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Buon giorno, oggi è domenica 25 giugno 2017

Il segreto di un incontro

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Il segreto di un incontro

Uno sguardo, un profumo, un sorriso… e due vite cambiano. Ma di cosa è fatta la misteriosa, impalpabile alchimia dell’innamoramento?

Verità, menzogne e qualche preconcetto 
“Nell’amore, tutto è mistero”, ha scritto qualcuno. Ciononostante, quasi tutte le scienze si sforzano di darcene una spiegazione o una ragione, o di attribuire un significato all’innamoramento. Primo obiettivo: il colpo di fulmine, che sarebbe non solo fisicamente percettibile, ma addirittura osservabile grazie alle moderne tecniche di scansione. Altro punto sul quale si concentra la ricerca scientifica: i ferormoni. Altri approcci, come quello evoluzionista, si orientano verso una sorta di determinismo amoroso, seguito a ruota dai tentivi di spiegazione genetica. Insomma, tanti sforzi di razionalizzazione per un cuore che “ha le sue ragioni che la ragione non conosce”...

Dall'agenzia matrimoniale allo speed-dating: come evolve l'arte di incontrarsi 
A nuovi media, nuovi amori. E la rete non è certo stata risparmiata, anzi… I siti di incontri pullulano perché l’amore rende: un mercato complessivo 235 milioni di euro negli Stati Uniti nel 2003, e un operatore vincente su tutti in Europa (il francese Meetic), con fatturato 2003 di 16 milioni di euro, un utile di 5 milioni,  4.2 milioni di iscritti e una “raccolta” di 15.000 nuovi abbonati ogni mese. Insomma, funziona. Salvo che per le proporzioni, che ancora oggi nonostante gli sforzi tendono a restare costanti: nei siti di incontri in rete ci sarebbero in media 3 uomini per ogni donna. Che sia grazie al Blind Dating
o al più recente Speed Dating, ce n’è a sufficienza per gli stressati e per quelli che “non hanno tempo da perdere”. Qualche utile consiglio per presentarsi nel modo giusto, senza esporsi a rischi inutili.

Nel nostro arsenale seduttivo, più di 50 espressioni e gesti universali 
Momento magico, l’incontro amoroso è per tutti un momento eccezionale dalle valenze universali. Ovunque nel mondo la parata amorosa condivide moltissimi elementi: lo sguardo, innanzituttto, con i suoi codici e i suoi significati. Ma anche l’interpretazione dei tratti di un viso o delle forme di un corpo,  momenti-chiave della seduzione. Oltre, naturalmente, a tutti i comportamenti e ai gesti (attenti ai malintesi...) che mettiamo in atto per attrarre e stregare l’oggetto del nostro interesse. Che una volta catturato, ameremo secondo schemi, dicono gli psicologi, noti da molto tempo...

Dove sta l'amore?
Colpo di fulmine, palpitazioni, gola serrata… tutti segni evocatori dell’amore nascente, che non mentono mai. Anche se l’amore sfugge a ogni spiegazione, due neurologi inglesi sono riusciti a identificare il sentimento che tormenta da secoli poeti e filosofi, con una scoperta che potrebbe essere utilizzata come love-detector.

Secondo lo studio pubblicato in The New Scientist, Andreas Bartels e Semir Zeki dello University College di Londra sono riusciti a localizzare l’amore, che corrisponde a un tipo particolare di attività cerebrale. I due ricercatori hanno tappezzto di posters l’università nella quale lavorano per reclutare volontari la cui unica caratteristica era di dover essere innamorati pazzi. I 17 candidati selezionati, 11 donne e 6 uomini, sono stati sottoposti alla macchina della verità (lie detector) per verificare la veridicità della loro condizione amorosa, osservando le fotografie dell’amato bene e quelle di un amico/a del partner, del suo stesso sesso. Risultato: le fotografie degli amici non hanno provocato alcun effetto visibile, mentre la visione del partner ha attivato ben quattro aree del cervello inattive durante il test precedente. Queste zone del cervello sono le stesse che si attivano negli stati di euforia generati da sostanze psicoattive come la cocaina. Lo studio di Bartels e Zeki è il primo a occuparsi dell’attività cerebrale associata ai sentimenti amorosi; altri progetti di ricerca avevano infatti tentato di identificare le aree del cervello associate al dolore, la paura o la gioia. Durante gli esperimenti non è stata riscontrata alcuna differenza significativa tra le reazioni maschili e quelle femminili, anche se il numero ristretto di candidati al test non consente di trarre conclusioni definitive su questo punto.

