|
In suo romanzo ”1984” George Orwell
immagina un mondo in cui si è sempre
visibili o, meglio, in cui non ci si può sottrarre
all’occhio del”Grande fratello, che può
controllare ogni nostro movimento senza lasciarci un
solo istante o ambito di privacy. In questa sorta di
utopia negativa, Orwell immaginava che ad intrudere
nella vita privata del cittadino fosse uno stato
poliziesco e dittatoriale, padrone del potere
tecnologico.
Lo scrittore inglese, sicuramente, non immaginava quale tipo di
sviluppo avrebbero avuto le tecnologie
audiovisive,che sono oggi in grado di monitorare in
modo così preciso ed incalzante i movimenti e le
azioni di una persona qualunque.
Se ricordiamo l’ormai famoso
film “The Truman Show” tutti noi potremmo essere
sempre”on line”. La nostra esistenza guardata da
quel "grande occhio", scrutata da miriadi di
telecamere. Potrebbe finire col diventare lo
spettacolo di un pubblico guardone, ossessivamente
affamato di dettagli, di particolari anche
insignificanti su quel che fanno nell’intimità,
non solo le celebrità,
ma anche e soprattutto le persone comuni. D’altronde, sempre più numerosi sono i programmi
televisivi che tentano la messa a nuovo delle
dinamiche della gente.
Ma c’è qualcosa di più
inquietante di
queste semplici constatazioni? Forse
si,probabilmente la situazione può diventare più
ambigua e paradossale di quanto non si pensasse.
Ci si chiede chi sono i “net- dipendenti”? E ci si chiede ancora: sono
persone con problematiche psicopatologiche in atto
che incontrano la rete, o è la rete stessa ad avere
un potenziale psicopatologico,una sorta di insidiosa
capacità mutagenica? In inglese il “Disordine da Internet” viene tradotto col termine
“Internet Adiction Disorder “ (IAD) ed è una
sorta di patologia caratterizzata da sintomi che
potremmo definire astinenziali.
Secondo la letteratura sull’
argomento, particolarmente esposte sarebbero le
persone con difficoltà nella comunicazione in modo
consueto: soggetti tendenti al ritiro sociale,ad
esempio, o soggetti con personalità
ossessivo-compulsive. Questo disordine
costituirebbe, così, un comportamento di evitamento:
il soggetto,cioè, si rifugerebbe nella rete per non
affrontare le problematiche esistenziali.
Parliamo, ora, delle telecamere
in rete, le cosiddette “web cam“. Sono “occhi elettronici” che permettono oggi di scrutare
in tempo reale i posti più lontani. Ad esempio,
collegandosi a particolari siti si possono osservare
le immagini della terra da un satellite o vedere
tempeste in corso, persino il traffico presente
nelle varie città del mondo. Ovvio che l’ utilità
è palese.
Ma, sotto altri punti di vista, l’evoluzione della tecnologia può
comportare talvolta un uso che crea
malessere. ”Mettersi in rete” 24 ore al
giorno,grazie a queste minuscole telecamere non crea
disordini comportamentali
nei nostri
figli?Le statistiche ci danno ragione in ogni caso.
Con il computer sempre a portata di mano il disturbo
da ritiro sociale è diventato frequentissimo,come
in America svariati disordini del
comportamento(attacchi frequenti di bulimia e
anoressia stando davanti al web. Si mangia,si spizzicano patatine e
salatini davanti al web,a questa grande scatola e
assale la voglia di impatofolamento. I ragazzi
smettono di aver voglia di uscire, hanno disturbi
nella concentrazione, gli studenti sono diventati
disattenti, svogliati. Molti studenti americani
hanno creato dei siti in cui sono sempre in linea,
come succede oggi con la smania del “Grande
Fratello” televisivo. Si vede tutto di ciò che
fanno, è non avere, per me, più intimismi, una vita
che sia privata,si vive una vita pubblica. Gli
intimismi questi ragazzi non sanno nemmeno cosa
siano, apparire,mostrarsi,abbattere le barriere
dell’anonimato, pieni di egocentricismo… Sono
diventati così molti dei nostri ragazzi.
Questo ritratto sembra negativo, però
ha anche lati positivi da non trascurare. Lo
stesso ragazzo
egocentrico era magari il soggetto mutacico a
scuola. Certe forme di istrionismo fanno diventare l’opposto e fanno interagire con
comportamenti sani. L’eloquio di alcuni ragazzi,
un po’ quasi schifato,sul net si trasforma nella
realtà in un eloquio sobrio, intraprendente. Quindi
direi che dall’ istrionismo è facile passare
talvolta a questi buoni aspetti contrapposti, un
po’ il duplice connubio di due personalità.
In generale è sempre meglio
sfruttare al massimo le conoscenze della navigazione
su Internet, senza diventare dei cosiddetti “net-
dipendenti”.
|