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La
scienza ha provato la relazione che esiste tra i
colori e il nostro umore, e del resto già nel
secolo scorso Carl Gustav Jung scriveva: “i colori
sono la lingua madre dell’inconscio”.
I colori possono aiutarci a rilassarci o
farci sentire più energici, possono farci sentire
felici o tristi, e soprattutto possono riportare
alla luce antiche memorie, buone e cattive. Ecco
perché ignorare le reazioni istintive a certi
colori è un errore: la nostra risposta emotiva
potrebbe essere collegata a un ricordo, o essere
l’espressione di un sapere
istintivo riguardo a quali colori illuminano il
nostro spirito, o al contrario rabbuiano il nostro
umore. I colori degli ambienti, per esempio, non
influenzano soltanto l’aspetto della stanza, ma
anche la sua atmosfera,
e di conseguenza le emozioni che ne riceviamo.
Sembra inoltre che esista un legame anche tra i
colori e la salute fisica.
Le nostre scelte
cromatiche rifletteranno la nostra personalità,
e i colori ci aiuteranno a create un’atmosfera che
ci aiuta a rilassarci, a essere attivi oppure a
divertirci con altre persone. Uno degli strumenti di
base impiegati nella selezione dei colori è la
famosa ruota
dei colori: la prima fu inventata da Isaac
Newton nel XVII secolo, e da allora è stata
soggetta a molte aggiunte e revisioni. La ruota
rappresenta lo
spettro visibile, cioè i colori
dell’arcobaleno, uniti ai colori analoghi,
che cioè sono in armonia tra da loro perché sono
cromaticamente vicini, e ai colori contrastanti,
o complementari, che sono opposti tra di loro. La
maggior parte delle ruote dei colori contiene 12
colori diversi: tre primari, tre secondari, e tre
“terziari”.
I tre colori
primari sono i rosso, il giallo e il blu, e
questi colori sono detti “primari” perché sono
puri, cioè non possono essere creati mischiando tra
loro altri colori. I tre colori
secondari, che si trovano a metà tra le coppie
di colori primari, sono creati miscelando quantità
equivalenti delle coppie di colori tra cui si
trovano, e sono: l’arancio (che si trova tra il
rosso e il giallo), il verde (tra il giallo e il
blu), e il viola (tra il blu e il rosso). Infine, i colori
terziari
sono creati dalla miscelazione di colori primari
e secondari analoghi (che cioè stanno a lato
l’uno dell’altro nella ruota dei colori).
Esistono
infine i colori neutri, o non-colori:
il bianco, il nero e il grigio. Questi colori
possono essere aggiunti agli altri per modificarne
la stumatura: per esempio con l’aggiunta del
bianco si creano le tinte pastello, il nero rende più
cupi gli altri colori, e il grigio crea la tonalità
di mezzo tra i due.
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La
ruota
dei colori mostra come ogni colore dello
spettro è in relazione a ogni altro,
iniziando dalla tonalità più scura al centro
della ruota e avvicinandosi sempre più alla
luce al perimetro esterno. Si può scegliere
tra quattro
schemi di colore diversi:
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mono-cromatico
un
solo colore è dominante, e si usano le
sue tinte e sfumature per creare le
combinazioni |
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analogo
i colori contigui o vicini l’uno
all’altro nella ruota vengono usati
per creare le combinazioni |
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triadico
si
usano in combinazione tre o più colori
più o meno equidistanti nella ruota |
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comple-mentare
si usano in combinazione i colori che
nella ruota sono diametralmente opposti
tra di loro |
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Interpretazione
dei colori
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colore
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carattere
psicologico e tradizioni
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effetti
psicologici
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effetti
fisiologici
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osserva-
zioni
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è
il colore della luce, dell’unità e della
purezza. In quasi tutte le culture rap-
presenta la purezza nei riti di
iniziazione. Contiene tutti gli altri colori,
si presta alle miscele ed è una base indispen-
sabile in tutte le forme pittoriche e
decorative. Il bianco è uno specchio che
riflette
l’universo, la sua vibrazione ci rinvia a
noi stessi. Anticamente raffigurava la castità
fisica e morale delle fanciulle,
era segno di non-
penetrazione sessuale. Carattere
psicologico del bianco: gentile, educato
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la
dinamica dei colori nel teatro cinese
Nel teatro dell’opera di Pechino, il
simbolismo dei colori viene largamente
impiegato per consentire agli spettatori di riconoscere
le funzioni
(giallo, il colore dello imperatore
e della famiglia imperiale; rosso, personaggi
di alto rango e militari o guerrieri; viola e
blu, funzionari; nero, personaggi di rango
inferiore) ma anche il carattere
degli attori. Quel trucco che a noi sembra
incom-
prensibile si unisce al costume di
scena, ed è molto signi-
ficativo: il bianco è rivelatore di
duplicità, di tradimento e di perver-
sione; il blu di crudeltà e di
ferocia; il rosso di fedeltà, di bontà
d’animo; il giallo di furbizia e di abilità.