Il determinismo
I geni dell’amore

Lo stile amoroso è geneticamente determinato? Alcuni ricercatori californiani hanno cercato di rispondere a questa domanda osservando il comportamento dei gemelli, e avvalendosi di test della personalità e del comportamento. Campione studiato: 345 coppie di “veri” gemelli (gemelli omozigoti, hanno lo stesso patrimonio genetico), 100 coppie di “finti” gemelli (gemelli eterozigoti, non hanno lo stesso patrimonio genetico), e 172 mogli di gemelli. Conclusioni: lo stile del comportamento amoroso di un uomo non è geneticamente determinato. L’osservazione dei gemelli è una delle tecniche più antiche per evidenziare l’influenza dell’ereditarietà. Ecco i presupposti dello studio: se due persone hanno lo stesso genoma, tutte le differenze osservabili sul piano biologico e su quello comportamentale sono imputabili all’ambiente. Perciò, se un comportamento è condiviso più frequentemente dai “veri” gemelli che da quelli “falsi”, allora si può teotricamente dedurre l’esistenza di un determinismo genetico di questo comportamento. In medicina, per esempio, gli studi sui gemelli hanno consentito di evidenziare il ruolo innegabile dell’ereditarietà di alcune predisposizioni a particolari malattie, o nella costituzione di condizioni favorevoli allo sviluppo di alcune infezioni. Tuttavia, quando si tenta di applicare lo stesso presupposto allo studio del comportamento, il metodo diventa criticabile addirittura nella sua essenza.

Infatti, per poter affermare che un comportamento condiviso dai gemelli trae la sua origine dalla loro identitità genetica, bisogna che essi siano stati separati dalla nascita e adottati da famiglie diverse, di ambienti diversi, e soprattutto che non siano mai state in contatto tra di loro. L’insieme di queste condizioni è difficile da trovare. Anche se hanno vissuto esistenze  separate, i veri gemelli hanno le stesse peculiarità e capacità fisiche, le stesse predisposizioni alle malattie, e condividono tra l’altro la stessa storia di bambino abbandonato poi adottato – tutti elementi che possono chiaramente favorire reazioni o comportamenti simili da parte della società e di chi li circonda. Le malattie e i comportamenti sui quali gli scienziati si sono più accaniti nelle loro ricerche sui gemelli, tentando in ogni modo di dimostrare i condizionamenti ereditari, vanno da patologie come la schizofrenia, l’autismo, la psicosi maniaco-depressiva, la malattia di Alzheimer fino a tratti come l’alcolismo, la tendenza alla depressione, i disturbi del comportamento alimentare, lo sviluppo della personalità antisociale, la tendenza alla nevrosi, all’estroversione, alla delinquenza e alla violenza, la tendenza alla sottomissione o alla dominazione, l’orientamento sessuale, la riuscita scolastica, la memoria e l’intelligenza, l’autostima, la timidezza e il conformismo…

Blind dating
I renitenti che trovano il Blind Date l’ultima boa prima prima di arrendersi alla solitudine, forse non sanno che si tratta di un meccanismo complesso e variegato, che può perfino funzionare…

Ci sono almeno tre tipi di blind date:

