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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Aggiungi colore alla tua vita!

 

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Aggiungi colore alla tua vita!

La scienza ha provato la relazione che esiste tra i colori e il nostro umore, e del resto già nel secolo scorso Carl Gustav Jung scriveva: “i colori sono la lingua madre dell’inconscio”.

I colori possono aiutarci a rilassarci o farci sentire più energici, possono farci sentire felici o tristi, e soprattutto possono riportare alla luce antiche memorie, buone e cattive. Ecco perché ignorare le reazioni istintive a certi colori è un errore: la nostra risposta emotiva potrebbe essere collegata a un ricordo, o essere l’espressione di un sapere istintivo riguardo a quali colori illuminano il nostro spirito, o al contrario rabbuiano il nostro umore. I colori degli ambienti, per esempio, non influenzano soltanto l’aspetto della stanza, ma anche la sua atmosfera, e di conseguenza le emozioni che ne riceviamo. Sembra inoltre che esista un legame anche tra i colori e la salute fisica.

Le nostre scelte cromatiche rifletteranno la nostra personalità, e i colori ci aiuteranno a create un’atmosfera che ci aiuta a rilassarci, a essere attivi oppure a divertirci con altre persone. Uno degli strumenti di base impiegati nella selezione dei colori è la famosa ruota dei colori: la prima fu inventata da Isaac Newton nel XVII secolo, e da allora è stata soggetta a molte aggiunte e revisioni. La ruota rappresenta lo spettro visibile, cioè i colori dell’arcobaleno, uniti ai colori analoghi, che cioè sono in armonia tra da loro perché sono cromaticamente vicini, e ai colori contrastanti, o complementari, che sono opposti tra di loro. La maggior parte delle ruote dei colori contiene 12 colori diversi: tre primari, tre secondari, e tre “terziari”.

I tre colori primari sono i rosso, il giallo e il blu, e questi colori sono detti “primari” perché sono puri, cioè non possono essere creati mischiando tra loro altri colori. I tre colori secondari, che si trovano a metà tra le coppie di colori primari, sono creati miscelando quantità equivalenti delle coppie di colori tra cui si trovano, e sono: l’arancio (che si trova tra il rosso e il giallo), il verde (tra il giallo e il blu), e il viola (tra il blu e il rosso). Infine, i colori terziari sono creati dalla miscelazione di colori primari  e secondari analoghi (che cioè stanno a lato l’uno dell’altro nella ruota dei colori).

Esistono infine i colori neutri, o non-colori: il bianco, il nero e il grigio. Questi colori possono essere aggiunti agli altri per modificarne la stumatura: per esempio con l’aggiunta del bianco si creano le tinte pastello, il nero rende più cupi gli altri colori, e il grigio crea la tonalità di mezzo tra i due.

La ruota dei colori mostra come ogni colore dello spettro è in relazione a ogni altro, iniziando dalla tonalità più scura al centro della ruota e avvicinandosi sempre più alla luce al perimetro esterno. Si può scegliere tra quattro schemi di colore diversi:

mono-cromatico
un solo colore è dominante, e si usano le sue tinte e sfumature per creare le combinazioni
analogo
i colori contigui o vicini l’uno all’altro nella ruota vengono usati per creare le combinazioni
triadico
si usano in combinazione tre o più colori più o meno equidistanti nella ruota
comple-mentare
si usano in combinazione i colori che nella ruota sono diametralmente opposti tra di loro

Interpretazione dei colori

colore

carattere psicologico e tradizioni

effetti psicologici

effetti fisiologici

osserva-
zioni

 

è il colore della luce, dell’unità e della purezza. In quasi tutte le culture rap-
presenta la purezza nei riti di iniziazione. Contiene tutti gli altri colori, si presta alle miscele ed è una base indispen-
sabile in tutte le forme pittoriche e decorative. Il bianco è uno specchio che riflette 
l’universo, la sua vibrazione ci rinvia a noi stessi. Anticamente raffigurava la castità fisica e morale delle fanciulle, era segno di non-
penetrazione sessuale. Carattere psicologico del bianco: gentile, educato

 

