“Dio
no, il prete no, la classe sociale no, il vicino no,
allora almeno tu.”.
Il normale caos dell’amore.
Cambia la
famiglia, cambia la coppia
Forse una volta la parola noi aveva un
senso diverso – e più spessore. Meno sentimentale
e molto più pragmatico, il noi di quaranta,
cinquant’anni fa, aveva un colore diverso,
esprimeva “non la famiglia che in questo o quel
momento della storia” abitava una casa, “ma la
discendenza, il sesso. Una generazione dopo
l’altra girava intorno a questo nucleo, a un
proprietario dopo l’altro, appunto non tanto come
individuo, ma in quanto portatore di un ruolo. Al
centro vi era un’idea, un valore, non un ego”¹.
Con
l’epoca dell’affermazione dell’io, della me-society,
e “con la nascita della famiglia borghese,
si giunge al formarsi di quel privato e di
quell’intimità che caratterizzano la nostra immagine
moderna di famiglia”¹.
Tramontati
i ruoli tradizionali di uomo e donna, che non
avrebbero più ragione di essere, oggi “ci si
prende la libertà di godersi la vita ora e
non solo in un futuro lontano, di sviluppare e
coltivare consapevolmente una cultura del piacere,
ma anche la libertà di trasformare le proprie
esigenze in diritti”¹.
Le
conseguenze non sono poche, né irrilevanti, perché
se nel passato “l’amore faceva esplodere i
legami e le norme della comunità”, oggi non è più
“il garante della libertà nei confronti degli
obblighi sociali, e non incontra più alcuna
resistenza. Questo lo porta a ripiegarsi su se
stesso e a nutrirsi di se stesso”. Ma non è
tutto, perché “ l’amore romantico non può più
innescarsi nel contrasto contro gli obblighi e i
divieti sociali e trovare qui il suo diritto, ma
solo ormai in concorrenza e in opposizione di
volta in volta con altri amori”.
Il
risultato è “la confusione, l’incomprensione e
l’accordo occasionale. L’amore non c’è più.
C’è
solo il plurale amori”¹.
O in altri termini e un po’ esagerando, “con la
morte dell’amore, con il suo dissolvimento
nell’amore parentale, nella passione, nel flirt,
nell’erotismo, nell’amore di coppia, nel legame
familiare, inizia una massiccia ricerca dell’amore
grande, totale”¹
¹
U. BECK, E.
BECK-GERNSHEIM, Il normale caos dell’amore
– Bollati Boringhieri, 1996