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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Mantenere le promesse fatte a se stessi

 

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Mantenere le promesse fatte a se stessi

di Marco Pellegrini

Alla fine di ogni anno oppure al rientro delle vacanze è normale proporsi nuovi obiettivi e promettere a se stessi che questa volta, nelle piccole e grandi cose della vita, davvero cambieremo. Tanto ci crediamo con convinzione quando ci promettiamo di migliorare, quanto la pigrizia, il disimpegno o mille altre ragioni ci impediscono poi di portare i progetti a compimento. Perché ci succede questo?

Nella nostra vita quotidiana ci troviamo continuamente a dover mantenere le promesse fatte e non sempre è necessario mettere in discussione così profondamente il proprio carattere o rivolgersi a qualcuno. Vediamo perciò con quali accorgimenti possiamo tentare di raggiungere questo risultato da soli.

Chiarire l’obiettivo
Prima di tutto occorre chiarire e specificare l’obiettivo. Se abbiamo deciso di smettere di fumare, una buona partenza è quella di decidere chiaramente se si vuole smettere o ridurre. In questo modo, presa l’una o l’altra strada, sarà per noi chiaro che cosa stiamo facendo quando chiediamo a un’amico una sigaretta dopo qualche mese di astinenza. Essere troppo indulgenti con se stessi o troppo flessibili serve solo a confonderci.

Definire il periodo di tempo
Il passo successivo è definire il periodo di tempo entro cui si vuole realizzare la promessa. Anche in questo caso troppa flessibilità non ci aiuta. Se abbiamo deciso di smettere di fumare a capodanno dovremmo proprio farlo, anche se il fidanzato o la fidanzata ci lascia, se la squadra del cuore ha perso e così via. Lo stesso vale per una promessa fatta a noi stessi da realizzare in un certo tempo. Se decidiamo di sistemare il giardino e abbiamo già esperienza del fatto che a un certo punto lasciamo perdere, occorre fare un piano più accurato. Suddividiamo quindi il lavoro in modo che realisticamente, possa essere fatto entro i tempi che abbiamo definito e mettiamo questo piano per iscritto controllando quotidianamente cosa abbiamo fatto e cosa manca. Vedere nero su bianco cosa abbiamo fatto ci farà sentire anche più soddisfatti dei nostri sforzi.

Volere è potere
Infine, bisogna sforzarsi di credere che “volere è potere”, ma anche tenere presente che “l’erba cattiva non muore mai”. Le nostre tendenze negative riaffioreranno di tanto in tanto e occorrerà perciò decidere ogni volta di voler tener fede all’impegno preso con noi stessi. Chi smette di fumare, ad esempio, rimane un fumatore astinente, il che significa che potrà sempre ricascarci e che non dovrà mai abbassare la guardia sulla decisione presa. E lo stesso vale per altre promesse che facciamo a noi stessi.

Gli errori più comuni
Le promesse che facciamo a noi stessi nascono da un’insoddisfazione riguardo a un qualunque aspetto della nostra vita, e che può dipendere da noi oppure dagli altri. Se abbiamo deciso di cambiare qualcosa di importante, prima di iniziare il processo di cambiamento dovremmo farci alcune domande. Questo passo che sembra irrilevante è in realtà importantissimo. Ecco perché, e quali sono gli errori più tipici come commettiamo quando vogliamo “cambiare strada”.

Le promesse che facciamo a noi stessi nascono da un’insoddisfazione riguardo a un qualunque aspetto della nostra vita, e che può dipendere da noi oppure dagli altri. Se abbiamo deciso di cambiare qualcosa di importante, prima di iniziare il processo di mutamento dovremmo farci alcune domande. Questo passo che sembra irrilevante è in realtà importantissimo. Ecco perché, e quali sono gli errori più tipici come commettiamo quando vogliamo “cambiare strada”.

