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Buona sera, oggi è giovedì 15 maggio 2008

Cosa non indossare

 

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Cosa NON indossare

Per una fashion victim, il primo passo verso la guarigione è ammettere il problema…

Le regole dello chic sono elementari: basta ammettere di non avere la pancia soda, le gambe lunghe o la vita da vespa per trovare il rimedio che nasconde i difetti e lascia la donna libera di concentrarsi sulle sue tante virtù, scrivono nel loro libro Trinny Woodall e Susannah Constantine, conduttrici inglesi di dello show televisivo “What not to wear”. “Se sai dov’è l’errore, puoi farlo giusto”, dice Woodall. Nel loro seguitissimo programma televisivo, le due esperte ispezionano il guardaroba delle donne che hanno commesso troppi passi falsi, le obbligano a indossare ogni singolo capo di abbigliamento e a guardarsi severamente allo specchio: tutto quello che non dona finisce senza pietà tra i rifiuti. Completata la cernita, Trinny e Susannah assemblano i pezzi che funzionano, e che saranno la base di un nuovo guardaroba.

Il libro esplora tutti i problemi più comuni: seno abbondante o inesistente, braccione e sederoni, gambe corte, collo tozzo, stomaco rilassato, gambe grosse, vita che non c’è, caviglie grosse… per ogni bruttura viene indicata la scelta peggiore e quella migliore:

le donne che la natura ha scarsamente favorito di seno “possono vestirsi a strati” – una cosa proibita a quelle molto dotate – “non c’è bisogno dei respingenti per essere sexy, e almeno si può scegliere tra un giorno “con seno” e un giorno “senza seno”, basta indossare un reggiseno imbottito ed ecco che il glamour ritorna per magia, “e poi non ci sarà giacca che non vi stia bene”.
la t-shirt peggiore per una donna con poco seno: “lo scollo accentuato evidenzia un petto ossuto che assomiglia a un pallone sgonfiato” la t-shirt migliore per una donna con poco seno: “attira l’attenzione sulle braccia, che (con questo tipo di figura) sono invariabilmente sottili”

Le modelle del peggio e del meglio sono ovviamente le due autrici, che in una serie di fotografie mostrano con i fatti perché le T-shirt senza maniche non sono la scelta giusta per le braccia grosse e il busto pieno di Constantine, e perché l’aspetto ossuto di Woodall non si adatta alle maglie cadenti. Oltrettutto, entrambe sono ora incinte, un fatto che le ha rese “ancora più conscie delle forme del corpo” e di cosa è più adatto a loro. “Siamo così aperte e sincere riguardo al nostro aspetto, che le donne si fidano di noi”. Ci sono almeno due proibizioni categoriche nell’universo fashion di Trinny e Susannah: mai le T-shirt oversize, mai i pantaloni affusolati. In compenso, ogni donna deve sapersi scegliere il reggiseno giusto, e da nessun armadio dovrà mai mancare un cappotto DOC.

Solo alle teen-agers è concesso tutto, anche i capi meno adatti alla loro conformazione, ma “quando si raggiunge l’età del primo colloquio di lavoro bisogna sapere che cosa sta meglio, e attenersi strettamente a quello”. Lo stile non ha niente a che vedere con la moda, ma con quello che dona, scrive Constantine.

“anche se attirare gli uomini come un magnete può essere adorabile, ci sono momenti della vita in cui volete essere apprezzate per il vostro cervello. Questo richiede un abbigliamento decoroso, e l’uso di qualche trucco per ridurre l’impatto. Lo strumento principale, quello irrinunciabile, è un reggiseno adeguato. Solo così sarete voi a controllare le cose, e non le cose a controllare voi”
la t-shirt peggiore per una donna con molto seno: “fa sembrare i seni come palloni semipieni d’acqua” la t-shirt migliore per una donna con molto seno: “lo scollo profondo interrompe l’immagine del busto, e impedisce al seno di sembrare l’estensione del mento”

Le donne comprano di tutto, anche i capi più inadatti, perché si innamorano di una forma o di un colore, perché hanno deciso di dimagrire o non sanno resistere a un buon prezzo. Ma le migliori sanno anche quali sono i capi che non vedranno mai la luce del giorno. La maggior parte di noi sa benissimo cosa dovrebbe indossare, ma non ha voglia di limitarsi. Tuttavia, è molto meglio sperimentare con i colori, le fantasie e i tessuti, piuttosto che con le forme, e nessuno dovrebbe deprimersi perché i negozi traboccano di magliettine con le ruches proprio sullo stomaco o di pantaloni importabili. “Questi capi sono disponibili anno dopo anno perché c’è sempre qualcuno che li vuole ed è disposto a comprarli. Salvo, ovviamente, voi”.

Trinny WOODALL, Susannah CONSTANTINE
What Not to Wear
Riverhead Books, luglio 2003

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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