Duepiu.Net, vivere meglio in coppia, seduzione, speciali, costume

Duepiu.Net, vivere meglio in coppia

Google

Buona notte, oggi è domenica 28 maggio 2017

La fine di una stagione

 

pubblicità

Sul gioco

La maggior parte di noi, da adulti, perde il gusto e il senso del gioco.

Il gioco è una cosa seria: lo si vede dal fare attento, presente, partecipe, coinvolto di ciascun bambino all’opera. Il gioco è una cosa divertente: lo si rileva dai sorrisi, dagli occhi brillanti, dalle esclamazioni di gioia e di stupore.

Il gioco è una cosa carica di rispetto: rispetto per sé, gli altri, le regole, i modi, i tempi, i contesti.

Da adulti tendiamo a diventare non seri, ma seriosi, ci divertiamo poco, o in maniera poco sana, e non sopportiamo il rispetto, né le regole. La vita diviene qualcosa di pesante, carica di aspettative, progetti, importanza, in cui il dovere totalizza ogni cosa.

Ma la vita è piacere, gioia, in tutto quel che si vive e si compie.

Questo atteggiamento di fondo nasce dall’essere presenti, attenti, partecipi, dalla capacità di accogliere e di stare con quel che c’è, senza etichettarlo, senza volerne di più, né di diverso. Siamo abituati a possibilità immense di scelta, eppure abbiamo perso la capacità di scegliere: vorremmo tutto, subito e per sempre! Questo ci conduce inevitabilmente alla frustrazione, al dolore.

Ricordo che mia madre da piccola, ad un certo punto mi diceva: "Basta! Non si può sempre giocare, sempre lo stesso gioco poi stufa". Al che le rispondevo: "Sarebbe sufficiente cambiare gioco!". Vivere, ma soprattutto comprendere l’esperienza che la vita insegna apporta una profondità che poi rimanda al quotidiano, alla sua semplicità, essenzialità, immediatezza, concretezza. Un po’ come il viaggio ci aiuta a vedere con occhi rinnovati le cose, i luoghi, le persone consuete al ritorno, anche vivere consapevolmente ci aiuta a sgravarci da tali voli pindarici mentali, di tante ricerche interiori ed esteriori, che ci esiliano dalla nostra naturale condizione che si esplica semplicemente qui e ora. Da tale rinnovata visione sorgono la leggerezza, lo sgravarsi di tanti pesi, nonostante quel che accade. Ciò che si verifica si affronta momento per momento, senza il peso delle etichette mentali che sostengono che sia giusto o meno, bello o brutto, piacevole o spiacevole e che nel momento stesso in cui non corrisponde alle aspettative arreca inevitabilmente con sé il macigno della sofferenza.

Esiste un gioco, molto semplice e immediato, che fin sa piccola mi ha sempre affascinata e di cui solo negli anni ho compreso l’alto valore simbolico metaforico: le bolle di sapone. La vita è un costruire, creare, gonfiare, lasciare andare, osservare, godere, compiacersi, accomiatarsi, e poi …. scoppiare o sparire dalla vista. Quanto può essere grande una bolla, a priori, non è dato saperlo, anche se lo strumento a disposizione pone dei limiti intrinseci.

Per quanto a lungo il gioco continuerà, per quanto tempo durerà il sapone ci è ignoto. Se potremo avere un altro barattolino, se avremo i soldi per acquistarlo o se potremo trovarlo non ci è noto. L’unica cosa certa è che, nonostante tutto l’impegno, la passione, la volontà, lo sforzo, la gioia, nel creare e alimentare ciascuna bolla, ognuna d’essa si concluderà in una piccola, insignificante macchiolina su un pavimento, un davanzale o un albero.

Sta a noi decidere, a questo punto, se vale la pena giocare, finché è possibile, oppure no.

Tratto da: "Quel che ho appreso dalla Vita – Piccole esperienze che tracciano il cammino di un’anima", Edizioni Segno, Novembre 2013

Anna Fata, Il ben-essere in azienda Elementi di teoria e di pratica per una migliore qualità della vita professionale, Nuova IPSA editore, 2008

Riportare l’individuo al centro, coltivare mente, corpo e spirito per dare vita ad un ‘organismo azienda’ sano, equilibrato, armonico e produttivo. Questo è l’imperativo del nuovo millennio per il manager illuminato. Non esiste una soluzione di continuità tra vita intima, privata e quella pubblica, socio professionale: esiste un continuum che è dato dall’essere, rispetto al quale si esplica il fare. Fare creativo, innovativo, produttivo: le prestazioni di eccellenza scaturiscono da persone che si sentono riconosciute come tali e che vengono messe nelle condizioni migliori per poter esprimere se stesse e i propri talenti. Coltivare il ben-essere in un contesto aziendale significa creare l’ambiente umano ideale per la crescita delle persone e dell’azienda stessa: non è possibile scindere ciò che in natura è unito. Ogni organismo azienda è composto da cellule, le persone, che grazie alla loro presenza e alla sinergia congiunta danno vita ad un quid che è qualcosa che è maggiore della somma delle sue parti, e i cui prodotti che originano sono la diretta espressione della loro armonia. Nella loro complessità di rapporti, individui, aziende, operati sani vanno di pari passo, grazie ad un circolo virtuoso che si può creare tra loro.

Gli altri libri di Anna Fata
LO ZEN E L'ARTE DI CUCINARE

pubblicità

torna indietro

segnala a un amico

inzio pagina

Pagina aggiornata al 18/10/2013

copyright © duepiu.net 2000-2017, tutti i diritti riservati