Prima di tutto dovremmo chiederci: perché abbiamo voglia di cambiare, e soprattutto, per chi? Per noi stessi o per gli altri? Questa domanda dovrebbe consentirci di scoprire se il nostro desiderio di cambiare un dato aspetto del nostro comportamento non nasconde in realtà un desiderio profondamente diverso. Per esempio, se abbiamo deciso di dimagrire perché desideriamo una vita “nuova”, più occasioni e magari l’amore che ci è sempre mancato, ci stiamo sbagliando. Dimagrire non trasformerà la nostra vita per miracolo, e non risolverà tutti gli altri problemi (relazionali, sentimentali, ecc.) che abbiamo. In realtà, quindi, stiamo sovrainvestendo di aspettative assolutamente sproporzionate un solo aspetto del “nuovo noi” immaginario, e questo comporta un rischio non indifferente: se per esempio dopo i primi chili persi le nostre relazioni non saranno migliorate di molto, tenderemo a considerare che lo sforzo è di per sé inutile, e facilmente abbandoneremo i nostri buoni propositi.
Tra i tanti errori che possiamo fare, i più ricorrenti sono:

1.   formulare i propositi in maniera generica
Per rifarci al nostro esempio, potremmo dirci che vogliamo perdere 10 chili senza pianificare una serie combinata di attività per raggiungere il risultato, e quindi senza pianificare tappe intermedie. L’errore in questo caso consiste nel pensare solo in termini di obiettivi, dimenticandoci del modo per raggiungerli

2.   porsi obiettivi troppo ambiziosi
E’ l’errore che compiamo quando misuriamo in modo errato le risorse necessarie a portare a termine il nostro proposito, ma non solo. A volte noi ci limitiamo a ‘sognare’ un cambiamento proiettandolo in un futuro indefinito, ed ecco perché non ci preoccupiamo troppo di prendere le misure dell’impegno richiesto. Delle mete poco realistiche, e quindi poco realizzabili, fanno parte anche i desideri che non ci appartengono: dimagrire per la pressione degli altri, smettere di fumare perché ‘tutti stanno smettendo’, e così via. Cambiare richiede in realtà una notevolissima dose di energie: ecco perché è difficile mobilizzarle per qualcosa che non desideriamo davvero fino in fondo

3.   dimenticarsi di fare periodicamente il punto della situazione
In qualunque progetto, e specialmente in quelli di lungo respiro, è necessario di tanto in tanto fare un bilancio della situazione. Questo è il solo modo per verificare, tra i comportamenti che abbiamo messo in atto, quali hanno prodotto risultati positivi, e quali no. Senza questo controllo dei risultati ci è impossibile pianificare una eventuale nuova strategia, o modificare quella esistente per renderla ancora più efficace

4.   dimenticarsi di calcolare i costi
Questo è un errore dei più comuni. Quando iniziamo una fase di cambiamento, tendiamo a concentrarci solo sui benefici (futuri) del risultato che vogliamo ottenere. Ma ogni cambiamento, specie se importante, all’inizio comporta dei costi molto forti (per esempio, mangiare molto poco) a fronte di benefici quasi impercettibili (dimagrire solo qualche etto). Cosa fare allora? Per superare indenni la fase sacrificale del cambiamento è utile concedersi, di tanto in tanto, qualche piccola gratificazione. Solo così potremo mantenere un equilibrio sopportabile tra rinuncia e soddisfazione, e continuare a ‘tenere duro’ nel tempo

Perché i buoni propositi falliscono?
Una delle cause più frequenti è probabilmente che ci siamo posti un obiettivo poco realistico, sia in rapporto alle nostre risorse, sia in rapporto a una certa immutabilità dell’ambiente. In questo caso, allora, la mancata realizzazione dei nostri propositi è la conseguenza logica di un errore di impostazione. E non dimentichiamoci che ogni progetto non portato a termine ci dà la possibilità, preziosissima, di conoscere meglio i nostri limiti e di poter stabilire, la prossima volta, mete più realistiche e più adattate alla complessità della nostra vita.

Cosa dice la psicologia?
Vi ricordate la famosa storia della formica e della cicala?
La seria formica accumula le provviste per l'inverno mentre la cicala si gode il tepore della bella stagione cantando. Ogni volta che arriva la stagione più fredda dell'anno la cicala si ripromette che non si comporterà più in un modo così stupido. Ma ogni anno ci ricasca. Questa storia di solito si racconta ai bambini, per far comprendere loro l'importanza di essere previdenti nella vita. Ma la metafora proposta dal racconto è anche quella della difficoltà di mantenere fede alle promesse fatte a se stessi.

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Pagina aggiornata al 18/02/2008

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