 

la dinamica dei colori nel teatro cinese 
Nel teatro dell’opera di Pechino, il simbolismo dei colori viene largamente impiegato per consentire agli spettatori di riconoscere le funzioni 
(giallo, il colore dello imperatore e della famiglia imperiale; rosso, personaggi di alto rango e militari o guerrieri; viola e blu, funzionari; nero, personaggi di rango inferiore) ma anche il carattere degli attori. Quel trucco che a noi sembra incom-
prensibile si unisce al costume di scena, ed è molto signi-
ficativo: il bianco è rivelatore di duplicità, di tradimento e di perver-
sione; il blu di crudeltà e di ferocia; il rosso di fedeltà, di bontà d’animo; il giallo di furbizia e di abilità. Tutto questo simbolismo richiede allo spettatore una certa attenzione basata su una acquisizione culturale e spiega perché per gli occidentali comprendere a fondo il teatro cinese è spesso quasi impossibile

 

è l’antitesi del bianco, l’altro colore della dualità naturale: bianco e nero, bene e male, giorno e notte, Yin e Yang, vita e morte. L’assenza di colore è il simbolo della morte, del nulla e della negazione. Rappre-
senta la sofferenza e il dolore, la sterilità e la prova, ma è anche il simbolo della notte che precede il giorno e perciò della forza che richiama le energie dell’inizio del giorno. Come il bianco, porta alla concen-
trazione, il primo evoca l’ascensione della vita dello spirito, il secondo la decompo-
sizione- germinazione sulla quale è basata la vita. A questa tinta è stata attribuità tutta l’oscurità di cui è capace l’uomo, 
soprattutto separando i termini della magia in forze nere e forze bianche. È il simbolo evidente dell’anta-
gonismo profondo presente nella nostra natura, in cui ciò che è visibile coesiste con ciò che è nascosto. Il nero, colore della colpa, viene usato dai religiosi della Chiesa Cattolica perché questo contro-
colore è il simbolo del nulla e della morte, e ha la funzione di ricordare agli uomini che devono morire al mondo. Per contro, il nero, nonostante la sua tradizione funebre, è visto anche come l’iniziazione alla spiritualità attraverso la morte simbolica. È il colore dei vestiti del lutto nel mondo occidentale. Nel linguaggio comune è associato a immagini negative come “avere idee nere”, “vedere nero”, “essere la bestia nera”, “essere di umore nero” per qualificare uno stato depressivo, la collera, tutti i temi ossessivi e collegati all’inibizione. Carattere psicologico del nero: pessimista, sofisticato

 

 

i Cinesi della antichità seppero magnificare questo colore inventando la loro celebre lacca, che unita al rosso cupo e all’oro vivo, risplende ancora 
oggi su mobili e oggetti di squisita fattura

 

rappresenta la cenere e la penitenza, è il risultato della combustione e dell’an-
nientamento della materia, il segno che ogni colore “vivo” è stato cancellato. Carattere psicologico del grigio: calmo, sensato, conservatore

 

 

La dinamica dei colori in India
il rosso è chiamato “Spirito della Vita”, una tonalità che conferisce vitalità ma che ha molte sfumature, positive e negative: l’amore, la sensualità e il dinamismo, ma anche la collera e la perdita di controllo. L'arancio è il colore della santità, apportatore e rinforzatore della fede, è un colore che fa bene alla salute ma spinge all’indivi-
dualismo, alla fierezza e all’orgoglio. Il giallo è il colore della saggezza, spinge a riflettere, a meditare, a ricercare la saggezza mostrandosi ragionevoli e prudenti. Il verde è il colore della eternità e della evoluzione, della crescita e dello sviluppo, del magnetismo e della ricchezza. Apporta speranza e possibilità di evoluzione. Il blu è lo spirito della verità, è legato alla religione, alla pace e alla musica. Il blu aiuta a sviluppare il senso musicale, calma il sistema nervoso, guarisce i polmoni e agisce bene-
ficamente sugli occhi. L’indaco è lo spirito della forza e della regalità. Ha le stesse virtù della luce blu, ma più elevate. Il viola è il colore della onnipotenza, dell’amore spirituale, dello spirito di sacrificio e del dono di sé. È un colore potente e mistico che protegge l’uomo. Il rosa è la sfumatura dell’amore altruistico e della tenerezza, agisce sull’intelletto sublimando le preoc-
cupazioni e i pensieri tetri della vita

 