Tutto questo simbolismo
richiede allo spettatore una certa attenzione
basata su una acquisizione
culturale e spiega perché per gli occidentali
comprendere a fondo il teatro cinese è spesso
quasi impossibile
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è
l’antitesi del bianco, l’altro colore
della dualità naturale: bianco e nero, bene e
male, giorno e notte, Yin e Yang, vita e
morte. L’assenza di colore è il simbolo
della morte, del nulla e della negazione.
Rappre-
senta la sofferenza e il dolore, la
sterilità e la prova, ma è anche il simbolo
della notte che precede il giorno e perciò
della forza che richiama le energie
dell’inizio del giorno. Come il bianco,
porta alla concen-
trazione, il primo evoca l’ascensione della
vita dello spirito, il secondo la decompo-
sizione- germinazione
sulla quale è basata la vita. A questa tinta
è stata attribuità tutta l’oscurità di
cui è capace l’uomo,
soprattutto separando i termini della magia in
forze nere e forze bianche. È il simbolo
evidente dell’anta-
gonismo profondo presente nella nostra
natura, in cui ciò che è visibile coesiste
con ciò che è nascosto. Il nero, colore
della colpa, viene usato dai religiosi della
Chiesa Cattolica perché questo contro-
colore è il simbolo del nulla e della
morte, e ha la funzione di ricordare agli
uomini che devono morire al mondo. Per contro,
il nero, nonostante la sua tradizione funebre,
è visto anche come l’iniziazione alla
spiritualità attraverso la morte simbolica.
È il colore dei vestiti del lutto nel mondo
occidentale. Nel linguaggio comune è
associato a immagini negative come “avere
idee nere”, “vedere nero”, “essere la
bestia nera”, “essere di umore nero” per
qualificare uno stato depressivo, la collera,
tutti i temi ossessivi e collegati
all’inibizione. Carattere
psicologico
del nero: pessimista, sofisticato
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i
Cinesi della antichità seppero
magnificare questo colore inventando la loro
celebre lacca,
che unita al rosso cupo e all’oro vivo,
risplende ancora
oggi su mobili e oggetti di squisita fattura
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rappresenta
la cenere e la penitenza, è il risultato
della combustione e dell’an-
nientamento della materia, il segno che
ogni colore “vivo” è stato cancellato. Carattere
psicologico del grigio: calmo, sensato,
conservatore
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La
dinamica dei colori in India
il
rosso
è chiamato “Spirito della Vita”, una
tonalità che conferisce vitalità ma che ha
molte sfumature, positive e negative:
l’amore, la sensualità e il dinamismo, ma
anche la collera e la perdita di controllo. L'arancio
è il colore della santità, apportatore e
rinforzatore della fede, è un colore che fa
bene alla salute ma spinge all’indivi-
dualismo, alla fierezza e
all’orgoglio. Il giallo
è il colore della saggezza, spinge a
riflettere, a meditare, a ricercare la
saggezza mostrandosi ragionevoli
e prudenti. Il verde
è il colore della eternità e
della evoluzione, della crescita
e dello sviluppo, del magnetismo e della ricchezza.
