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Buon giorno, oggi è giovedì 25 maggio 2017

Come mi guardi, come mi guardo

 

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Come mi guardi, come mi guardo

Quanto e come lo sguardo maschile influenza il nostro modo di guardarci? E in che modo cerchiamo di adeguarci ai desideri degli uomini, come ci confrontiamo con le altre donne, come combattiamo per piacere sempre di più?

La femminilità è una costituente fondamentale dell’identità, legata sostanzialmente al sentirsi donna, e in quanto tale capace di esercitare interesse e fascino negli uomini. La femminilità ha diverse componenti, alcune più esteriori e superficiali, altre più interiori e radicate. Le prime sono attributi e caratteristiche immediatamente percepibili, come i genitali, la conformazione fisica, l’abbigliamento, il trucco, l’acconciatura, ed alcuni atteggiamenti come il modo di camminare o di gesticolare. Le componenti più interiori della femminilità sono invece meno immediatamente evidenti e richiedono quindi uno sguardo più attento e meno superficiale per essere percepite. Mi riferisco a quegli aspetti relazionali e di pensiero che sono solitamente parte integrante dell’identità di una donna, e cioé:

  • un certo tipo di sensibilità rispetto agli eventi e un determinato modo di reagirvi

  • un particolare punto di vista sul mondo e sulle cose

  • la preferenza e l’interesse per determinate attività

  • l’atteggiamento di accoglienza e di cura per le persone e per i rapporti interpersonali

  • la tendenza a colmare le mancanze e ad attenuare le imperfezioni

  • il desiderio di stabilità affettiva

  • il mantenimento della memoria e dei legami tra le generazioni

Tutte queste caratteristiche si ritrovano anche negli uomini, ma generalmente attenuate rispetto ad altre più tipicamente maschili. Qualità “maschili” e “femminili” non si escludono a vicenda ma coesistono in ogni persona. Ritengo che la particolarità di ognuno di noi stia proprio nell’originalità con cui teniamo insieme nella nostra identità e nel nostro modo di essere aspetti tradizionalmente riconosciuti come più tipicamente appartenenti alla sfera delle emozioni e dei comportamenti maschili o femminili.  Un uomo può amare cucinare così come una donna può essere appassionata di auto e motori, senza che questo pregiudichi il loro essere rispettivamente maschile o femminile. Credo anzi che l’emergere di interessi o di comportamenti che si discostano dagli stereotipi di femminilità e di mascolinità delineati dalla società in cui si vive, possa costituire talvolta una caratteristica di personalità che rende una persona più interessante e attraente agli occhi degli individui di sesso opposto.

Femminile e maschile
Femminilità e mascolinità originano dall’unione di diverse componenti: biologiche, socio-culturali e relazionali e di conseguenza, non sono caratteristiche fisse e immutabili della personalità: sono invece processi complessi che si evolvono e si ridefiniscono lungo l’intero corso della vita, e che sono ampiamente influenzabili dall’ambiente in cui si vive e si cresce, dagli eventi esterni e dai rapporti interpersonali. La femminilità di una donna, in particolare, inizia a formarsi fin dai primi anni di vita e le prime relazioni interpersonali che assumono rilevanza per la sua definizione sono quelle instaurate con i propri genitori, cioé i primi modelli di uomo e di donna che una bambina impara a conoscere e con i quali si relaziona. Una bambina inizia a formarsi un proprio modello di femminilità in base all’idea di donna che il padre e la madre le trasmettono, attraverso l'atteggiamento che essi assumono con lei, tra di loro e con le altre persone.

Se lo sguardo e l’atteggiamento dei propri genitori fin dai primi anni di vita di una bambina sono di enorme rilevanza per la definizione e per la percezione della sua femminilità, con la pubertà iniziano ad assumere un ruolo importante gli sguardi e i commenti dei coetanei e degli uomini con i quali una ragazza entra in contatto, ma anche i modelli sociali trasmessi dai mass media ed esaltati dalla moda del momento. La società e le persone che una ragazza incontra fungono infatti da specchio, fornendo reazioni positive o negative a ogni suo atteggiamento e modo di porsi, così che lei tenderà a costruire la sua femminilità sviluppando e valorizzando le parti di sé che risultano essere più apprezzate dall’ambiente in cui vive e che le permetteranno quindi di sentirsi riconosciuta e apprezzata come donna

Cambiarsi per piacere di più
Per questo motivo, se una ragazza percepisce che le pretese dell’ambiente sono troppo elevate rispetto all’idea che ha di se stessa come donna, se percepisce i suoi limiti come predominanti rispetto ai suoi pregi, il rischio è che il suo senso di autostima venga intaccato: inizierà quindi a sentirsi insoddisfatta di sè, e non si riterrà in grado di suscitare l’interesse e gli apprezzamenti desiderati - soprattutto da parte degli uomini. Di conseguenza, cercherà di nascondere quelli che ai suoi occhi sono i suoi difetti meno accettabili, oppure farà tutto il possibile per cambiare il proprio aspetto e il proprio atteggiamento.