è il colore caldo del fuoco, una tinta brutale, eccitante, snervante, dinamica, esaltante, che deve venire perciò 
manipolata con prudenza e discrezione. Rosso come il sangue, la collera, le passioni, è il colore del calore e del 
movimento. Essen-
zialmente dinamico, il rosso risveglia la energia vitale e il desiderio, la volontà di conquista e di attività. Nei bambini il rosso è il colore che viene visto meglio e il più attraente. Il rosso eccita, stimola la mente, aumenta la tensione muscolare e la velocità del respiro. Nei suoi aspetti positivi è il tono iniziativo, quello del cuore dagli slanci impulsivi e generosi, ma in  senso negativo è la tinta dell’odio e dei massacri, delle violenze infernali. Eccitante per i sanguigni, il rosso è stimolante per i linfatici o i convalescenti e stimola l’attività psichica nella depres-
sione. Il rifiuto del rosso si accompagna spesso alla fatica fisica e nervosa, alla mancanza di vitalità, alle preoc-
cupazioni, alla impotenza o alla perdita del desiderio sessuale. Al contrario, un gusto troppo pronunciato per il rosso testimonia un 
tempera-
mento sanguigno, eccessivo e incapace di trovare la soddisfazione e la pace che invano cerca. “Vedere rosso” è una vecchia espressione ancora in uso che significa perdere la ragione, uscire da sé per darsi ad atti dettati dalla follia e dallo squilibrio. Nel racconto di Perrault Cappuccetto Rosso, la bambina divorata dal lupo attira impru-
den
temente 
l’animale con il colore rosso del suo cappuccio, e in questo caso il rosso è il richiamo alle forze sessuali incontrollate e il pretesto per la antropofagia alla quale risponde la bestia feroce. Il rosso era indossato dalle prostitute, rappresen-
tava il richiamo agli amori indegni e alle fornicazioni abusive e proibite. Carattere psicologico del rosso: vigoroso, impulsivo, attivo, simpatico

colore della vitalità e dell’azione, stimola l’ag-
gressività. Grande influenza sull’umore maschile. Crea delle reazioni emotive, sensazione di calore

accresci-
mento delle funzioni psico-
logiche, della tensione muscolare, della pressione cardiaca e del ritmo respi-
ratorio. Stimola l’attività mentale

il rosso è molto importante in cromo-
terapia. La sensazione di calore è puramente psicologica

 

il giallo è il simbolo della fede, della intelligenza e della forza infusa. Come l’oro, evoca la ricchezza materiale e quella dello spirito, la abbondanza. I raggi solari sono in senso sacro una emanazione delle forze legate alla crescita e all’armonia provenienti dal Sole, per gli antichi popoli della Persia rappresen-
tava la sostanza divina, e infatti “Zoroastro” in persiano significa colui che è dorato e ha accesso alle ricchezze dell’anima. Gli antichi Greci l’avevano attribuito ad Apollo, che lo portava come simbolo di gloria. In alcune credenze medioevali, il giallo rappre-
sentava anche l’oro maledetto che spinge la creatura umana al crimine. Il giallo è anche associato all’inganno dello adulterio, che porta alla rottura del matrimonio. Il giallo vivo è attivo, quello pallido è riposante e rilassante. Eccita l’intelletto e incita al lavoro dello spirito. Pieno di luce, il giallo ingrandisce gli spazi, risplende di gioia lieve ed è segno di una certa libertà interiore, il rifiuto del giallo indica la paura dello isolamento e del cambia-
mento. Carattere psicologico del giallo: intellettuale, idealista, filosofico, aperto

buon umore, gaiezza, gioia. Stimolante intellettuale

stimola l’occhio, può calmare certi stati nervosi, stimola l’emotività

 

colore caldo, intimo, accogliente, vivace, evoca il fuoco e il calore. Simboleggia l’equilibrio e l’apertura, l’intuizione, la gioia serena, la forza equilibrata, l’ottimismo. L’arancio stimola più che eccitare, è uno stimolante emotiva che accelera leg-
germente le pulsazioni del cuore e dà una impressione di benessere e di allegria. Psicolo-
gicamente attivo, l’arancio dà sollievo all’anima, ed è dotato del curioso privilegio di favorire la digestione. Carattere psicologico dell’arancio: socievole, amabile

 

 

 

 

