
amici e poi chissà, magari un giorno… anche se
quest’ultima possibilità è,
in verità, rara.
Ovviamente è possibile prendere cantonate
micidiali. Ci sono persone che tendono in
generale ad avere un comportamento ammiccante senza
per questo essere disposte ad andare oltre. Allora
potreste osservare se questo atteggiamento è
riservato solo a voi, o se lo è in particolare,
oppure è un modo di comportarsi indistinto con
chiunque. La persona cui avete scelto di dichiararvi
vi ha cercati spesso o l’avete cercata sempre voi?
Cerca il contatto fisico e incoraggia le confidenze,
oppure no? Ha dimostrato attrazione fisica per voi,
o indifferenza? Diciamo che in linea di massima
bisognerebbe ritenere di avere almeno delle probabilità
fondate di
essere accettati, prima di lanciarsi.
Rimedi per i timidi
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Scrivetelo
invece di dirlo.
Non siete ispirati? Non servono tante parole, ne
bastano poche di quelle giuste…
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Diteglielo
con una canzone.
E’ banale, ma nei casi disperati…
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Diteglielo
al telefono,
almeno non vi vede
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Provate a vincervi.
E poi, i timidi inteneriscono
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