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Buona sera, oggi è venerdì 23 giugno 2017

L'intelligenza spirituale

 

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L'intelligenza spirituale

Esistono numerose definizioni del termine spirituale, che si possono riassumere in:

  • la spiritualità coinvolge le più elevate sfere di sviluppo, cognitiva, morale, emozionale, interpersonale;

  • la spiritualità è una sfera di sviluppo a sé stante;

  • la spiritualità è un atteggiamento, come può esserlo l’apertura all’amore, presente ad ogni stadio evolutivo;

  • la spiritualità consta di esperienze di flusso (o peak experience) non di stadi.

La spiritualità si può anche definire come terreno trascendente dell’essere.

Esiste attualmente un acceso dibattito circa la possibilità di individuare una specifica area nel cervello deputata all’intelligenza spirituale. A partire dalle intelligenze multiple individuate da Howard Gardner, che comprendono diverse abilità, a Daniel Goleman con l’intelligenza emotiva, si è accentuata questa tendenza alla localizzazione cerebrale. Tuttavia, il fatto che le esperienze spirituali possano avere dei correlati fisiologici nel cervello non implica necessariamente che siano da essi causati.

Le ricerche più recenti hanno evidenziato che alcuni credo e pratiche religiose sono associati positivamente con la salute fisica ed emotiva, scoperta che ha accentuato il proliferare di metodi alternativi di trattamento e di cura.

Alla ricerca di una definizione condivisa
Tra i numerosi tentativi di approccio all’intelligenza spirituale, possiamo rinvenire dei tratti comuni.

L’intelligenza spirituale ha a che fare con la vita interiore della mente e dello spirito e le sue relazioni con il proprio essere nel mondo. Comporta la capacità di comprensione profonda di quesiti esistenziali all’interno di livelli multipli di consapevolezza. Essa implica anche essere consapevoli che lo spirito è il terreno del proprio essere forze creative per l’evoluzione.

Essa emerge nel momento in cui la presa di coscienza evolve verso una consapevolezza più profonda di questioni relative alla vita, al corpo, alla mente, all’anima, allo spirito.

Non si tratta solo di una abilità individuale, ma pare connettere il personale al trans personale e il sé allo spirito.

Lo sviluppo dell’intelligenza spirituale va di pari passo con l’apertura del cuore, l’illuminazione della mente, l’ispirazione dell’anima, la connessione della psiche individuale con quella di tutti gli altri esseri. Essa, inoltre, aiuta a distinguere la realtà dall’illusione, e si può esprimere in tutte le culture in forma di amore, saggezza, servizio.

Essa è in relazione stretta con l’intelligenza emotiva, perché la sua coltivazione comporta, tra l’altro, lo sviluppo della sensibilità intra e inter personale, l’empatia, l’attenzione ai pensieri e ai sentimenti propri e altrui. Essa aiuta a vedere le cose da prospettive diverse e molteplici, e a riconoscere i legami tra percezioni, convinzioni, comportamenti. Le domande a cui cerca di rispondere possono essere: “Chi è Esso? Perché sono qui? Che cosa veramente conta?”.

Il modo di conoscere che le è proprio è esperienziale, trans razionale, sensoriale, razionale, contemplativo. Essa conduce a sviluppare la capacità di vedere le cose per quelle che sono, senza distorsioni, illusioni, aspettative. Permette di avere un atteggiamento da testimone, privo di giudizio, pre giudizio, ricco di accoglienza, compassione, meraviglia, apprezzamento, gratitudine. In questo modo, ci si riesce a liberare dalle sofferenze che derivano dal volere costantemente qualcosa di più o di diverso, o di voler essere altrove o con qualcun altro.

Tutti possiedono questa forma di intelligenza nella misura in cui ciascuno ha capacità di pensiero, intuizione, sensazione, emozione. Essa si può coltivare praticando ad esempio la meditazione, lo yoga, le arti marziali che rendono quieta la mente, espandono la consapevolezza, raffinano le capacità del sentire, emotive, energetiche.