come la natura vivente, il verde è simbolo di rinascita e di immortalità, di continua rige-
nerazione. Combi-
nazione di giallo e di blu, questo colore è il più riposante che si possa trovare. Il verde è il colore dello smeraldo di cui era fatto il Graal, il vaso leggendario che conferiva al suo proprietario l’eterna giovinezza. Il sistema nervoso ne trae sollievo e serenità, come quelli che ci apporta la visione stupefatta delle infinite sfumature della vegetazione. Il verde incoraggia il riposo, placa il tumulto mentale provocando unavera e propria “freschezza cerebrale”. Equilibrante, aiuta il corpo e lo spirito a respirare e ad aprisrsi. È il colore della calma e della sicurezza, molto vario nelle sue sfumature può essere impiegato in combinazioni diverse per esprimere altrettanti messaggi vitali. Chi evita il verde soffre probabil-
mente di una grande tensione nervosa che gli impedisce di lasciarsi andare agli influssi vitali ed è afflitto da angoscia, agitazione mentale e stress che influenzano il suo carattere che rischia di essere caustico. Colui che ama “troppo” il verde è una persona “tutta di un pezzo” che ha bisogno di conside-
razione e indipen-
denza, che intende vivere la propria vita a proprio modo anche contro tutto e contro tutti. Secondo alcune superstizioni, il verde porterebbe sfortuna. Nell’Europa del medio evo il verde era portato dai pazzi, e verdi erano gli occhi e la pelle delle figure sataniche raffigurate nelle vetrate di alcune chiese. Per Satana il verde è l’immagine dell’inganno, è il colore del marciume e delle decompo-
sizioni segrete. In fanta-
scienza, il verde conferisce agli extra-
terrestri l’aspetto disumano di esseri cosmici glaciali e lunari. Carattere psicologico del verde: comprensivo, tollerante, fiducioso, sensibile

riposante, 
calma lo spirito, conferisce pazienza

calma la eccitazione, è un colore sedativo, diminuisce la pressione sanguigna, dà sollievo alla emicrania e alle nevralgie. Efficace nella insonnia

 

è il colore della terra madre e del legno, è un colore confortevole, sia da indossare, sia nell’ar-
redamento. Non rappresenta lo slancio vitale del verde, ma la sua maturazione.
Il marrone agisce come un supporto stabilizzante poiché racchiude in sé tutte le promesse feconde della terra e del legno, risveglia la coscienza delle origine dell’essere e le forze vitali da ritrovare. Colore sensoriale, le diverse sfumature di marrone corrispondono al corpo, alla casa e alla sua intimità, alla sicurezza ideale della cellula familiare. Chi rifiuta il marrone considera il benessere fisico e sensuale come una debolezza, chi lo ama “troppo” ha bisogno di un nido per crescere, ha grande necessità di essere confortato sia psicolo-
gicamente, sia moralmente. Carattere psicologico del marrone: calmo, conservatore, perseverante

in piccole dosi è riposante, a dosi massicce ha un effetto depressivo

 

 

come il cielo, l’aldilà, il mare, i grandi spazi, la libertà. Colore calmo, riposante, freddo che non blocca lo sguardo ma lascia che si perda in sé, per gli Egizi il blu era il simbolo delle forze vitali possedute dal dio Sole, blu o l’anima del re dei re. Il blu è sacro in quanto non sembra appartenere al mondo terrestre. Nel buddismo tibetano il blu è il colore della saggezza trascedente, per gli ebrei rappresen-
tava l’immortalità, per gli Aztechi il sole era blu e veniva chiamato “principe di turchese”. La Vergine, madre di Cristo, porta il velo celeste. Il blu viene spesso rappresentato come trasparenza, è una tinta immateriale, che fa parte delle energie dell’irreale. Il blu profondo e fresco porta una promessa di libertà e di armonia, simboleggia la calma di un mare tranquillo e femminile, la dolcezza dei modi, la tenerezza, l’amore per la vita. Nell’abbi-
gliamento, trasmette una vibrazione di equilibrio, di armonia. Colore benefico per i nervi, le angosce, l’eccitazione, opera una salutare distensione. In medicina il blu è consigliato per calmare le nevralgie, l’asma, i reumatismi, le crisi nervose e l’ipertensione grazie alle sue proprietà analgesiche e anti-
spasmodiche. Chi rifiuta il blu è ansioso, insoddisfatto nei rapporti con gli altri e con il mondo e profonda-
mente instabile. In genere questo soggetto compensa l’odio del blu con un’inclinazione pronun-
ciata per il rosso della azione e della agitazione, o per il giallo e il marrone che riscaldano. Carattere psicologico del blu: conservatore, sensibile, serio, coscienzioso

ispira alla pace e alla
intro-
spezione, è un colore talmante. Tendenza alla ideazione, all’euforia creativa

rallenta-
mento delle funzioni fisiologiche come la tensione muscolare e la pressione sanguigna, diminuisce il ritmo respira-
torio. Per alcuni soggetti è più riposante del verde

 

è il colore della temperanza, composto di proporzioni identiche 
di rosso e di blu. Nei rituali cattolici è indice di sotto-
missione, del sacrificio, della passione di Cristo attraverso il dolore e il cammino spirituale. Il viola è il colore dello scambio perpetuo che ha luogo tra la terra ardente e il blu del cielo la cui potenza cosmica è a essa collegata, è un colore che porta alla riflessione e alla medi-
tazione. Carattere psicologico del viola: interiore, doloroso, sacrificale

 

agisce sul cuore, i polmoni, i vasi sanguigni, aumenta la resistenza dei tessuti, aumenta la fertilità femminile

I colori e il loro effetto
Anche se non vi è spiegazione scientifica (e sinceramente, neanche prove convincenti…) la cromoterapia avrebbe degli effetti fisiologici. Ma oltre a questi aspetti, il colore riveste una dimensione psicologica, producendo su di noi un effetto che gli è proprio e al quale la memoria attiva miscelerebbe confusamente l’esperienza soggettiva di quel particolare colore.

