Proprio
in questi giorni, stavo facendo formazione con
alcune classi quinte di Istituti Professionali in
cui ho il piacere di insegnare comunicazione nella
Terza Area. Parlando con i ragazzi, abbiamo
affrontato l’argomento “Negazione” e
cominciato a discutere circa l’opportunità o meno
di usare le negazioni nel nostro linguaggio. Quando
ho raccontato loro che non usavo nessun tipo di
“negazione” con i miei figli, stentavano a
credermi, probabilmente perché se le sono sentite
ripetere chissà quante volte.
Personalmente ho
smesso di usare la “forma negativa” nel mio
linguaggio da tantissimo tempo. Ho scoperto, molti
anni fa, che il “NO” produce pessimi risultati e
che è difficile riuscire a convincere una persona
dal numero o dalla bontà (per modo di dire) delle
mie negazioni, bensì dalla capacità che ho di
entrare in “rapport” con Lei. Impara ad
entrare in “rapport” con qualcuno e ben presto
scoprirai che hai un potente alleato per convincere
gli altri della bontà delle Tue scelte.
Senza
voler fare un trattato di neurologia (sarei la
persona meno indicata) e cercando di spiegarlo con
parole semplici, vorrei farti capire come funzione
il Tuo cervello. Lui, il Tuo cervello, lavora in
maniera molto particolare: riceve
ogni giorno migliaia di comandi consci ed incosci,
che si rafforzano continuamente. Il Tuo cervello
prende le cose alla LETTERA, esattamente come gliele
dici. Purtroppo, questo accade anche nel caso di
negazioni. Quindi,
se abbiamo un pensiero o diamo al nostro cervello un
comando negativo come “non riesco a fare quella
cosa”, queste istruzioni saranno recepite e posso
assicurarti che il Tuo cervello farà del suo meglio
per eseguire questi comandi alla perfezione e Tu, pur
con tutti gli sforzi di questo mondo, non riuscirai
a fare quella cosa. Anzi, Ti arrenderai ancor prima
di aver provato.
Facciamo
un esempio: se io continuo a dire a mio figlio
Sebastian che “non capisce nulla”, il suo
cervello comincia ad elaborare l’informazione e
crea una connessione, in altre parole, una
conoscenza: io
non capisco nulla (me
lo dice anche mio padre). Poi Sebastian va a scuola
e magari qualche professore molto intelligente gli
fa notare che “non capisce nulla”; ed il suo
cervello rielabora nuovamente quell’informazione e
rafforza la connessione: io
non capisco nulla (oltre
a mio padre, me lo dice anche il mio professore).
Sebastian frequenta gli amici ed accade qualcosa di
simile (non è detto che le parole debbano essere le
stesse: basta la negazione)…….ed il suo cervello
rielabora, sempre inconsciamente (quindi, senza che
lui se ne possa accorgere) la conoscenza negativa
rafforzando la connessione: IO
NON CAPISCO NULLA (me lo dicono tutti).
Ieri, oggi, domani, dopodomani: il cervello di
Sebastian riceve un’infinità di comandi negativi,
che lui, il cervello, acquisisce come ISTRUZIONI da
eseguire alla perfezione e Sebastian finisce per
crederci e sempre inconsciamente, quando dovrà
affrontare un problema nella vita oppure avrà
bisogno di maggior forza interiore, il suo cervello
“risponderà” in automatico e dirà a Sebastian:
MA
COSA FAI, TANTO NON CAPISCI NULLA, quindi: non
cominciare neppure!!! E Sebastian butterà subito la
spugna, convinto di non essere capace di fare nulla.
Chissà
quante volte lo hanno fatto anche con Te che stai
leggendo: in famiglia, la ragazza o il ragazzo, gli
amici, la scuola, il lavoro, ecc. Chissà quante
volte Ti hanno detto che “non capisci nulla, che
non sei capace di fare nulla”…..e Tu, come hai
reagito? Se sei una persona con un carattere forte,
probabilmente tutto ciò Ti ha fatto incavolare al
massimo e finito per “ricaricarti” ancor di più;
ma se invece, come spesso accade, sei una persona
debole o comunque facilmente influenzabile (come ve
ne sono molte), è probabile che Ti sarai subito
arreso, senza cercare di combattere, reagire,
finendo per non credere più neppure in Te stesso e
per mollare tutto. Convinto dalla “bontà” delle
parole degli altri che continuano a dirti: non
sei capace, non puoi farcela, non riesci, ecc.
Invece,
io, voglio trasmettere ai miei figli ed ogni volta
che posso, anche agli altri, la consapevolezza che
possono farcela e che nulla, DICO
NULLA,
può impedire loro di raggiungere una metà. Ecco
perché ho smesso di usare le “negazioni” nel
mio linguaggio, scritto e parlato. Dico sempre ai
ragazzi con cui faccio formazione: l’unico
problema che puoi avere è….Te stesso.
O meglio: la
Tua mente.
Charles Spurgeon diceva:
“Di nessuno devi aver paura come di te stesso; il
nostro peggior nemico sta dentro di noi”.
La
stessa cosa funziona quando usiamo negazioni rivolte
verso noi stessi: non sono capace….non
riesco…..non ce la faccio….ecc. Il Tuo
cervello elabora le informazioni che ha ricevuto (le
famose istruzioni) e crea le connessioni, che con il
passare del tempo si rafforzano, sino a diventare
delle vere e proprie CONVINZIONI LIMITANTI. Se
posso darti un consiglio: evita
assolutamente, nella Tua comunicazione (verso Te
stesso e verso gli altri), di usare termini negativi
o meglio dette negazioni. Ricordati che la
negazione è assorbita dal Tuo cervello sino a farla
diventare una CONVINZIONE. Ho letto di una
bellissima frase di San Francesco che diceva: “Fai
attenzione a come pensi e a come parli perché
potrebbe trasformarsi nella profezia della tua
vita”.
Permettimi di
farti notare che se vuoi ottenere dei risultati,
qualsiasi campo Tu voglia intraprendere, devi
continuamente “nutrire il Tuo cervello di pensieri
positivi”. Impara a “pensare in positivo”
e vedrai che la Tua autostima crescerà e più
crescerà, più riuscirai ad aver fiducia nelle cose
che fai, trasformando le difficoltà in opportunità.
Rivolgi questo modo di pensare anche verso gli
altri, smetti di dir loro che “non possono fare
qualche cosa”. Chi cavolo sei Tu per dire agli
altri cosa possono o non possono fare? E se ti
limiti a dirlo a Te stesso….sei proprio sicuro di
fare la cosa più giusta per Te?
Dammi
retta: trasforma ogni negazione in qualcosa di
positivo, vedrai che presto arriveranno i primi
risultati. Per esempio: “non ci
riesco”…..fallo diventare “Io posso
farcela”. Così, come ci sono riuscito io,
anche Tu sei in grado di cambiare il Tuo modo di
pensare ed eliminare, per sempre, ogni forma
negativa. Termino con una massima di John Dryden:
“Prima noi ci formiamo delle abitudini, e poi
loro formano noi”. Ti giunga il mio più
cordiale saluto.