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Buon giorno, oggi è domenica 25 giugno 2017

Il manager del nuovo millennio

 

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Il manager del nuovo millennio: tra etica, consapevolezza, affari e ben-essere

E’ finita l’epoca del manager ‘duro e puro’ e, quella figura professionale che gestisce, coordina, prende in carico, con il suo sapere e il suo fare estremamente tecnico e razionale. Le sfide del nuovo millennio vedono il sorgere di una nuova immagine di uomo (o donna) che sa alternare in modo sapiente il gestire, tipicamente manageriale, con l’intraprendere, l’osare, l’innovare con coraggio, peculiari dell’imprenditore.

Ogni situazione, per quanto possa ricalcare qualcosa di già visto e vissuto, è sempre e comunque nuova, e come tale richiede una quota costante di creatività, per soluzioni che sappiano rispondere ai rinnovati bisogni e necessità. Per compiere questo, il sapere e l’agire tecnico non sono più sufficienti. Essi si possono paragonare alle fondamenta di un edificio: sono necessarie, ma non sufficienti, sopra ci si deve costruire qualcosa.

Il nuovo manager-imprenditore (o imprenditore-manager) deve essere in grado di riconoscere e avvalersi delle tre intelligenze: cognitivo-razionale, emozionale, spirituale. Con la prima può studiare, analizzare dati, elaborare progetti, verificare l’andamento tecnico dei processi; con la seconda può intessere relazioni, grazie all’ascolto, all’accoglienza, al confronto, alla comprensione, che consente la crescita personale e professionale; con la terza può essere messo nelle condizioni di dare un senso al suo essere, al suo agire nel mondo, ivi compreso quello professionale, di perseguire la sua missione di vita, rispetto alla quale è chiamato ad allinearsi, mettendosi a disposizione con tutto il suo essere e fare.

La nuova figura di manager-imprenditore pone un’attenzione sempre crescente al rispetto dei valori e, più ampiamente, all’etica professionale. Questo non è qualcosa che sente come altro da sé, non è l’ennesimo dovere di cui si fa carico, ma qualcosa che scaturisce dal suo intimo. Esiste una perfetta consonanza tra ciò che è e ciò che fa, tra ciò che è come persona e l’azienda in cui lavora. C’è un allineamento, una consonanza tra identità personale e aziendale.

Il manager-imprenditore è un essere consapevole che si prende cura, cioè ha a cuore (dal latino cordis) se stesso, chi gli sta intorno e la realtà professionale di cui è parte. Ha fede, fiducia, in sé e in Qualcosa di più vasto che lo sorregge. Non è la mano invisibile del liberismo, ma qualcosa che trascende e che accomuna ciascun essere vivente. Questo gli garantisce la tranquillità, il sapere di poter fare ciò che è in suo potere il suo ‘meglio’, con i mezzi, le persone, le circostanze a disposizione, ma che c’è sempre qualcosa, che si chiami caso, destino, fato, che dir si voglia, che interviene e su cui lui non ha potere. Può opporsi, mettendo in campo una grande quantità di energie, oppure allinearsi ad esso ed avvalersi liberamente delle opportunità che comporta.

Si tratta di una persona coraggiosa (ancora una volta il richiamo etimologico va al cuore), punta non solo all’azione, ma anche e soprattutto alla sospensione di essa, che in molti casi risulta la soluzione vincente. E’ una persona che sa stare con se stessa, così come con gli altri, coniugando umanità e professionalità, nel rispetto della natura che contraddistingue sé e i suoi interlocutori. Non parte dal presupposto che esista un unico modo per svolgere al meglio un compito professionale – che in molti casi coincide con il suo – ma, secondo un approccio più creativo, infinite modalità.

L’accento sull’essere non lo distoglie dal fare, che ne è diretta emanazione. Proprio per questo appare così efficace ed incisivo, ma allo stesso tempo fluido e naturale. Anche laddove incontra ciò che comunemente si definiscono ‘ostacoli’, egli li vive come possibilità per mettersi alla prova, scoprire e impiegare potenzialità e risorse.

La sua consapevolezza, la capacità di ascolto totale, con mente, corpo e spirito, gli permettono di discriminare quando e fino a che punto vale la pena perseverare nel raggiungimento di un obiettivo e quando è auspicabile effettuare delle correzioni di rotta. Anche se il successo economico non rientra tra le sue priorità immediate, queste arrivano puntuali e sostanziali, perché è proprio quando si mettono da parte le aspettative (non i progetti concreti) tutto ciò che arriva risulta estremamente sorprendente e gratificante, e soprattutto naturale e con il minimo sforzo. E questo il manager-imprenditore (o imprenditore-manager) lo sa bene.

Tabella: Tipi di intelligenza

 

Razionale

Emotiva

Spirituale

Caratteristiche

Calcolatrice, logica, organizzatrice

Empatica, ascoltatrice, creatrice di relazioni

Connessa con il Sé superiore, intuitiva, profonda

A proposito di un obiettivo si chiede

Come posso raggiungerlo nel modo più efficace?

Sto bene mentre lavoro per raggiungerlo?

E’ l’obiettivo giusto?

Cosa cerca

Il raggiungimento di un obiettivo

La relazione ottimale con gli altri

Lo scopo finale

A chi comunica

Alla mente

Al cuore

Allo spirito

Risponde alla domanda

Come faccio?

Come mi sento?

Perché?

Come comunica con noi

Con i pensieri

Con le emozioni e i sentimenti

Con le intuizioni

Punto forte

Efficiente

Sensibile

Giusta

Punto debole, se da sola

Superficiale

Instabile

Passiva

Distribuzione dell’intelligenza in occidente

80

15

5

Distribuzione dell’intelligenza in oriente

10

10

80

Come si può sviluppare

Negli occidentali è già abbastanza sviluppata

Comunicando in modo aperto con le persone

Con la meditazione e il silenzio

 

Anna Fata, Il ben-essere in azienda Elementi di teoria e di pratica per una migliore qualità della vita professionale, Nuova IPSA editore, 2008

Riportare l’individuo al centro, coltivare mente, corpo e spirito per dare vita ad un ‘organismo azienda’ sano, equilibrato, armonico e produttivo. Questo è l’imperativo del nuovo millennio per il manager illuminato. Non esiste una soluzione di continuità tra vita intima, privata e quella pubblica, socio professionale: esiste un continuum che è dato dall’essere, rispetto al quale si esplica il fare. Fare creativo, innovativo, produttivo: le prestazioni di eccellenza scaturiscono da persone che si sentono riconosciute come tali e che vengono messe nelle condizioni migliori per poter esprimere se stesse e i propri talenti. Coltivare il ben-essere in un contesto aziendale significa creare l’ambiente umano ideale per la crescita delle persone e dell’azienda stessa: non è possibile scindere ciò che in natura è unito. Ogni organismo azienda è composto da cellule, le persone, che grazie alla loro presenza e alla sinergia congiunta danno vita ad un quid che è qualcosa che è maggiore della somma delle sue parti, e i cui prodotti che originano sono la diretta espressione della loro armonia. Nella loro complessità di rapporti, individui, aziende, operati sani vanno di pari passo, grazie ad un circolo virtuoso che si può creare tra loro.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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