A seconda che il nostro ambiente sia triste o allegro – e i colori contribuiscono a creare questa atmosfera – il nostro umore si modifica. Ciascun colore invia una sua propria vibrazione e apporta una sua forza di impatto, una sua carica di influenza che risveglia inconsciamente alcune reazioni nervose, psichiche e compotamentali. Importanti nell’ambiente della nostra vita quotidiana (nell’arredamento ma anche nell’abbigliamento e negli accessori), i colori scatenano “qualcosa” dentro di noi. La percezione è però soggettiva e varia in funzione della personalità perciò uno stesso colore può essere benefico o nefasto, gradevole o sgradevole. Salvo alcuni temi ricorrenti: perché il rosso trasmette l’idea di potenza, il bianco quella della purezza e dell’innocenza, il nero quello del lutto e della serietà, il blu il distacco dai valori terreni e la fede, e così via? Perché la nostra memoria inizia a formarsi fin dall’infanzia a un simbolismo dei colori trasmesso dal nostro ambiente geografico e socioculturale. Perciò noi assoceremo i colori a percezioni già memorizzate.

La vista è un senso che non si manifesta a livello degli occhi, ma del cervello. L’occhio è solo un elemento, per quanto indispensabile, che fa parte integrante di un insieme infinitamente più complesso. Il trasferimento dell’immagine “fotografata” dall’occhio fino al cervello percorre strade ottiche (globo oculare), fotochimiche (coni e bastoncelli) e infine elettriche (nervo ottico). Le informazioni vengono controllate e coordinate, poi trasmesse alla corteccia che riceve e analizza l’immagine che nelle zone associative dei lobi frontali verrà confrontata con le immagini già memorizzate per scatenare, in risposta, i comportamenti adeguati.

Ma che cos’è il colore? “Salvo il caso di anomalie visive, noi chiamiamo per esempio “blu” gli oggetti che emettono o riflettono una luce la cui lunghezza d’onda è di circa 47 nanometri. Quanto alla sensazione che soggettivamente abbiamo di quella tinta, nessuno può garantire che sia identica in tutti gli esseri: le analogie strutturali della retina e del sistema nervoso possono consentirci di suppore che sia così, ma in realtà non ne sappiamo nulla. La sensazione pertiene alla sfera del privato, all’ambito del pensiero” (D. Laplane, neurologo). La luce che proviene dal sole è formata da una miriade di fotoni che contengono tutta l’energia possibile tra due valori estremi. Se la terra, la nebbia, gli alberi o l’erba avessero tutti la stessa natura chimica, cioè fossero formati dalle stesse molecole, noi non potremmo distinguere alcuna differenza di colore tra di loro. Le sostanze diverse che compongono gli elementi compiono invece una selezione tra i fotoni luminosi che le raggiungono: in funzione della loro energia, alcuni fotini saranno assorbiti, altri riflessi verso i nostri occhi. Sono proprio questi ultimi che la retina trasmetterà al cervello attraverso i neuroni – un’informazione che una volta decifrata diventa la sensazione di un colore. Per esempio, un oggetto blu è formato da una sostanza che ricevendo una luce bianca, cioè dei fotoni di lunghezza d’onda compresa tra 0.4 e 0.8 micron, assorbe tutti i fotoni tranne quelli la cui lunghezza d’onda è vicina a 0.47 micron. Questi ultimi vengono riflessi e captati dalla retina, e l’informazione decodificata nel cervello si tradurrà nella sensazione di “blu”. In realtà, come si vede, non esistono oggetti colorati, ma solo oggetti che trattano in un certo modo i fotoni della luce, assorbendone alcuni e riflettendone altri. La retina, posta nel fondo dell’occhio, contiene cellule sensibili alle radiazioni luminose: ben 7 milioni di coni e 130 milioni di bastoncelli. I bastoncelli sono responsabili della visione in bianco e nero, i coni di quella a colori.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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