Molto
anni fa ero a Milano per un colloquio di lavoro,
facevo già il consulente di marketing e credo fosse
l’autunno del ’92. Mi trovavo in una stanzetta
piccola con al centro una sedia, ben distante dalla
scrivania, circa due metri. Entrò una bella signora
di mezza età e cominciò a farmi delle domande.
Dopo pochi minuti entrò una seconda persona, un
Signore un po’ più anziano di lei e si sedette
sul suo lato destro, fuori della scrivania e mi
ricordo che ogni tanto scriveva qualche cosa su di
un blocco. Mi guardava e scriveva, scriveva e mi
guardava. Ogni tanto sorrideva e poi continuava a
scrivere.
A
distanza di molti anni, ho capito cosa stava facendo
quel signore:
studiava
il mio linguaggio del corpo. Perché il mio corpo,
come del resto il Tuo…PARLA.
Alla
fine fui preso, anche se con onestà non posso dirti
se perché abbia superato l’esame del corpo od il
colloquio con la bella Signora.
Quell’episodio
è rimasto nella mia mente e da lì a qualche anno
dopo, esattamente il 1994, cominciando a studiare
l’affascinante PNL – Programmazione
Neuro-Linguistica, avrei capito molte cose sulla
comunicazione “Non Verbale”, in altre
parole, il “Linguaggio del Corpo”. Il corpo, dunque, ci parla e ci racconta molte cose riguardo
alle persone che abbiamo davanti.
Leggendo
molto (ad oggi più di 440 libri), ho scoperto che
addirittura alcuni autori partono dal presupposto
che la primissima impressione che si ha di una
persona derivi dalla sua costituzione fisica, mentre
altri mettono al primo posto l’atteggiamento.
Altri ancora, credono che sia la mimica (in
particolare lo sguardo, gli occhi) a colpire per
prima l’osservatore.
Secondo
il mio modesto parere, il susseguirsi delle
informazioni che ci arrivano è talmente rapido e
veloce che cercare di mettere prima quel segnale e
poi quell’altro è sbagliato. Diciamo che tutte
queste cose sono importanti per farci capire chi
abbiamo di fronte e quindi, riepilogando, noi ci
facciamo già una prima impressione degli altri da
un insieme di fattori:
-
la
sua costituzione fisica;
-
l’atteggiamento;
-
la
mimica;
-
lo
sguardo.
Nota
che sino a quel momento Tu ti sei fatto una prima
“valutazione” della persona che hai davanti
senza averla neppure ascoltata. Proprio non ha
ancora parlato e Tu… ti sei già fatto la tua
bella prima impressione.
Mi
chiedo se Ti rendi conto che il Tuo corpo parla e
dice molte cose su di Te.
Di
quanto sia importante il Tuo linguaggio del corpo, e
di quanto sia importante imparare a riconoscerlo e,
nel limite del possibile a gestirlo.
Partendo
da questo presupposto, quando
comunichi con qualcuno, devi stare attento alla “congruenza”
tra le Tue parole ed il Tuo linguaggio del corpo.
Facciamo
un esempio: un giorno Ti presentano una persona che
di vista conoscevi già e Ti era pure un po’
antipatica. Mentre la saluti, le dici “piacere”
e le stringi la mano, i Tuoi occhi vanno verso il
basso. Oppure il Tuo volto ha una smorfia di mezzo
sorriso. Tranquillo, hai appena comunicato un
“piacere” con le parole ed un… “ma chi
cacchio sei, chi se ne frega di te” con il Tuo
linguaggio del corpo.
Devi
sapere, infatti, che mentre è possibile imparare a
gestire e tenere sotto controllo le proprie mani per
evitare di dare segni di nervosismo, è “quasi”
impossibile o comunque molto, molto difficile,
tenere sotto controllo i muscoli del viso ed evitare
che l’altro “legga” la nostra inquietudine.
Ricordati
dunque, che il Tuo viso è un libro aperto e sarebbe
importante imparare, almeno a riconoscere i segnali
e poi, banalità delle banalità, a “sorridere”.
Perché il sorriso, comunque, dice più di mille
parole e spesso può esserti d’aiuto e trarti
d’impaccio da situazioni come quelle di cui sopra.