Apporta speranza e possibilità di evoluzione.
Il blu
è lo spirito della verità, è legato alla
religione, alla pace e alla musica. Il blu
aiuta a sviluppare il senso musicale, calma il
sistema nervoso, guarisce i polmoni e agisce
bene-
ficamente sugli occhi. L’indaco
è lo spirito della forza e della regalità.
Ha le stesse virtù della luce blu, ma più
elevate. Il viola
è il colore della onnipotenza,
dell’amore spirituale, dello spirito di
sacrificio e del dono di sé. È un colore
potente e mistico che protegge l’uomo. Il rosa
è la sfumatura dell’amore altruistico e
della tenerezza, agisce sull’intelletto
sublimando le preoc-
cupazioni e i pensieri tetri della vita
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è
il colore caldo del fuoco, una tinta brutale,
eccitante, snervante, dinamica, esaltante, che
deve venire perciò
manipolata con prudenza e discrezione. Rosso
come il sangue, la collera, le passioni, è il
colore del calore e del
movimento. Essen-
zialmente dinamico, il rosso risveglia
la energia vitale e il desiderio,
la volontà di conquista e di
attività. Nei bambini il rosso è il colore
che viene visto meglio e il più attraente. Il
rosso eccita, stimola la mente, aumenta la
tensione muscolare e la velocità del respiro.
Nei suoi aspetti positivi è il tono
iniziativo, quello del cuore dagli slanci
impulsivi e generosi, ma in
senso negativo è la tinta
dell’odio e dei massacri, delle violenze
infernali. Eccitante per i sanguigni, il rosso
è stimolante per i linfatici o i
convalescenti e stimola l’attività psichica
nella depres-
sione. Il rifiuto del rosso si
accompagna spesso alla fatica fisica e
nervosa, alla mancanza di vitalità, alle
preoc-
cupazioni, alla impotenza
o alla perdita del desiderio sessuale. Al
contrario, un gusto troppo pronunciato per il
rosso testimonia un
tempera-
mento sanguigno, eccessivo e incapace
di trovare la soddisfazione e la pace che
invano cerca. “Vedere rosso” è una
vecchia espressione ancora in uso che
significa perdere la ragione, uscire da sé
per darsi ad atti dettati dalla follia e dallo
squilibrio. Nel racconto di Perrault Cappuccetto
Rosso, la bambina divorata dal lupo attira
impru-
dentemente
l’animale con il colore rosso del suo
cappuccio, e in questo caso il rosso è il
richiamo alle forze sessuali incontrollate e
il pretesto per la antropofagia
alla quale risponde la bestia feroce. Il rosso
era indossato dalle prostitute, rappresen-
tava il richiamo agli amori indegni e
alle fornicazioni abusive e proibite. Carattere
psicologico del rosso: vigoroso,
impulsivo, attivo, simpatico
|
colore
della vitalità e dell’azione, stimola l’ag-
gressività. Grande influenza
sull’umore maschile. Crea delle reazioni
emotive, sensazione di calore
|
accresci-
mento delle funzioni psico-
logiche, della tensione muscolare,
della pressione cardiaca e del ritmo respi-
ratorio. Stimola l’attività mentale
|
il
rosso
è molto importante in cromo-
terapia. La sensazione di calore è
puramente psicologica
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il
giallo è il simbolo della fede, della intelligenza
e della forza infusa. Come l’oro, evoca la
ricchezza materiale e quella dello spirito, la
abbondanza. I raggi solari sono in
senso sacro una emanazione
delle forze legate alla crescita e
all’armonia provenienti dal Sole, per gli
antichi popoli della Persia rappresen-
tava la sostanza divina, e infatti
“Zoroastro” in persiano significa colui
che è dorato e ha accesso alle ricchezze
dell’anima. Gli antichi Greci l’avevano
attribuito ad Apollo, che lo portava come
simbolo di gloria. In alcune credenze
medioevali, il giallo rappre-
sentava anche l’oro maledetto che
spinge la creatura umana al crimine. Il giallo
è anche associato all’inganno dello adulterio,
che porta alla rottura del matrimonio. Il
giallo vivo è attivo, quello pallido è
riposante e rilassante. Eccita l’intelletto
e incita al lavoro dello spirito. Pieno di
luce, il giallo ingrandisce gli spazi,
risplende di gioia lieve ed è segno di una
certa libertà interiore, il rifiuto del
giallo indica la paura dello isolamento
e del cambia-
mento. Carattere
psicologico del giallo: intellettuale,
idealista, filosofico, aperto
|
buon
umore, gaiezza, gioia. Stimolante
intellettuale
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stimola
l’occhio, può calmare certi stati nervosi,
stimola l’emotività
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colore
caldo, intimo, accogliente, vivace, evoca il
fuoco e il calore. Simboleggia l’equilibrio
e l’apertura, l’intuizione, la gioia
serena, la forza equilibrata, l’ottimismo.
