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Mentire

 

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Mentire

Mentire è un atto tipicamente umano nella misura in cui comporta una quota di intenzionalità nel farlo.

Pare vi sia un substrato biologico in questo: la mente è sempre predisposta ad affermare la verità, mentre nel mentire le viene chiesto un surplus di lavoro che coinvolge in modo particolare il giro del cingolo, che si occupa dell’inibizione della risposta, e il giro frontale, che è deputato all’attenzione.

Per mantenere la menzogna, inoltre, sono importanti il lobo sinistro dell’ippocampo, la struttura della memoria a breve e lungo termine e la zona prefrontale della corteccia deputata alla elaborazione associativa degli elementi cognitivi. Difficile trovare una persona che non abbia pronunciato nella sua vita almeno una bugia.

Esistono vari tipi di menzogne: quella ‘bianca’ o sociale che si pronuncia per educazione, come quando si esprime un apprezzamento a cui non si crede veramente, la bugia pedagogica, che si formula soprattutto verso i bambini lodando le loro creazioni grafiche o verbali ancora ad uno stadio embrionale, la bugia utilitaristica, quando si vuole trarre un vantaggio da una situazione, la bugia di autopresentazione, per mettere se stessi in una luce migliore, la bugia protettiva, che ricorre spesso nelle situazioni di coppia, le omissioni che nascondono una parte di verità. In genere le bugie hanno un valore strategico, cioè servono per raggiungere un obiettivo.

In termini psicologici la bugia non viene considerata sotto una luce etica né moralistica, ma viene esaminata per il suo valore evolutivo che comporta per chi la pronuncia. Il bambino impara a formulare una bugia quando comincia ad introdurre tra i suoi giochi, a circa due anni di età, il ‘come se’, cioè quando apprende che ci può essere una realtà diversa da quella che vive concretamente e quotidianamente.

E’ un modo per prendere le distanze da se stesso, implica una quota di fantasia, di astrazione e di immaginazione ed è funzionale alla creazione della propria identità. E’ un modo di conoscere se stesso e gli altri, di definire il confine tra realtà e fantasia, aiuta a sviluppare la capacità di immedesimarsi negli altri.

Sancisce la possibilità di crearsi un proprio spazio mentale e psicologico, una indipendenza di pensiero all’interno del contesto familiare e sociale. E’ un modo per sviluppare le proprie abilità sociali, imparando ad esprimere ciò che è socialmente accettabile e a tacere quello che non lo è.

Nel corso dell’adolescenza tale abilità si raffina, ma soprattutto rappresenta l’espressione del bisogno di nascondere parti di sé. Tale periodo di vita, infatti, vede un sé ancora molto insicuro, fragile e come tale deve essere protetto. Il contrasto tra la necessità e il desiderio di affrancarsi dalla dipendenza infantile si scontra con una nuova identità psicocorporea che tenta di affermarsi.

Le ragazze nelle loro bugie comunicano aspetti legati alle ambivalenze del rivelarsi e del nascondersi, con segreti rivelati, accolti e traditi. I ragazzi, d’altro canto, formulano menzogne più legate all’ideale di ruolo sessuale. Mentire è la capacità di sapere tenere qualcosa per sé, di non condividere tutto, di tollerare uno spazio privato, un segreto.

A volte l’inganno è perpetrato nei propri confronti: ‘bugie vitali’ le definisce Daniel Goleman, qualcosa che la nostra stessa mente altera, non vuole vedere perché intollerabile. E’ una sorta di protezione, di anestesia che è concomitante ad un contemporaneo effetto fisiologico, la liberazione di endorfine che inducono un senso di euforia e attutiscono la percezione del dolore.

La bugia non si colloca solo all’interno di un contesto individuale, ma anche familiare e al più sociale. I famosi ‘segreti di famiglia’ sono spesso pesi ingestibili, inenarrabili che nascondono verità ancora più pesanti e dolorose.

Se, a volte, un autoinganno può comportare degli effetti blandamente positivi, lo scotto da pagare è la mancanza di autoconsapevolezza. Ignorare delle aree problematiche, fingere di non vederle o, al limite, convincersi che queste non esistono, impedisce di agire per modificarle. In questo senso, sarebbe auspicabile un equilibrio tra i due poli, quello della bugia e quello della verità.

