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La differenza tra uomini e donne

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La differenza tra uomini e donne

Uomini e donne: psicologia e comportamento

Cinquant’anni di psicologia e trenta di femminismo non sono bastati a far scomparire le differenze psicologiche e comportamentali tra uomini e donne. Tutti siamo d’accordo per la parità tra i sessi, nel pieno rispetto delle differenze però…

Se nel secolo scorso la psicologia ha insistito sulla differenza tra i sessi e ha utilizzato il maschio come norma di riferimento, finendo per rendere la donna inferiore e a imprigionarla in ruoli subalterni limitati alla gravidanza, all’allevamento dei bambini e alla cura della casa, sarebbe però sbagliato credere che uomini e donne sono identici. Gli sforzi compiuti da numerose correnti culturali per eliminare il sessismo e la discriminazione sessuale non hanno reso l’uomo identico alla donna, perché uomini e donne sono diversi qualitativamente, non quantitativamente. Più recentemente testi come quelli di John Gray, Barbara de Angelis, Deborah Tannen e Joe Tanenbaum ci aiutano a decifrare il complesso universo delle differenze psicologiche e comportamentali tra uomini e donne. Ecco le loro conclusioni, basate su ricerche scientifiche e sulle loro esperienze cliniche.

La gestione delle emozioni
Secondo Tanenbaum esisterebbero quattro modi di percezione della realtà: il modo fisico, emotivo, intellettuale e spirituale (nel senso relazionale del termine). Mentre le donne possono più agevolmente muoversi da una modalità all’altra, gli uomini si troverebbero più a loro agio nei modi fisico e intellettuale. Per esempio l’uomo ha pensieri tristi o felici (modo intellettuale) ed esprime i suoi sentimenti con il corpo (modo fisico): l’azione è la sua priorità. La donna, invece, prova tristezza o qualsiasi altra emozione anche in assenza di una particolare ragione, e questo è molto difficile da capire per un uomo. Mentre l’uomo esprime la sua spiritualità in modo fisico, per esempio costruendo musei o cattedrali, o intellettuali, per esempio diventando teologo o filosofo, la donna vive e descrive la sua esperienza spirituale in modo molto più diretto, e in termini emotivi: la priorità delle donne è la relazione con l’ambiente.

Per l’uomo l’emozione è l’espressione di un problema o di un conflitto: per lui si tratta allora di trovare la fonte dell’emozione per farla scomparire, e ritrovare la pace dello spirito. Per la donna, l’emozione diventa un pretesto per la relazione: la donna la vuole esprimere, condividere e riceverne in cambio le emozioni dell’interlocutore. Se una donna esprime le sue emozioni a un uomo, questo potrà pensare automaticamente di essere parte del problema, o una delle cause di queste emozioni, e può allora reagire difendendosi o offrire soluzioni per risolvere quello che lui percepisce come un problema. L’uomo funzionerebbe in modo razionale e sequenziale, e vorrebbe fare l’amore allo stesso modo: il desiderio è la causa del rapporto, le carezze sono il mezzo più veloce per arrivarci, e l’orgasmo reciproco è l’obiettivo ultimo. Funzionando in maniera lineare, l’uomo sarebbe in genere meno flessibile, mentre la donna vorrà modificare questa pianificazione per aggiungere fantasia alla relazione: parlare d’amore senza farlo, accarezzarsi e toccarsi ma senza necessariamente desiderare il rapporto o l’orgasmo.

La sociolinguista Deborah Tannen ha analizzato gli stili di conversazione tra uomini e donne per cercare di capire perché ci siano così tante difficoltà a capirsi. Tannen ha così cercato di dimostrare che gli uomini parlano tanto quanto le donne, ma non parlano nelle stesse circostanze, né degli stessi argomenti, e nemmeno per gli stessi fini. Secondo Tannen, “la comunicazione maschio-femmina è una comunicazione interculturale”: ci sarebbero insomma più differenze nel modo di comunicare tra uomini e donne, che tra un macho argentino, un cowboy americano e un samurai giapponese…

L'uso del linguaggio
Le donne fanno riferimento a un linguaggio di rapporto e di intimità, usano il linguaggio per entrare in relazione ed esprimere i loro stati d’animo. Gli uomini invece usano il linguaggio per dare o cercare un’informazione, per l’uomo insomma il linguaggio ha una funzione prettamente utilitaristica, e viene utilizzato per preservare l’indipendenza. Gli uomini parlano di fatti obiettivi, le donne di connessioni affettive. La donna parla di più nell’intimità, mentre l’uomo vorrebbe approfittare dell’intimità per riposare e rifare il pieno di energie, finalmente in silenzio. L’uomo tende a parlare di più quando è in pubblico, o come scrive Tannen “l’uomo fa discorsi che le donne fingono di ascoltare”, perché per la donna conta soprattutto l’intimità, e non lo statuto. In più gli uomini tendono a parlare in pubblico soprattutto quando parla una persona alla volta, mentre le donne si trovano più a loro agio quando c’è una molteplicità di voci e di discorsi. Deborah Tannen conclude il suo libro con questa domanda: “si può insegnare la lingua dell’altro sesso?”

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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