L’arancio stimola più che eccitare, è uno
stimolante emotiva che accelera leg-
germente le pulsazioni del cuore e dà
una impressione di benessere e di
allegria. Psicolo-
gicamente attivo, l’arancio dà
sollievo all’anima, ed è dotato del curioso
privilegio di favorire la digestione. Carattere
psicologico dell’arancio: socievole,
amabile
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come
la natura vivente, il verde è simbolo di
rinascita e di immortalità, di continua rige-
nerazione. Combi-
nazione di giallo e di blu, questo
colore è il più riposante che si possa
trovare. Il verde è il colore dello smeraldo
di cui era fatto il Graal, il vaso leggendario
che conferiva al suo proprietario l’eterna
giovinezza. Il sistema nervoso ne trae
sollievo e serenità, come quelli che ci
apporta la visione stupefatta delle infinite
sfumature della vegetazione. Il verde
incoraggia il riposo, placa il tumulto mentale
provocando unavera e propria “freschezza
cerebrale”. Equilibrante, aiuta il corpo e
lo spirito a respirare e ad aprisrsi. È il
colore della calma e della sicurezza, molto
vario nelle sue sfumature può essere
impiegato in combinazioni diverse per
esprimere altrettanti messaggi vitali. Chi
evita il verde soffre probabil-
mente di una grande tensione nervosa
che gli impedisce di lasciarsi andare agli
influssi vitali ed è afflitto da angoscia,
agitazione mentale e stress che influenzano il
suo carattere che rischia di essere caustico.
Colui che ama “troppo” il verde è una
persona “tutta di un pezzo” che ha bisogno
di conside-
razione e indipen-
denza, che intende vivere la propria
vita a proprio modo anche contro tutto e
contro tutti. Secondo alcune superstizioni, il
verde porterebbe sfortuna. Nell’Europa del
medio evo il verde era portato dai pazzi, e
verdi erano gli occhi e la pelle delle figure
sataniche raffigurate nelle vetrate di alcune
chiese. Per Satana il verde è l’immagine
dell’inganno, è il colore del marciume e
delle decompo-
sizioni segrete. In fanta-
scienza, il verde conferisce agli extra-
terrestri l’aspetto disumano di
esseri cosmici glaciali e lunari. Carattere
psicologico del verde: comprensivo,
tollerante, fiducioso, sensibile
|
riposante,
calma lo spirito, conferisce pazienza
|
calma
la eccitazione, è un colore
sedativo, diminuisce la pressione sanguigna, dà
sollievo alla emicrania e alle
nevralgie. Efficace nella insonnia
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è
il colore della terra madre e del legno, è un
colore confortevole, sia da indossare,
sia nell’ar-
redamento. Non rappresenta lo slancio
vitale del verde, ma la sua maturazione.
Il marrone agisce come un supporto
stabilizzante poiché racchiude in sé tutte
le promesse feconde della terra e del legno,
risveglia la coscienza delle origine
dell’essere e le forze vitali da ritrovare.