Per
conoscere e studiare l’espressione del viso, puoi
leggere testi che trattino di “mimica” o “fisognomica”, in fondo all’articolo trovi una
piccola bibliografia. Invece, per imparare a
sorridere devi fare solo una cosa: SORRIDERE
e poi….SORRIDERE …e poi, SORRIDERE
di nuovo. Fallo davanti allo specchio, tutti i
giorni, vedrai che presto imparerai (leggi il mio
articolo “Un sorriso il giorno”).
Facciamo
un altro esempio: stai tranquillamente parlando con
il Tuo capo (o il capo sei Tu), il Tuo corpo è
aperto, sorridi e mentre parli muovi normalmente le
mani, ad un certo punto lui o lei, Ti dice una cosa
che Ti ferisce o Ti dà noia. Improvvisamente il
Tuo corpo si chiude, ti ritrai leggermente indietro
ed inconsciamente, incroci le braccia davanti al
corpo.
Qual
è il messaggio che hai appena inviato?
Che
sei chiuso, che qualche cosa Ti ha dato o ti sta
dando noi.
Se
Tu avessi di fronte una persona intelligente, si
domanderebbe subito “cosa mai abbia detto o
fatto per ferirti” e magari, facendo una
semplice battuta potrebbe risolvere subito la
situazione. Purtroppo, la maggior parte delle
persone non si accorge neppure che il Tuo
atteggiamento è cambiato ed andandosene, può
addirittura pensare che “sei una persona
scontrosa”. Invece, io e Te, sappiamo bene che
magari, sei solamente “sensibile”.
Cominci
a renderti conto di quanto il Tuo corpo parli? Di
quante cose dice di Te?
Tra
gli addetti ai lavori si dice che “chi non sa
rendersi conto dei segnali del proprio linguaggio
del corpo, è probabile che non sia in grado di
leggere con precisione i segnali degli altri”.
L’analisi del linguaggio del corpo, infatti, non
presuppone solo un acuto ed addestrato spirito di
osservazione e, aggiungo modestamente io, una buona
capacità di ascoltare anche le parole ed il tono
della voce, ma anche una buona dose di “intuito”
o capacità “empatica”, in altre
parole, di entrare con facilità in empatia con le
persone.
Tanto
maggiore è la capacità di una persona di
comprendere il proprio mondo emotivo, tanto maggiore
sarà di conseguenza anche la sua capacità di
intuire quello degli altri. E qui, entra in gioco la
PNL, posso garantirti che da quando la studio e,
soprattutto, la pratico, ho imparato ad entrare
molto più facilmente in “empatia” con
gli altri (noi chiamiamo questo processo “Rapport”).
Di conseguenza, sono molto più sensibile ai
cambiamenti degli stati d’animo delle persone.
Stati d’animo che, a cascata, influenzano e
cambiano i loro atteggiamenti del corpo (e
viceversa).
Dunque,
il consiglio che posso darti è di “essere
consapevole che il Tuo corpo parla e dice molte cose
su di Te”. E se ciò è vero per Te, lo
è anche per tutte le persone che ogni giorno
incontri: anche il loro corpo parla e racconta
molte cose di loro. Il fatto che Tu ne sia
consapevole, Ti permette già di essere un passo
avanti agli altri, se poi sei consapevole che accade
la stessa cosa anche nelle altre persone, direi che
sei avanti di due passi.
Adesso
non Ti resta che informati ulteriormente, leggere
molti libri e, se Ti affascina la materia, anche
studiarla. Anche se la differenza, è bene dirlo
subito, potranno farlo solo “pratica ed
esperienza”. Comincia con il leggere i libri
che Ti ho consigliato nella bibliografia, Ti
aiuteranno a “conoscere” un po’ meglio sia il
linguaggio del Tuo corpo, sia il linguaggio del
corpo delle altre persone.
Chiudo
con una bellissima frase di Carl Gustav Jung,
detta ad uno studente: “Impara
tutto quello che puoi sulla teoria, ma quando sei di
fronte all’altro, dimentica il manuale!”.
Bibliografia
consigliata:
-
Segnali
dal corpo,
di Vera F. Birkenbihl – Franco Angeli;
-
Il
linguaggio del corpo,
di Andrea Favareto – di Hrd (dvd);
-
Come
interpretare i messaggi del corpo, di Marco Pacori – De Vecchi;
-
Giù
la maschera,
di Paul Ekman e Fallace Frieseman – Giunti
Edizioni;
-
Il
volto racconta, di Marguerite de Surany – Red
Edizioni.