  1. Blind date totale
    In questo caso della persona non si sa proprio nulla, né gli aspetti fisici né quelli caratteriali, ma si accetta in ogni caso di passarci una serata. E’ quello che succede mediamente quando si risponde all’annuncio su un giornale. Insomma, è il buio totale. Inquietante, ma può riservare inaspettate e ottime sorprese
  2. Blind date organizzato
    È nettamente meno rischioso, dato che si parte da una conoscenza comune che sa tutto di entrambi: un amico o un’amica vi ha parlato di questa persona, del suo aspetto fisico e del suo carattere, sforzandosi di essere obiettivo/a. Sapete già che si tratta di un essere umano civilizzato, e poiché che frequenta un vostro conoscente i margini di sorpresa dovrebbero teoricamente ridursi. Accettando questo tipo di incontro non correte alcun rischio reale; nel peggiore dei casi non ci sarà magia, e magari passerete una serata noiosa. Soprattutto se l’incontro non “funziona”, sforzatevi di essere riservati, sapendo che i vostri atti avranno una conseguenza sull’insieme della vostra vita sociale
  3. Blind date via internet
    Riunisce i vantaggi dei due precedenti tipi di BD senza averne gli inconvenienti. Da un lato, si tratta di un incontro con qualcuno che altrimenti non avreste incontrato, e che perciò non ha alcun legame con la vostra vita di ogni giorno. Il vantaggio di questa situazione consiste nel fatto che potete comportarvi come meglio credete, senza dovervi sforzare di andare d’accordo almeno superficialmente, come invece dovreste fare nel BD organizzato. Libertà di pensiero, di parola, di azione… quasi tutto è permesso. E una situazione come questa è quella giusta giusta per lasciar emergere la vostra versa personalità, senza mettere in atto artifici o trattenervi perché tanto non vi importa nulla del giudizio dell’altro. Inoltre, che abbiate fatto conoscenza per email o in una chat, probabilmente vi conoscete già un pochino prima di incontrarvi fisicamente, cosa che nella vita reale non succede quasi mai. Si tratta quindi di un incontro diverso da tutti quelli che avete fatto in precedenza, e in fin dei conti, è molto comodo. Quando vi presenterete l’uno all’altra per la prima volta, già sapete (o credete di sapere…) se l’altro è già legato, sapete cosa cerca, e in un certo senso, siete autorizzati a ritenere che entrambi cercate le stesse cose. La serata non passerà perciò a indagare come un detective nella vita dell’altro, e potrete tranquillamente concentrarvi sugli aspetti veramente importanti: mi piace? Come mi sento? Tuttavia, un rischio c’è: che non vi piaccia fisicamente. Tuttavia, il BD via internet conferisce all’incontro fisico una dimensione particolare; anche sul piano fisico non si percepisce la persona allo stesso modo quando si sa già che cosa le frulla per la testa… un’espressione del viso, un gesto, un modo di fare possono essere percepiti molto diversamente in funzione di quello che si sa già della persona. Un comportamento che in altri frangenti potrebbe sembrare stupido in questo caso può essere invece significativo. Quante volte avete rifiutato qualcuno di primo acchito perché non vi piaceva a priori, prima ancora di imparare a conoscerlo per scoprire che alla fine, invece, vi piaceva, e anche molto?

In conclusione, il blind date non è necessariamente una strategia da perdente, e in alcune condizioni può rivelarsi molto più interessante di un incontro classico.

Speed dating
Alle 7 di sera sette donne single entrano in un wine bar e si siedono a un tavolo. Sorridono ma sono un po’ tese. Dieci minuti dopo, sette uomini single entrano nel wine bar, e raggiungono le donne. Questi estranei si sono riuniti per una nottata di speed dating, il modo più nuovo per aspiranti innamorati a corto di tempo ma con molte speranze, di incontrare l’anima gemella. Il coordinatore degli incontri garantisce a ciascun partecipante nove minuti, dopodiché il rintocco di una campanella segnala che è ora di passare alla persona successiva. Gli uomini si spostano da un tavolo all’altro, le donne restano sedute. Alla fine del ciclo, i partecipanti indicano su un modulo riservato se vogliono scambiare il numero di telefono con ciascuna delle persone che hanno incontrato. Tutto bene, si parte. Ma quanto si può capire di una persona in nove minuti netti di incontro? “Potreste sorprendervi, sostiene un organizzatore della Minute Dates, come minimo scoprirete se qualcun altro intende passare con voi più di nove minuti. E qualche volta, nove minuti non finiscono mai…”.

