Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buona notte, oggi è sabato 24 giugno 2017

Il lavoro come pratica meditativa

 

pubblicità

Il lavoro come pratica meditativa

Quante volte sarà capitato a molti di noi, specie di fronte ad una importante questione professionale, di non riuscire a venire a capo di una decisione. Pensare e ripensare, arrovellarsi, studiare, rivedere i dati, eppure, non sapersi decidere. Gli elementi concreti a propria disposizione porterebbero in una direzione, ma non ci si sente pienamente convinti. E così ci si abbandono al dubbio amletico: che fare, istinto o ragione?

E ancora: quante volte le faccende professionali vengono portate ben oltre l’ufficio, magari a casa, in famiglia, in vacanza, come un pensiero ossessivo, ricorrente, che occupa fino a totalizzare lo spazio presente?

E quanto di frequente tutto questo, se portato al limite, influisce in aggiunta sul ben-essere (o mal-essere) non solo della mente, impegnata in un estenuante lavorio continuo che le sottrae energie che potrebbero essere impiegate altrimenti, ma anche del corpo, con cefalee, iperacidità gastrica, tensioni muscolari, bruxismo (cioè digrignamento notturno dei denti), ipertensione, calo del desiderio sessuale, tra i sintomi più comuni. Lo spirito, tra questi due estremi, resta schiacciato, sotto il peso di un carico che rende gravosa ogni cosa, toglie entusiasmo, spegne la creatività, lo spirito di innovazione, la propositività, rende pessimisti, tetri, lugubri.

I riflessi che queste condizioni psicofisiche possono avere sulla vita intima, privata, così come su quella professionale della persona sono immediatamente evidenti. I costi sociosanitari lievitano, la produzione industriale cala in termini di quantità e qualità.

Cosa è possibile fare per uscire da questo tunnel, o, ancora meglio, evitare di entrarci? Investendo sulla persona, la quale conduce una vita privata, così come professionale. L’essere è sempre il medesimo, pur nella diversità dei contesti e dei ruoli.

E una persona che sta bene, rende anche più armonico l’ambiente che frequenta, specie quello professionale, ove le tensioni, gli attriti, gli scambi accesi sono all’ordine del giorno. Relazioni più serene favoriscono degli scambi costruttivi e anche laddove questi possono talvolta sfociare in diverbi, diviene relativamente più semplice fare in modo che questi possano essere utilizzati come molla propulsiva per nuovi successi di lavoro e di vita.

Numerosi possono essere gli strumenti per creare e ri-creare costantemente ben-essere tra le persone. Uno di questi è la meditazione. Si tratta di un approccio profondo, radicale, che giunge all’essenza di ciascun individuo.

Questo è il motivo della sua efficacia.

La meditazione non lascia indifferenti, chiama ciascuna persona di fronte a sé, senza alcuna possibilità di delega – e qui anche l’importanza per sviluppare il senso di responsabilità così importante negli ambienti di lavoro – esorta a prendere in mano la propria vita, con entusiasmo, decisione, forza, coraggio – e anche su questi aspetti, la ricaduta professionale appare notevole ed evidente.

Non esiste una frattura reale tra vita professionale e privata: si tratta solo di contesti differenti in cui alla base c’è il medesimo individuo, con la stessa essenza. Se la persona nutre un disagio in un ambiente, con tutta probabilità lo porterà anche altrove.

La meditazione consente di entrare in contatto profondo con se stessi, condizione necessaria e imprescindibile per un approccio altrettanto immediato e autentico con chi ci sta di fronte. Quante volte assistiamo a riunioni di lavoro in cui tutti parlano, ma nessuno sa ascoltare? Tutto questo con conseguente perdita di tempo, di risorse, di spunti di riflessione che potrebbero portare a nuove idee e proposte.

La meditazione aiuta a vedere la realtà come soggetti e oggetti allo stesso tempo, attori e spettatori. Quante volte, nelle discussioni, ci accaniamo contro il collega che riteniamo che non abbia compiuto a dovere la sua parte quando magari siamo stati i noi i primi a non fornirgli tutti gli strumenti per adempiere la sua funzione al meglio? La meditazione svuota la mente da tutto ciò che non ha a che fare con il presente contingente, libera il campo dalle interferenze, dalle distrazioni, e permette così di utilizzare in modo ottimale le proprie risorse e adempiere ai compiti che si stanno svolgendo in tempi brevi e con il massimo rendimento.

