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La formula dell'amore

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La formula dell'amore

Sfuggita per secoli ai poeti, l’alchimia dell’amore si può forse riassumere in una semplice formula aritmetica. Distanti anni luce dai versi di Dante e Petrarca, i ricercatori dell’università di Washington hanno messo a punto un modello matematico per predire il futuro del matrimonio…

A differenza delle scienze esatte, le relazioni umane non ubbidiscono a leggi scientifiche generali, ma in mancanza di teoremi, gli scienziati hanno tentato di modellizzarne certi aspetti sociali. Oggi è il turno dell’alchimia amorosa. Con una precisione del 94%…

John Gottman, ormai una vera e propria star negli Stati Uniti con il suo famosissimo Love Lab, lamenta la tenendenza della psicologia sociale a trascurare la matematica. Associatosi ai matematici James D. Murray e Kristin Swanson, Gottman intende riparare a questo drammatico ritardo. Per prima cosa, i ricercatori hanno spulciato 10 anni di ricerche effettuate su più di 600 coppie sposate, per un totale di centinaia di ore di conversazione registrate nel laboratorio del professor Gottman. Secondo lo psicologo, basta qualche minuto di conversazione su un qualsiasi argomento sul quale la coppia è in disaccordo, come il denaro o il sesso, per far emergere i problemi latenti. E proprio la gestione dei conflitti consentirebbe di predire se alla coppia toccheranno o meno altre migliaia di giorni felici.

Per esempio, se il marito alza gli occhi al cielo durante una conversazione, al barometro dell’amore vengono sottratti dei punti. Ma se lo humor regna sovrano, si aggiungono dei punti. L’evoluzione viene poi riportata su un grafico denominato “Dow Jones della conversazione”: se la tendenza è verso l’inflazione, è un buon segno per gli innamorati, ma se la curva decresce, il meteo amoroso rischia di virare al grigio. Aggiunti ai questionari e alla misura della frequenza cardiaca, questi parametri vengono incorporati in un modello matematico in grado di interpretare, e soprattutto di prevedere. “I calcoli utilizzati sono a un livello banale, mentre i risultati sono di una precisione sorprendente”, secondo il professor Murray. Sperimentato su 700 coppie sposate di recente, e rivisto quattro anni più tardi, questo meccanismo infernale ha permesso di individuare i futuri divorziati con il 94% di precisione.

Le  equazioni del modello consentono di classificare la relazione in base a diversi tipi di coppia, tra i quali tre in particolare vengono giudicat potenzialmente stabili sul lungo periodo:

-          i pacifisti. Evitano il conflitto a ogni costo, e non litigheranno praticamente mai. Di fronte a una divergenza, ascoltano ma non cercano di manipolare l’altro

-          i poliziotti. Comme avvocati in un tribunale, queste coppie possono litigare per un nonnulla, ma tendono a durare malgrado gli scambi “appassionati”

-          i caschi blu. Ciascuno ascolta l’altro e rispetta la sua opinione, perciò la coppia litiga molto raramente

Secondo Gottman, i problemi nascono nelle coppie formate da personalità che non possono trovare un punto di intesa, per esempio una donna sempre pronta a litigare e un marito che sfugge ai conflitti. Lo psicologo ritiene che i grafici ottenuti con il suo modello matematico possono aiutare le coppie a evitare la rottura, dimostrando come le curve evolvono in funzione dell’attitudine dei partner. Disponendo di una rappresentazione visiva della fonte del disaccordo, diventerebbe più facile ritrovare l’armonia, per esempio, ritornando all’esempio citato, consigliando all’uomo di rispondere agli attacchi e alla donna a moderare i suoi scoppi di collera. Evidenziando i punti deboli della coppia, Gottman sostiene di aver aiutato il 65% delle coppie che avrebbero, grazie a lui, abbandonato l’idea del divorzio. Ma secondo i risultati presentati simbolicamente il 14 febbraio 2004, l’amore può davvero essere ridotto a una semplice equazione?

