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La
passione per il sole dei fanatici della tintarella
potrebbe avere a che fare più con la chimica del
cervello che con il colore della pelle.
In uno
studio sugli effetti
dell’abbronzatura,
i ricercatori ritengono di aver trovato una
spiegazione per l’esposizione smodata ai raggi
solari nonostante i continui allarmi sanitari non
solo sull’invecchiamento della pelle, ma
sull’aumento di probabilità di sviluppare un
tumore. Secondo lo studio, pubblicato nel numero di
luglio 2004 dal Journal of the American Academy of
Dermatology, i ricercatori del North Carolina's Wake
Forest University Baptist Medical Center hanno messo
sotto osservazione 14 amanti dell’abbronzatura,
facendogli usare lettini abbronzanti diversi. I
soggetti non erano a conoscenza della differenza tra
i lettini abbronzanti, tra i quali alcuni
producevano una radiazione ultravioletta simile a
quella dei raggi solari, e alcuni no. Nel 95% dei
casi, quando la scelta era lasciata libera, i
soggetti dello studio riferivano di preferire il
lettino “vero”. La sua luce, secondo loro, li
faceva sentire più rilassati e meno tesi.
“Riteniamo che questi effetti rilassanti e
rinforzanti contribuiscano in maniera sensibile al
comportamento di chi si sottopone costantemente e
ripetutamente alle sedute abbronzanti, e potrebbe
spiegare perché la gente sceglie di abbronzarsi
anche quando è consapevole dei rischi”, ha detto
il dr. Steven Feldman, direttore dello studio.
Secondo il ricercatore, i raggi potrebbero infatti
indurre il cervello a rilasciare sostanze
euforizzanti. Studi precedenti hanno evidenziato che
l’esposizione ai raggi ultravioletti induce il
rilascio di endorfine, mentre un’indagine condotta
sugli studenti ha mostrato che il rilassamento era
una delle ragioni più frequentemente addotte per
giustificare la seduta abbronzante. L’effetto
potrebbe trasformare l’esperienza dell’abbonzatura
in una specie di droga, che provoca dipendenza.
“Poiché non abbiamo misurato i livelli di
endorfina, non sappiamo con certezza se è questo il
tipo di sostanza responsabile del fenomeno –
continua Feldman – tuttavia lo studio mostra
l’indirizzo della ricerca futura per scoprire
quali sono le variazioni di umore associate
all’abbronzarsi”. Intanto, la medicina
ufficiale continua a rammentarci che i raggi
ultravioletti possono provocare il cancro della
pelle, la cui incidenza è in forte aumento
soprattutto per il più pericoloso e letale di
questi tipi di tumore, il melanoma. Gli adoratori
del sole dovrebbero proteggersi dai raggi
ultravioletti “ricorrendo a un filtro solare,
indossando maglietta, cappellino e occhiali da sole.
Non esiste altra misura preventiva”,
insiste il portavoce dell’American Academy. La
dottoressa Cheryl Rosen della Canadian Dermatology
Association dichiara di non essere affatto sorpresa
che gli adepti dell’abbronzatura tutto l’anno
siano refrattari a qualsiasi avvertimento.
“Sappiamo da altre grandi emergenze sanitarie come
il fumo e l’alcolismo che la consapevolezza non
sempre porta a un cambio nel comportamento…”.
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