Colore sensoriale, le diverse sfumature di
marrone corrispondono al corpo, alla casa e
alla sua intimità, alla sicurezza ideale
della cellula familiare. Chi rifiuta il
marrone considera il benessere fisico e
sensuale come una debolezza, chi lo ama
“troppo” ha bisogno di un nido per
crescere, ha grande necessità di essere
confortato sia psicolo-
gicamente, sia moralmente. Carattere
psicologico del marrone: calmo,
conservatore, perseverante
|
in
piccole dosi è riposante, a dosi massicce ha
un effetto depressivo
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come
il cielo, l’aldilà, il mare, i grandi
spazi, la libertà. Colore calmo, riposante,
freddo che non blocca lo sguardo ma lascia che
si perda in sé, per gli Egizi il blu era il
simbolo delle forze vitali possedute dal dio
Sole, blu o l’anima del re dei re. Il blu è
sacro in quanto non sembra appartenere al
mondo terrestre. Nel buddismo tibetano il blu
è il colore della saggezza trascedente, per
gli ebrei rappresen-
tava l’immortalità, per gli Aztechi
il sole era blu e veniva chiamato “principe
di turchese”. La Vergine, madre di Cristo,
porta il velo celeste. Il blu viene spesso
rappresentato come trasparenza, è una tinta
immateriale, che fa parte delle energie
dell’irreale. Il blu profondo e fresco porta
una promessa di libertà e di armonia,
simboleggia la calma di un mare tranquillo e
femminile, la dolcezza dei modi, la tenerezza,
l’amore per la vita. Nell’abbi-
gliamento, trasmette una vibrazione di
equilibrio, di armonia. Colore benefico per i
nervi, le angosce, l’eccitazione, opera una
salutare distensione. In medicina il blu è
consigliato per calmare le nevralgie,
l’asma, i reumatismi, le crisi nervose e
l’ipertensione grazie alle sue proprietà
analgesiche e anti-
spasmodiche. Chi rifiuta il blu è
ansioso, insoddisfatto nei rapporti con gli
altri e con il mondo e profonda-
mente instabile. In genere questo
soggetto compensa l’odio del blu con
un’inclinazione pronun-
ciata per il rosso della azione e
della agitazione, o per il giallo
e il marrone che riscaldano. Carattere
psicologico del blu: conservatore,
sensibile, serio, coscienzioso
|
ispira
alla pace e alla
intro-
spezione, è un colore talmante.
Tendenza alla ideazione,
all’euforia creativa
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rallenta-
mento delle funzioni fisiologiche come
la tensione muscolare e la pressione
sanguigna, diminuisce il ritmo respira-
torio. Per alcuni soggetti è più
riposante del verde
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è
il colore della temperanza, composto di
proporzioni identiche
di rosso e di blu. Nei rituali cattolici è
indice di sotto-
missione, del sacrificio, della
passione di Cristo attraverso il dolore e il
cammino spirituale. Il viola è il colore
dello scambio perpetuo che ha luogo tra la
terra ardente e il blu del cielo la cui
potenza cosmica è a essa collegata, è un
colore che porta alla riflessione e alla medi-
tazione. Carattere
psicologico
del viola: interiore, doloroso, sacrificale
|
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agisce
sul cuore, i polmoni, i vasi sanguigni,
aumenta la resistenza dei tessuti, aumenta la
fertilità femminile
|
I
colori e il loro effetto
Anche
se non vi è spiegazione scientifica (e
sinceramente, neanche prove convincenti…) la
cromoterapia avrebbe degli effetti fisiologici. Ma
oltre a questi aspetti, il colore riveste una
dimensione psicologica, producendo su di noi un
effetto che gli è proprio e al quale la memoria
attiva miscelerebbe confusamente l’esperienza
soggettiva di quel particolare colore.