Questa modellizzazione dell’alchimia amorosa non rende scettici solo i poeti. Psicoterapeuti, formatori e sessuologi confessano il loro scetticismo riguardo a questo tipo di approccio che tende a non prendere in considerazione una dimensione essenziale, quella inconscia. Perché una persona ne sceglie un’altra? Al di là di qualche elemento quantificabile, ne esistono molti altri difficili da scoprire, come la voglia, il bisogno… che fanno sì che sceglieremo un partner e non un altro. Inoltre, questi modelli non hanno valore universale e sono fortemente ancorati in un dato contesto culturale, nello specifico si tratta di quello occidentale. Che valore avrebbe un programma come questo nelle società orientali? Secondo alcuni, questo approccio meccanico secondo il quale un dato comportamento di uno dei partner scatena una data reazione nell’altro, è una semplificazione sommaria della realtà. Tuttavia, la possibilità di poter disporre di un supporto visivo nella terapia di coppia potrebbe essere di aiuto, non fosse altro che per eliminare certe inibizioni. In nessun caso, però, si tratterebbe della soluzione definitiva. Inoltre, fa notare qualcuno, condensare il successo di questo strumento nella percentuale di coppie che hanno abbandonato l’idea della separazione è criticabile perché induce a un giudizio morale. Il divorzio è considerato come un fallimento, quando invece la realtà di una separazione può essere l’inizio di una vita personale più felice. La separazione non è sempre una cattiva scelta, come tante coppie sanno molto bene.

Consigli per il matrimonio
John Gottman ha iniziato a studiare quelli che chiama “i miracoli e i disastri” del matrimonio nel lontano 1973. Con il contributo di centinaia di coppie qualunque che hanno partecipato ai suoi studi a lungo termine, Gottman ha “imparato” che cosa fa fallire un matrimonio, che cosa lo fa durare, e che cosa ne può fare una fonte di significato per tutta la vita. Esaminando la frequenza cardiaca dei partner, le espressioni corporee e facciali, e il modo in cui le coppie si parlano tra di loro e parlano agli altri della propria relazione, il professor Gottman sostiene di essere in grado di predire con un’accuratezza del 90% quali coppie dureranno, e quali no. Ma quali sono i suoi consigli? Ecco alcuni dei suoi suggerimenti più famosi per rendere solido il matrimonio.

-          se le cose non vanno, cerca aiuto il più presto possibile. La coppia media aspetta per ben sei anni prima di cercare aiuto, un dato importante se si pensa che la metà dei matrimoni, almeno negli Stati Uniti, finisce entro i primi sette anni. Questo significa che la coppia media vive nell’infelicità troppo a lungo

-          controllati. Le coppie che evitano di dirsi tutte le cose offensive e pungenti che vengono in mente durante una discussione, sono decisamente le più felici

-          smussa gli angoli. I litigi iniziano perché uno dei partner inizia un’escalation con un commento critico espresso in tono aggressivo

-          accetta di lasciarti influenzare. Il matrimonio ha successo nella misura in cui uno dei partner accetta di farsi condizionare parzialmente dall’altro. Questo vale soprattutto per gli uomini, perché le ricerche avrebbero dimostrato che le donne sono più abituate a farsi influenzare dagli uomini

-          non accontentarti. Le coppie riuscite hanno standard molto alti, da subito. Quelle felici rifiutano da sempre i comportamenti insultanti, e hanno un livello di tolleranza molto basso nei confronti dei comportamenti inaccettabili

-          impara a riparare e a chiudere un conflitto. Per far durare una relazione, bisogna imparare a uscire da un litigio prima di perdere ogni controllo. Per riuscirci bisognerà: cambiare argomento, passando a qualcosa che non ha alcun nesso con la conversazione precedente; ricorrere al sense of humor; mostrare comprensione con un commento delicato, per esempio “capisco che per te è difficile”; rendere molto chiaro che il problema, qualunque esso sia, è un problema comune a entrambi; rinunciare all’attacco e al contrario, manifestare segni di apprezzamento per il partner. Se una lite diventa incandescente, fermarsi per 20 minuti, e stabilire insieme di riaffrontare l’argomento solo quando la calma sarà recuperata

focalizzati sul lato piacevole. Nelle coppie riuscite, i commenti positivi sono cinque volte più frequenti delle critiche, per esempio “insieme ci divertiamo”, oppure “abbiamo gli stessi interessi”, opposti a “non ridiamo quasi mai”, oppure “critica tutto quello che faccio”. In un buon matrimonio ci vuole un clima ricco di positività, che farà da serbatoio di valutazioni a favore della coppia anche nei momenti di crisi.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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