Questo processo di modificazione dell’ immagine accompagna normalmente la crescita personale di ognuno (poiché tendiamo ad avvicinare il più possibile ciò che siamo realmente a ciò che vorremmo idealmente essere…), e ha nella gran parte dei casi esiti positivi. Nel momento in cui però questa ricerca di cambiamento è spinta da una scarsa stima di sé può assumere aspetti ossessivi, se non addirittura patologici, poiché non si giunge mai ad essere soddisfatti di sè e delle proprie conquiste. Un sentimento che tipicamente caratterizza le persone che hanno una bassa autostima è l’invidia. Questa emerge nei confronti delle persone che possiedono i requisiti ritenuti più desiderabili dall’ambiente in cui si vive. Se per gli uomini in genere contano maggiormente il successo lavorativo ed il denaro, per le donne ha una grande importanza il proprio aspetto fisico. Una donna insoddisfatta della propria immagine può arrivare a provare sentimenti di aggressività verso coloro che possiedono attributi socialmente desiderabili e che sono guardate con più ammirazione dagli uomini.

La guerra dei corpi?
Nel processo di costruzione dell’identità femminile è molto importante il confronto con le altre donne, soprattutto a livello fisico. Le ragazze, soprattutto in età adolescenziale, investono molte energie nell’osservarsi e nel confrontarsi con le altre, mettendo in risalto in modo minuzioso pregi e difetti inerenti il proprio aspetto, il modo di abbigliarsi, di truccarsi, etc… Superata l’età della crescita, periodo importantissimo per la definizione della propria identità di genere, questo tipo di atteggiamento si attenua. Anche nella vita adulta, comunque, la tendenza a curare il proprio aspetto fisico e a confrontarsi con le altre donne rimane una caratteristica più o meno costante dell’essere femminile.

Un’altra caratteristica tipicamente femminile è quella di prestare molta attenzione agli sguardi e agli atteggiamenti maschili nei propri confronti, e come gli uomini ben sanno, anche a quelli rivolti alle altre donne. Col tempo ogni donna impara ad associare determinati comportamenti e modi di mostrarsi con particolari reazioni degli uomini, creandosi al contempo un’idea di ciò che può essere ritenuto più o meno femminile dal sesso forte. Questa idea viene messa a confronto con ciò che ogni donna dentro di sé percepisce come più significativo per la definizione della propria femminilità. Una donna può trovarsi frustrata e confusa perché quello che lei ritiene importante nel suo sentirsi femminile è messo in secondo piano dagli uomini, che a volte tendono ad essere maggiormente affascinati dall’aspetto fisico-estetico. Questo può accadere a donne molto belle che ricevono continue attenzioni e apprezzamenti per le loro doti più esteriori, mentre non riescono a percepirsi adeguatamente valutate sotto altri punti di vista. Ma anche una donna meno bella può sentirsi frustrata, se percepisce i propri limiti fisici come un ostacolo per l’espressione della sua femminilità.

In queste situazioni le reazioni possono essere di diverso tipo. Semplificando un po’, si potrebbe dire che una donna meno sicura di sé e della propria femminilità tenderà più facilmente a modificare la propria immagine in base alle caratteristiche che percepisce come più apprezzate dagli individui di sesso maschile, con il rischio di vivere una sgradevole distanza tra l’immagine di sé più superficiale che mostra all’esterno, e le parti più vere e profonde di sé. Diversamente, una donna che si sente più sicura di sé e della propria femminilità sarà meno influenzabile dall’ambiente esterno, sentirà meno il bisogno di assomigliare allo stereotipo di donna esaltato dalla società in cui vive, e riuscirà a sentirsi in grado di affascinare un uomo pur rimanendo quella che è, cioè una donna con limiti e difetti ma anche con pregi e risorse che la rendono unica e originale.

Sono infatti convinta che la donna più femminile non sia quella che più assomiglia ai modelli trasmessi dalla società attraverso attrici, fotomodelle, show-girl, etc… bensì quella che si sa apprezzare e mostrare per quello che è, valorizzando in modo discreto e gradevole determinati aspetti di sé, sia fisici che interiori. Perché una donna possa fare questo, ritengo necessario da una parte che essa conosca bene se stessa e che sia consapevole delle proprie risorse così come dei propri limiti; e d’altra parte, che abbia imparato a conoscere le differenze principali tra uomini e donne, quelle che rendono il punto di vista e l’atteggiamento maschile così differente da quello femminile, e che spesso provoca incomprensioni tra gli individui dei due sessi. In questo modo una donna saprà dare allo sguardo di un uomo il giusto peso e l’interpretazione adeguata, traendone talvolta utili spunti per arricchire la propria identità femminile e la propria autoconsapevolezza, riuscendo di conseguenza anche a rispondere allo sguardo maschile in modo sempre più consapevole e ricco di fascino.

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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