L’attenzione, la trasformazione delle emozioni, l’esercizio di comportamenti etici sono le chiavi principali per approfondire l’intelligenza spirituale. Talvolta, nel percorso di crescita personale, alcuni di questi aspetti si possono sviluppare più degli altri. La maturità spirituale si manifesta nell’esercizio della saggezza, della compassione verso tutti coloro che stanno intorno, nella capacità di avere intuizioni, nel riconoscere le illusioni, nella capacità di amare, nonostante l’impermanenza, e nell’accettare la libertà e il proprio essere fisicamente mortali.

L’iter evolutivo
La consapevolezza di sé, delle proprie emozioni, pensieri, comportamenti è il primo passo nell’evoluzione spirituale. All’inizio è alquanto difficile, perché non si è abituati e ci si rende conto che la mente raramente tace, ma è costantemente impegnata in monologhi interiori che talvolta possono essere assai distruttivi nei propri confronti, oltre che di chi ci circonda. Il centro, all’inizio, ruota completamente intorno a se stessi. Restare testimoni silenziosi di sé, come può accadere nella meditazione, aiuta a sviluppare amore, onestà, tolleranza, apertura mentale, pace interiore, equanimità, nonostante le varie sfide che la vita propone.

Solo in seguito, una volta compiuto questo lavoro su di sé e verso di sé, si riesce ad estendere in modo naturale tale atteggiamento anche su chi sta intorno. Illuminazione, risveglio, pace interiore, autorealizzazione sono gli obiettivi ultimi del percorso.

Le esperienze spirituali possono arrecare notevoli benefici al benessere complessivo della persona, riorientare le priorità di vita, la scala di valori, i punti di vista. Esse possono dare vita a vissuti di chiarezza, apertura, connessione, energia. Esse sono legate all’ispirazione, che consta del sentirsi freschi, vitali, rinnovati, pieni di piacere per quel che si sta compiendo o vivendo.

In generale, le pratiche spirituali sono tutte quelle attività intenzionali che hanno a che fare con il sacro. Includono la preghiera, la meditazione, la contemplazione, il servizio. Alcune si limitano alla riflessione, altre si estendono alla consapevolezza profonda che trascende il pensiero.

L’intelligenza spirituale è in grado di integrare le intuizioni soggettive, le illuminazioni con il proprio essere e agire nel mondo. Sempre più, oggi, è pressante la ricerca di una propria via di evoluzione interiore che sia conciliabile con le attività quotidiane. Un semplice silenzio interiore può aiutare nella ricerca, nella pratica, nel lasciare andare e crea uno spazio interiore tranquillo a cui fare riferimento ogni volta che se ne avverte la necessità. Questa pace interiore permette di affrontare ogni situazione che si viene a creare, e induce un senso di libertà e di benessere che è indipendente dalle circostanze esterne. Integrazione è la parola chiave in questo cammino, perché in caso contrario, la mancanza di coerenza, di continuità tra ciò che si vive e si professa dentro e fuori genera l’ennesima scissione, frammentazione e alienazione, e, in ultima analisi, induce mal-essere.

Anna Fata, Il ben-essere in azienda Elementi di teoria e di pratica per una migliore qualità della vita professionale, Nuova IPSA editore, 2008

Riportare l’individuo al centro, coltivare mente, corpo e spirito per dare vita ad un ‘organismo azienda’ sano, equilibrato, armonico e produttivo. Questo è l’imperativo del nuovo millennio per il manager illuminato. Non esiste una soluzione di continuità tra vita intima, privata e quella pubblica, socio professionale: esiste un continuum che è dato dall’essere, rispetto al quale si esplica il fare. Fare creativo, innovativo, produttivo: le prestazioni di eccellenza scaturiscono da persone che si sentono riconosciute come tali e che vengono messe nelle condizioni migliori per poter esprimere se stesse e i propri talenti. Coltivare il ben-essere in un contesto aziendale significa creare l’ambiente umano ideale per la crescita delle persone e dell’azienda stessa: non è possibile scindere ciò che in natura è unito. Ogni organismo azienda è composto da cellule, le persone, che grazie alla loro presenza e alla sinergia congiunta danno vita ad un quid che è qualcosa che è maggiore della somma delle sue parti, e i cui prodotti che originano sono la diretta espressione della loro armonia. Nella loro complessità di rapporti, individui, aziende, operati sani vanno di pari passo, grazie ad un circolo virtuoso che si può creare tra loro.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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