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Facciamo alcune considerazioni. Abbiamo definito
la chirurgia plastica figlia del tempo, che soddisfa
bisogni estetici, che hanno nel mondo moderno una
valenza importante. La chirurgia rigeneratrice
ginecologica, va oltre, in questa metodica, la
necessità estetica passa in secondo piano rispetto
al ripristino di una condizione di salute sessuale.
Sin dal 1974 l'Organizzazione Mondiale della
Sanità, ha riconosciuto il diritto alla
"Salute Sessuale" intesa come corretta
integrazione degli aspetti, somatici, affettivi,
intellettivi e sociali.
Tranne che per gli interventi di riduzione delle
labbra vaginali ipertrofiche nelle giovani donne.
patologia,anche questa, invalidante ed imbarazzante
per una regolare, attività sessuale.
La maggior parte degli altri interventi di
rigenerazione ginecologica, sono legati, non solo a
ridare forma ai genitali, ma anche e sopratutto una
corretta funzionalità sessuale, quindi sostanza.
La dinamica di richiesta di intervento di
correzione, genitale viene da un percorso
antropologico che vede ancora una volta in
contrapposizione fertilità e sessualità.
Va sottolineata, la differente evoluzione, del corpo
maschile, da quello femminile. Mentre
la corporeità, maschile una volta compiuto
l’accrescimento, diviene statica, sia nella forma,
che nella funzionalità, il corpo femminile è in
continua evoluzione, si trasforma: la gravidanza, il
puerperio, la menopausa, sono tutte fasi che
comportano un divenire corporeo, con trasformazioni
evidenti, che sono accompagnate da sentimenti di
paura, e qualche volta di angoscia. Basti pensare
alla gravidanza ed alla paura di ingrassare,che
l’accompagna. In francese, questo timore è
addirittura, espresso linguisticamente
“grossesse,” deriva da “grossir”,
“ingrassare” Non significativamente diverso lo
spagnolo “embarazzata”.
Per ognuna di queste tappe,
per poter mantenere l’equilibrio, necessita
che si sviluppi una dinamica simile alla
elaborazione del lutto. Se è vero che queste sono
le difficoltà, è altrettanto vero, che l’animo
femminile, proteso in una dinamica di continua
evoluzione, anche corporea, sviluppa il fascino
della continua sorpresa, la leggerezza del costante
divenire.
Le prime trasformazioni del corpo, che
una giovane donna subisce, sono quelle legate
alla gravidanza ed al parto. L'entità del disturbo
sarà dovuta al numero dei parti, alla modalità con
sui sono stati espletati, alla costituzione fisica,
ed al vissuto della paziente.
Una volta superata la necessità riproduttiva,
possono residuare deficit od alterazioni
morfologiche che
non vengono accettate
dalle pazienti, sia perché hanno modificato
l' aspetto della loro intimità, ma anche perché
non consentono una soddisfacente attività sessuale.
Tra le varie situazioni, pensiamo alla alterazione
della statica pelvica, dovuta a compromissione della
muscolatura vaginale. È ormai, accettato che questo
gruppo muscolare è determinante per il
raggiungimento dell'orgasmo femminile. Si
può migliorare la qualità della
eccitazione sessuale e del piacere che
l'accompagna, imparando a modulare le leggi del
corpo: il tono muscolare, il ritmo e l'utilizzo
dello spazio. Per mezzo di
specifici apprendimenti, è possibile diffondere e/o
canalizzare la propria eccitazione sessuale e
amplificare la carica emozionale del piacere che
l'accompagna.
Si intuisce, quindi, l'importanza di un
intervento correttore per questa patologia. La
stessa episiotomia, intervento che si effettua
incidendo il piano vaginale posteriore, per
facilitare il passaggio della testa durante il
parto, può comportare dolori durante i rapporti, e
perdita di parte della sensibilità vaginale. Di
origine prettamente estetica il disagio che può
derivare da degenerazione cheloide della sutura del
taglio cesareo. Incisione questa che si effettua
sempre più bassa all'interno del monte di Venere.
Una sua patologia rende i genitali alterati, oltre
ad effettuare uno sgradevole
effetto memoria permanente su quanto è
accaduto.
Il secondo momento di trasformazione corporea, le
donne lo avvertono con l' avvento del climaterio. La perdita della fertilità con la conseguente caduta
ormonale, aumenta la lassità del tessuto di
sostegno favorendo il prolasso, la secchezza
vaginale, la abnorme
distribuzione del grasso, la perdita dei peli
pubici.
E’ una ulteriore trasformazione, che comporta
spesso depressione e sentimento di angoscia: perdere
la fertilità anche se in maniera fisiologicamente
attesa, è un evento che disturba l’equilibrio
corporeo, intendendo per corpo, sia quello esplicito
materialmente evidente, che quello implicito, fatto
dalla funzione cognitiva ad esso indissolubilmente
legata.
Anche in questi casi l'intervento del chirurgo
plastico ginecologico, aiuta a risolvere il
problema, ed a mantenere una soddisfacente attività
sessuale. Ripristinare
il corpo esplicito, dona sicurezza e migliora le
dinamiche del corpo implicito.
In
conclusione, abbiamo cercato di dimostrare, come la
chirurgia plastica ginecologica, non è una pratica
fine a sé stessa, ma ha premesse e dinamiche
antropologiche e psicologiche importanti. La
rigenerazione genitale, agisce positivamente e
direttamente sia sulla forma che sulla sostanza,
ripristinando funzioni che sono state lese.
Un consiglio, però, se dovete sottoporvi ad
interventi di rigenerazione
genitale, vi conviene avvertire il vostro
partner.
Una
mia paziente, decise di fare una sorpresa al
proprio marito, e si sottopose ad una ricostruzione
imenale. Evidentemente
non conosceva bene il carattere geloso del marito,
il quale invece che gioire della sorpresa, sospettò
della loro prima volta. Ah! La gelosia retrograda!
Due mesi dopo si sono separati.
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