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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Il rientro dalle vacanze

 

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Il rientro dalle vacanze

Settembre: tempo di bilanci, di fine delle ferie (per coloro che se le sono potute permettere), di inizio di una stagione fredda e un po’ malinconica, con un colore dorato sulla pelle che progressivamente sbiadisce, con un fisico che tende ad appesantirsi e a perdere tono, e una mente che ancora indugia sulle giornate estive piene di vitalità, di divertimento e di passione.

Articoli e trasmissioni ci forniscono suggerimenti su come preservare l’abbronzatura, continuare a restare in forma, come se le persone potessero d’improvviso immobilizzarsi come in una fotografia istantanea e perdere, così, quella che é l’essenza vitale di ciascuno di noi e che é caratterizzata proprio dallo scorrere. Di fronte ad un inizio (l’estate, oppure le vacanze) é inevitabile che ci sia una fine e favorire una chiusura, lasciare che le cose seguano il loro corso, chiudere alcuni capitoli della propria vita, é la condizione indispensabile per aprirne di nuovi, pur con un bagaglio arricchito di esperienze e di vita.

E allora, dunque, come vivere al meglio tale transizione dalle ferie alla ripresa delle attività lavorative?

Messa da parte l’idea, forse un po’ utopistica, che molti di noi hanno di poter prolungare all’infinito le ferie (ma che piacere ci potrebbe essere, in fondo, se, ancora una volta per contrasto, non ci fosse il suo opposto..?) o peggio di vivere nell’attesa di un periodo futuro, forse sarebbe meglio:

·          cercare di portare un “pizzico di vacanza” nella vita di tutti i giorni. Se la vacanza é il tempo libero, vuoto da ogni forma di impegno, sarebbe auspicabile riuscire a ritagliare ogni giorno o quasi un po’ di tempo tutto per se stessi, anche poco, 30’-60’, é il gesto che conta: uno spazio fisico e mentale da impegnare come si desidera, anche solo affacciati alla finestra, osservando il paesaggio, dando libero sfogo ai propri pensieri;

·          dato che riprodurre in tutto e per tutto alcune attività svolte nel corso delle ferie non sempre é fattibile, é possibile però ricreare alcune atmosfere. Molti barbeque, a volte, sembrano assai più gustosi di quanto effettivamente non siano, grazie alla convivialità in cui si svolgono. Dato che le grigliate, specie sui terrazzi dei condomini sono proibite, perché non organizzare altri momenti di festa e di condivisione con cene a tema (ad es.: il “benvenuto all’autunno”)?

·          molti di noi si sono messi alla prova, hanno sperimentato nuove parti di sé, in nuovi ambiti di azione. Se, ad esempio, abbiamo scoperto di avere grande spirito di avventura, oppure creatività, oppure amore per la bellezza, si potrebbe cercare di coltivare ulteriormente tali potenzialità intraprendendo nuove attività in grado di soddisfarle e di realizzarle e, perché no, effettuando anche una svolta professionale;

·          e se l’estate avesse favorito occasioni per rivitalizzare o coltivare nuove amicizie o amori? Perché spesso non ci diamo la possibilità che essi continuino anche in seguito? Le distanze fisiche contribuiscono ad affievolire i legami, specie quelli non particolarmente solidi, ma spesso c’è la disattenzione, la fretta, il dare per scontata la presenza dell’altro che più di qualsiasi altra cosa mina i rapporti. Fantasia, estro, un po’ di tempo e un pizzico di impegno in più nei confronti dell’Altro possono essere dei buoni espedienti per lubrificare delle relazioni che potrebbero risentire del venire meno dell’entusiasmo iniziale.

In breve, più che cristallizzarsi su quel che è stato, su ciò che abbiamo vissuto e come tale è passato e non riproducibile nel presente, è importante trarre spunto dalle esperienze, farne tesoro, specie per quel che di positivo ci hanno trasmesso.

Ancor più nello specifico possiamo aggiungere:

·          le ferie comportano sempre una quota di imprevedibilità, di inconsueto, di sconosciuto, forse anche per questo sono così entusiasmanti e coinvolgenti. Tutto questo, anche se in piccola parte, si può riprodurre nella nostra quotidianità. Cambiare, di tanto in tanto, percorso per raggiungere il luogo di lavoro, cambiare supermercato o palestra possono aiutarci a cambiare prospettive, punti di vista, a conoscere persone nuove e a confrontarci con nuovi mondi;

·          le vacanze di frequente ci regalano profonde emozioni e sensazioni. Iscriversi ad un corso, ad una palestra, frequentare rassegne d’arte o di musica sono tutte attività che ci possono fare sentire pieni, appagati, fino a farci vivere esperienze estatiche e/o spirituali;

·          il sole, il mare, la vita all’aria aperta rendono la nostra pelle più luminosa e la nostra espressione del volto si rasserena. Ritagliarsi un po’ di tempo per la cura di sé, del corpo possono beneficiare non solo il fisico, ma anche la mente.

In pratica, il motto potrebbe essere: “Introdurre un pizzico di vacanza nella nostra esistenza quotidiana” e non mandare in vacanza la nostra quotidianità, anche, certo, ma non solo.

Qualche suggerimento per dei piccoli momenti di ‘vacanza quotidiana’:

Hammam della Rosa
http://www.hammamdellarosa.com/home.asp

Clinica Olistica Lifegate
http://www.clinicaolistica.it/primo_piano.php?id_news=26

Scuola di danza del ventre
http://www.samsaraclub.it/

Associazione culturale e laboratorio d’arte
http://www.artilab.it/

ArmoniaBenessere
http://www.armoniabenessere.it

Letture:

L’ozio come stile di vita
Hodgkinson Tom, Rizzoli, 2005

Elogio dell’ozio
Bertrand Russell, Longanesi, 2004

Ozio creativo
Domenico de Masi, Bur, 2002  

Anna Fata, Il ben-essere in azienda Elementi di teoria e di pratica per una migliore qualità della vita professionale, Nuova IPSA editore, 2008

Riportare l’individuo al centro, coltivare mente, corpo e spirito per dare vita ad un ‘organismo azienda’ sano, equilibrato, armonico e produttivo. Questo è l’imperativo del nuovo millennio per il manager illuminato. Non esiste una soluzione di continuità tra vita intima, privata e quella pubblica, socio professionale: esiste un continuum che è dato dall’essere, rispetto al quale si esplica il fare. Fare creativo, innovativo, produttivo: le prestazioni di eccellenza scaturiscono da persone che si sentono riconosciute come tali e che vengono messe nelle condizioni migliori per poter esprimere se stesse e i propri talenti. Coltivare il ben-essere in un contesto aziendale significa creare l’ambiente umano ideale per la crescita delle persone e dell’azienda stessa: non è possibile scindere ciò che in natura è unito. Ogni organismo azienda è composto da cellule, le persone, che grazie alla loro presenza e alla sinergia congiunta danno vita ad un quid che è qualcosa che è maggiore della somma delle sue parti, e i cui prodotti che originano sono la diretta espressione della loro armonia. Nella loro complessità di rapporti, individui, aziende, operati sani vanno di pari passo, grazie ad un circolo virtuoso che si può creare tra loro.

Gli altri libri di Anna Fata

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Pagina aggiornata al 20/03/2008

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