La pratica meditativa aiuta a trovare le risposte a quei dilemmi apparentemente insolubili, perché stimola a entrare in sintonia con se stessi, con il proprio ‘fiuto’, o intuito, che spesso e volentieri è ciò che fa la differenza negli affari.La meditazione aiuta a lasciare andare il passato: questo non significa negare l’esperienza, quella resta come patrimonio inestimabile, fondamentale per performance professionali all’avanguardia, ma aiuta a tenere presente ciò che si ha disposizione in quel momento, senza fare riferimento a qualcosa che non esiste più e che non ha più potere d’azione qui e ora.

La pratica meditativa consente di evitare di proiettarsi nel futuro: guardare avanti è una necessità e una priorità che tutti abbiamo, ancor più in ambito lavorativo, ove i prospetti sono un must per evitare di compiere passi più lunghi della gamba, ma questo non deve mai e poi mai fare perdere il contatto con le reali possibilità di cui si dispone al momento. La meditazione aiuta a trovare in sé le risorse più autentiche, le potenzialità, i reali talenti di cui ciascuno dispone e che se messi a frutto da una parte rendono la persona estremamente soddisfatta e felice, dall’altra mettono a disposizione all’azienda un lavoratore che dà il meglio di sé in qualità e quantità.

L’atteggiamento meditativo rafforza il senso di presenza e attenzione: quanti incidenti, quanti danni economici sono provocati dalla disattenzione, nonostante il lungo elenco di buone pratiche, le varie norme e regole di sicurezza?

La meditazione sostiene in un percorso di recupero delle energie, e di un loro uso ottimale, rafforza le difese immunitarie, contribuendo a ridurre abbondantemente le assenze dal posto di lavoro per malattie di vario genere e grado, le somatizzazioni e le affezioni legate all’eccesso di stress.

Fare in modo che tutti i momenti di vita diventino una pratica meditativa, cioè istanti di attenzione, pienezza, consapevolezza, in cui anche il processo lavorativo rappresenta un modo di conoscere, esprimere sé, realizzarsi e offrire un contributo alla società e al mondo: questi sono alcuni tra gli obiettivi fondamentali di tale approccio esistenziale, che abbraccia tutte le sfere dell’essere umano.

Anna Fata, Il ben-essere in azienda Elementi di teoria e di pratica per una migliore qualità della vita professionale, Nuova IPSA editore, 2008

Riportare l’individuo al centro, coltivare mente, corpo e spirito per dare vita ad un ‘organismo azienda’ sano, equilibrato, armonico e produttivo. Questo è l’imperativo del nuovo millennio per il manager illuminato. Non esiste una soluzione di continuità tra vita intima, privata e quella pubblica, socio professionale: esiste un continuum che è dato dall’essere, rispetto al quale si esplica il fare. Fare creativo, innovativo, produttivo: le prestazioni di eccellenza scaturiscono da persone che si sentono riconosciute come tali e che vengono messe nelle condizioni migliori per poter esprimere se stesse e i propri talenti. Coltivare il ben-essere in un contesto aziendale significa creare l’ambiente umano ideale per la crescita delle persone e dell’azienda stessa: non è possibile scindere ciò che in natura è unito. Ogni organismo azienda è composto da cellule, le persone, che grazie alla loro presenza e alla sinergia congiunta danno vita ad un quid che è qualcosa che è maggiore della somma delle sue parti, e i cui prodotti che originano sono la diretta espressione della loro armonia. Nella loro complessità di rapporti, individui, aziende, operati sani vanno di pari passo, grazie ad un circolo virtuoso che si può creare tra loro.

Gli altri libri di Anna Fata
LO ZEN E L'ARTE DI CUCINARE

pubblicità

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 15/09/2013

copyright © duepiu.net 2000-2017, tutti i diritti riservati