A
seconda che il nostro ambiente sia triste o allegro
– e i colori contribuiscono a creare questa
atmosfera – il nostro umore si modifica. Ciascun
colore invia una sua propria vibrazione e
apporta una sua forza di impatto, una sua carica di
influenza che risveglia inconsciamente alcune
reazioni nervose, psichiche e compotamentali.
Importanti nell’ambiente della nostra vita
quotidiana (nell’arredamento ma anche
nell’abbigliamento e negli accessori), i colori
scatenano “qualcosa” dentro di noi. La
percezione è però soggettiva e varia in funzione
della personalità perciò uno stesso colore può
essere benefico o nefasto, gradevole o sgradevole.
Salvo alcuni temi ricorrenti: perché il rosso
trasmette l’idea di potenza, il bianco quella
della purezza e dell’innocenza, il nero quello del
lutto e della serietà, il blu il distacco dai
valori terreni e la fede, e così via? Perché la
nostra memoria inizia a formarsi fin dall’infanzia
a un simbolismo
dei colori trasmesso dal nostro ambiente
geografico e socioculturale. Perciò noi assoceremo
i colori a percezioni già memorizzate.
La
vista è un senso che non si manifesta a livello
degli occhi, ma del cervello. L’occhio
è solo un elemento, per quanto indispensabile, che
fa parte integrante di
un insieme infinitamente più complesso. Il
trasferimento dell’immagine “fotografata”
dall’occhio fino al cervello percorre strade
ottiche (globo oculare), fotochimiche (coni e
bastoncelli) e infine elettriche (nervo ottico). Le
informazioni vengono controllate e coordinate, poi
trasmesse alla corteccia che riceve e analizza
l’immagine che nelle zone associative dei lobi
frontali verrà confrontata con le immagini già
memorizzate per scatenare, in risposta, i
comportamenti adeguati.
Ma
che cos’è
il colore? “Salvo il caso di anomalie visive,
noi chiamiamo per esempio “blu” gli oggetti che
emettono o riflettono una luce la cui lunghezza
d’onda è di circa 47 nanometri. Quanto
alla sensazione
che soggettivamente abbiamo di quella tinta, nessuno
può garantire che sia identica in tutti gli esseri:
le analogie strutturali della retina e del sistema
nervoso possono consentirci di suppore che sia così,
ma in realtà non ne sappiamo nulla. La sensazione
pertiene alla sfera del privato, all’ambito del
pensiero” (D. Laplane, neurologo). La luce che
proviene dal sole è formata da una miriade di fotoni
che contengono tutta l’energia possibile tra due
valori estremi. Se la terra, la nebbia, gli alberi o
l’erba avessero tutti la stessa natura chimica,
cioè fossero formati dalle stesse molecole, noi non
potremmo distinguere alcuna differenza di colore tra
di loro. Le sostanze diverse che compongono gli
elementi compiono invece una selezione tra i fotoni
luminosi che le raggiungono: in funzione della loro
energia, alcuni fotini saranno assorbiti, altri
riflessi verso i nostri occhi. Sono proprio questi
ultimi che la retina trasmetterà al cervello
attraverso i neuroni – un’informazione che una
volta decifrata diventa la
sensazione
di un colore. Per esempio, un oggetto blu è
formato da una sostanza che ricevendo una luce
bianca, cioè dei fotoni di lunghezza d’onda
compresa tra 0.4 e 0.8 micron, assorbe tutti i
fotoni tranne quelli la cui lunghezza d’onda è
vicina a 0.47 micron. Questi ultimi vengono riflessi
e captati dalla retina, e l’informazione
decodificata nel cervello si tradurrà nella
sensazione di “blu”. In realtà, come si vede,
non esistono oggetti colorati, ma solo oggetti che
trattano in un certo modo i fotoni della luce,
assorbendone alcuni e riflettendone altri. La
retina, posta nel fondo dell’occhio, contiene
cellule sensibili alle radiazioni luminose: ben
7 milioni di coni e 130 milioni di bastoncelli.
I bastoncelli sono responsabili della visione in
bianco e nero, i coni di quella a colori. |