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Buona notte, oggi è giovedì 23 febbraio 2012

Come essere eleganti

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Come essere eleganti e come trattare con la gente

Come essere eleganti

Ecco le regole per valorizzare al meglio la  propria personalità ed essere all'altezza delle grandi occasioni oppure di lavori impegnativi.

- Mai perdere la propria personalità: a prescindere dai gusti è importante adeguare lo stile a se stessi e alla propria figura.

- Lasciare che la semplicità sia protagonista: non esagerare con il trucco ed evitare gli eccessi di ogni tipo (gioielli, accessori, tono della voce).

- Evitare tutti i gesti che possono trasformarsi in abitudini: toccarsi i capelli o il viso, giocherellare con anelli e bracciali, specchiarsi in ogni dove, sistemarsi gli abiti.

- Muoversi in modo disinvolto: è uno sforzo che va fatto, anche se molte persone lo imparano con il tempo.

- Evitare tutto quello che è di ultimissima moda: essere chic, infatti, non vuol dire essere per forza "modaioli", nè copiare alla lettera un altro personaggio. Per non sbagliare, è meglio scegliere il classico con un tocco di originalità.

- No agli ostacoli alla comunicazione: via occhiali da sole, telefonino a portata di mano o, peggio ancora, auricolare.

Come trattare con la gente

Un grande psicologo Viennese, di cui non ricordo il nome, in un libro scrisse: Siamo tanto smaniosi di approvazione quanto timorosi di critiche”.

Eppure, nonostante sia evidente che non ne ricaveremo alcun vantaggio, che anzi gli svantaggi sono e saranno sicuramente maggiori (e ci faranno male, molto male), continuiamo imperterriti a criticare tutto e tutti.

Purtroppo, noi esseri umani siamo tutti uguali: siamo sempre pronti a criticare gli altri (anche se negli anni sono migliorato tantissimo, mi metto ugualmente al primo posto).

Poi, un bel giorno, capita che siano gli altri che cominciano a criticare noi o le cose e le persone che ci sono accanto, e quelle critiche, che ci toccano da vicino, cominciano a darci NOIA, FASTIDIO.

Quello che vorremmo che gli altri accettassero, noi siamo INCAPACI di farlo.

Invece, dovremmo ricordarci che la critica è un pò come il piccione viaggiatore, o il boomerang: ritorna sempre da dove è partita.

Oggi ho la fortuna di fare un lavoro bellissimo (che non cambierei con nulla al mondo), in cui cerco di valorizzare le persone che si rivolgono a me, anche se prima di cercare di migliorare gli altri, ho imparato a domandarmi se non sia il caso di cominciare da me stesso!

Quando lo faccio (più spesso di quanto tu possa pensare), mi accorgo che posso ottenere dei risultati contando più sulle mie forze che sulle critiche agli altri.

Negli anni ho capito che è molto meglio agire che criticare.

Autore dell’ebook motivazionale Penso Positivo e di Donne in Crisi

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Pagina aggiornata al 15/11/2011

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