L’umiltà
è una pratica largamente sottovalutata nella nostra
cultura moderna. Esiste una convinzione comune che
l’umiltà vada bene solo per le persone religiose
e sante, ma che nella vita di tutti i giorni non
aiuti per nulla a realizzare i propri obiettivi
anzi, sia d’ostacolo. Molti considerano l’umiltà
una debolezza e di contro, l’aggressività e
l’orgoglio delle virtù; sento spesso frasi del
tipo “se non ti fai strada con le unghie gli
altri ti stritolano”.
Questo
accade perché la maggior parte delle persone non
comprende cosa significhi in realtà essere umili.
Forse, per loro, essere umili significa avere una
bassa considerazione di se stessi ed avere un senso
d’inferiorità. Ma posso garantirvi che in realtà
non è per nulla così. Anzi, è vero il contrario. Le
vere persone grandi sono innanzi tutto umili.
Confucio amava ripetere ai suoi discepoli: “Chi
è più saggio, colui che dice di esserlo o colui
che non lo sa?”. Gesù diceva: “Non io,
ma il Padre che è in me compie le sue opere”.
Un grande scienziato come Albert Einstein, era noto
per la sua semplicità infantile; nonostante la sua
grandezza, manteneva un forte senso d’umiltà.
Socrate ripeteva continuamente ai suoi seguaci: “So
solo di non saper nulla”. Esempi come questi
potrei farvene a bizzeffe.
Essere
umili non significa credere di non valere nulla o di
essere degli incompetenti. Conosco molte persone
semplici che pur non essendo laureate potrebbero
tranquillamente trasmettere le loro esperienze nei
corsi universitari; viceversa, conosco altre persone
che credono di essere “i più bravi”, pensano di
“conoscere tutto” e non hanno mai bisogno di
nessuno: queste persone sono solo dei presuntuosi,
che si troveranno male nel corso della loro vita.
L’umiltà è sapere di essere in gamba, ma non
esenti da errori (chi di Voi non ha mai sbagliato).
Anzi,
la persona umile è colui che dall’errore ne sa
trarre un’opportunità e si mette sempre in
discussione. L’umiltà è saggezza, e per
manifestare veramente la grandezza della nostra vita
dobbiamo imparare ad essere umili. Dobbiamo
ascoltare e non aver vergogna di imparare dalle
altre persone. Dobbiamo fare come i bambini: i
bambini sono pieni di stupore e di curiosità, amano
vivere la vita e conoscere tutto quello che c’è
da sapere.
Dobbiamo
mettere da parte l’arroganza e smettere di pensare
che non abbiamo più nulla da imparare. Doppiamo
essere aperti e disponibili ad imparare sempre cose
nuove, anche da quelle persone che riteniamo,
erroneamente, che non abbiano assolutamente nulla da
trasmetterci. Dobbiamo essere umili e ricordarci
che “esiste sempre qualcosa da imparare”.
Vi
porto un piccolo esempio d’umiltà, che proprio in
questo periodo si è manifestato. Ho sviluppato una
serie di corsi sul marketing relazionale tra Massa,
Livorno e Rosignano Solvay, dove ho incontrato
mediamente una decina di piccoli imprenditori locali
per volta. Quando mi proposero l’incarico, non Vi
nascondo che un briciolo di stupore mescolato ad
ilarità apparve sul mio volto: avrei dovuto
trasmettere le mie esperienze a dei macellai. Tra me
pensai: “che cosa avranno mai da imparare persone
di 40, 50 e passa anni?” e soprattutto, “con che
spirito queste persone potranno ascoltare qualcuno
più giovane di loro?”. Riposi i miei dubbi nel
cassetto e mi preparai al meglio, come faccio
sempre.
Il
primo incontro avvenne a Massa, dove trovai un
ambiente eccitatissimo e desideroso di
“imparare” cose nuove (quasi fossero dei
bambini). Le prime quattro ore passarono
velocissime, tanto furono intense e piene di domande
dei partecipanti. Poi fu il turno di Livorno, dove
mi accolsero un gruppo di macellai imprenditori
simpaticissimi, pieni d’allegria e, soprattutto,
voglia di imparare (la stessa voglia che non sempre
riscontro nei ragazzi delle superiori). Infine,
m’incontrai con due gruppi di macellai a Rosignano
Solvay ed anche in quelle occasioni la voglia di
imparare nonché di mettersi in discussione, emerse
in maniera lampante. Ero sorpreso e meravigliato
allo stesso tempo: persone di cinquanta e passa
d’anni che si mettevano in discussione ed erano
piene di voglia di imparare e conoscere cose nuove.
Insomma, i miei “pregiudizi” mentali erano stati
irrimediabilmente smentiti. Non soltanto queste
persone mi hanno dato una gran lezione d’umiltà,
ma a loro volta, mi hanno trasmesso cose che prima
non conoscevo. Fate come loro: siate sempre umili
e desiderosi di nuove conoscenze.
Se
tutti noi (io per primo), fossimo un po’ più
umili e meno presuntuosi di conoscere “la verità”,
i nostri rapporti quotidiani ne trarrebbero gran
beneficio e miglioreremmo la nostra e la vita
d’altre persone. Potremo ottenere, così,
risultati più grandi di quelli che avremmo mai
potuto immaginare.