D’altro canto, anche partire dal presupposto di essere già pienamente consapevoli di se stessi può rappresentare un grave ostacolo per raggiungere la verità. Questa, infatti, soprattutto a livello personale, è una realtà in continuo divenire e può essere utopico pensare di averla raggiunta una volta per tutte.

Quindi, umiltà potrebbe essere la parola chiave, l’approccio corretto alla diatriba verità-menzogna, qualcosa che si cerca di perseguire con costanza e con perseveranza lungo tutta la propria vita, che non si raggiunge mai una volta per tutte a cui si affianca una giusta dose di inganno che caratterizza ciascuno di noi in modi, tempi e quantità differenti e che è funzionale al nostro benessere con noi stessi e con gli altri.

Alcune citazioni:

Chi non conosce la verità è uno sciocco, ma chi, conoscendola, la chiama bugia, è un delinquente. (Bertolt Brecht)

Ci sono bugie tanto commoventi da meritare di essere credute. (Alessandro Morandotti)

Ci sono tre tipi di bugie: le bugie, le dannate bugie e le statistiche. (Benjamin Disraeli)

Come è governato il mondo e come cominciano le guerre? I diplomatici raccontano bugie ai giornalisti e poi credono a ciò che leggono. (Karl Kraus)

Cos'è la storia dopo tutto? La storia sono fatti che finiscono col diventare leggenda; le leggende sono bugie che finiscono col diventare storia. (Jean Cocteau)

Una bugia caccia l'altra. (Publio Terenzio Afro)

Una bugia fa in tempo a viaggiare per mezzo mondo mentre la verità si sta ancora mettendo le scarpe. (Mark Twain)

Una delle principali differenze tra un gatto e una bugia è che un gatto ha soltanto nove vite. (Mark Twain, in Wilson lo Zuccone)

Ambasciatore: un onest'uomo mandato a mentire all'estero per il bene del suo Paese. (Izaak Walton)

C'è una sorta di rispetto e di deferenza nel mentire. Ogni volta che mentiamo a qualcuno, gli facciamo il complimento di riconoscere la sua superiorità (Samael Butler)

Il mentitore dovrebbe tener presente che per essere creduto non bisogna dire che le menzogne necessarie (Italo Svevo)

Le donne mentono a proposito della loro età, e gli uomini a proposito delle loro entrate. (William Feather)

E' meglio la piccola certezza che la grande bugia. (Leonardo)

Una delle differenze fondamentali fra un gatto e una bugia è che il gatto ha solo nove vite (Mark Twain)

Un bugiardo è sempre prodigo di giuramenti. (Pierre Corneille)

Il sesso è zeppo di bugie. Il corpo cerca di dire la verità, ma viene represso dalle regole sociali e finisce per legarsi alla finzione, paralizzandosi nella menzogna.

Le bugie più crudeli sono spesso dette in silenzio. (Robert Stevenson)

Le convinzioni, più delle bugie, sono nemiche pericolose della verità. (Nietzsche)

Una verità detta con cattiva intenzione, batte tutte le bugie che si possono inventare (William Blake)

Anna Fata, Il ben-essere in azienda Elementi di teoria e di pratica per una migliore qualità della vita professionale, Nuova IPSA editore, 2008

Riportare l’individuo al centro, coltivare mente, corpo e spirito per dare vita ad un ‘organismo azienda’ sano, equilibrato, armonico e produttivo. Questo è l’imperativo del nuovo millennio per il manager illuminato. Non esiste una soluzione di continuità tra vita intima, privata e quella pubblica, socio professionale: esiste un continuum che è dato dall’essere, rispetto al quale si esplica il fare. Fare creativo, innovativo, produttivo: le prestazioni di eccellenza scaturiscono da persone che si sentono riconosciute come tali e che vengono messe nelle condizioni migliori per poter esprimere se stesse e i propri talenti. Coltivare il ben-essere in un contesto aziendale significa creare l’ambiente umano ideale per la crescita delle persone e dell’azienda stessa: non è possibile scindere ciò che in natura è unito. Ogni organismo azienda è composto da cellule, le persone, che grazie alla loro presenza e alla sinergia congiunta danno vita ad un quid che è qualcosa che è maggiore della somma delle sue parti, e i cui prodotti che originano sono la diretta espressione della loro armonia. Nella loro complessità di rapporti, individui, aziende, operati sani vanno di pari passo, grazie ad un circolo virtuoso che si può creare tra loro.

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LO ZEN E L'ARTE DI CUCINARE

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Pagina aggiornata al 02/11/2010

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