Lo speed dating è stato inventato nel 1999 dal rabbino Yaacov Deyo, direttore educativo di una scuola rabbinica di Los Angeles, con l’obiettivo di far incontrare i single ebrei. Yaacov e sua moglie, Sue Deyo, hanno scritto un libro, Speed Dating, che molto rapidamente è diventato un best-seller venduto non solo negli Stati Uniti ma anche in Canada, in Europa e in Australia. Proprio il bisogno diffuso di velocità ha reso celebre questo metodo, che “a differenza di un blind date tradizionale, non fa perdere tutta la serata con la persona sbagliata”. L’incontro faccia-a-faccia riduce il rischio di essere fuorviati nei giudizi, un elemento che secondo Deyo è fin troppo comune negli incontri via internet. Le voci critiche si oppongono allo speed dating per via dei suoi costi, e sostengono che solo i disperati e i “troppo brutti” hanno bisogno di pagare per un incontro. Tuttavia, basta guardare le immagini di uomini e donne presenti a questi eventi per smentire le contestazioni. Secondo un organizzatore, “raccogliamo parecchi uomini e donne che cercano veramente una relazione. Lo speed dating è uno strumento molto efficiente”.

Alle otto, le coppie sono al quinto incontro, e stanno ancora chiaccherando. Forse qualcuno ha letto il libro di Deyo, nel quale si suggerisce di fare domande che fanno emergere i valori di una persona, piuttosto che i suoi interessi. Per esempio: “quanto spesso vedi la tua famiglia?”. A un tavolo, un uomo domina la conversazione, la donna ascolta in silenzio e sembra annoiata. A un altro tavolo va meglio. Una coppia sta ridendo e scherzando. “Si può capire come sta andando l’incontro da come scorre la conversazione, e da quanto velocemente l’uomo si alza dal tavolo”. Alla fine di tutti gli incontri, uomini e donne sembrano finalmente più rilassati. Il giorno successivo si incrociano le preferenze, e il coordinatore contatta tutti i partecipanti. “La prima volta ero teso, mi sembrava di camminare sulle uova – racconta un single – ma adesso non aspetto altro. Ho incontrato un sacco di bella gente”. Quante di queste persone troveranno davvero l’anima gemella? Non lo sappiamo. Ma essere arrivati fin qui e avere incontrato gente nuova è senz’altro meglio che stare a casa a guardare la televisione…

Consigli e regole per Blind Date e Speed Dating

Per mettere tutti a proprio agio, basta seguire qualche semplicissima regoletta:

  • usare solo nomi propri

  • non chiedere dove una persona lavora, ma solo che lavoro fa

  • non chiedere se vi rivedrete ancora

  • non rifiutare un appuntamento anche se si sa dal primo secondo che non funzionerà mai

Ed ecco i preziosi consigli di Josey Vogels, autrice di Dating: A Survival Guide from the Frontlines. Di cosa non parlare al primo incontro:

  • malattie, comportamenti ossessivi, tic, manie, amici o parenti in prigione

  • gli ex

  • problemi medici che implicano infertilità

  • funzioni corporali

  • dettagli sulle passate relazioni fallite

  • quanto odiate la vostra famiglia

  • come siete stati lasciati/lasciate dall’ultimo/a partner

  • politica, religione, sessualità

  • problemi familiari

  • la posizione sessuale preferita

  • rapporti del passato, incontri del passato, gatti (o cani) morti, idee negative

  • automobili. Ci sono uomini capaci di parlarne per ore

  • quanto guadagnate e quanto spendete

  • difficoltà finanziarie

  • come dovrebbe essere la vostra vita secondo la persona che avete davanti (e che conoscete da dieci minuti…)

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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