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L'amore in palmo di mano

 

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L'amore in palmo di mano

Prima di buttarti sul Kama Sutra dai un occhio alle tue mani, potrebbero aiutarti a scoprire novità piccanti sulla tua predisposizione all’amore.

Scienza spirituale, la chirologia deriva dal Veda, la più antica scrittura sacra dell’India (in sanscrito, veda significa conoscenza). 5000 anni fa, i saggi indu intravvidero una relazione diretta tra la struttura della mano e l’equilibrio tra corpo, anima e spirito, e secondo i testi ancestrali le linee delle nostre mani riflettono le nostre forze innate e indicano le nostre tendenze future. E poiché queste si modulano in funzione delle nostre esperienze, per osservare la nostra evoluzione bisogna guardarle almeno una volta all’anno. Più che un processo di divinazione – si parlerebbe allora di chiromanzia – la chirologia è un metodo di conoscenza di sé.

Quale mano consultare?
La mano inattiva (per esempio la destra se siamo mancini) rivela le nostre abitudini e i nostri tratti ereditari, che influenzano la nostra vita al 75%. La mano attiva, quella con la quale scriviamo, rivela invece le nostre risoluzioni e il 25% che possiamo migliorare. Essa agisce come uno schermo sul quale proiettiamo l’immagine dei cambiamenti che vorremmo attuare in noi e nel nostro modo di vivere. In uno studio approfondito si confrontano tra di loro entrambe le mani, ma si può studiarne una sola – per esempio quella attiva – per vedere a che punto siamo arrivati. Esperto di chirologia vedica e di astrologia, Ghansm Singh Birla ci insegna come “leggere l’amore nelle linee della mano

La nostra disposizione all’amore

(1)  dobbiamo osservare l’equilibrio tra le tre linee principali:
  1. il cuore (come amiamo)
  2. la testa (come pensiamo)
  3. la vita (come viviamo)

queste tre linee dovrebbero essere arrotondate, di intensità uguale e di uguale profondità e lunghezza. In questo caso riflettrebbero l’armonia del corpo, dell’anima e dello spirito, un buon punto di partenza per una relazione riuscita! Si controlla anche l’armonia del quadrilatero, quella “pista di atterraggio per gli angeli” formata dalla linea del cuore e da quella della testa: non toccandosi, dovrebbero formare una clessidra. Questo significa che siamo capaci di dar retta alle nostre intuizioni e di attirare un partner adatto a noi.

(2)  la linea del cuore, il barometro delle nostre emozioni.
La formazione della linea del cuore ci rivela la nostra capacità di vivere delle relazioni armoniose. Anche se bisogna sempre studiare ciascuna linea in rapporto alle altre, alcune indicazioni potrebbero riservare qualche sorpresa…Una linea del cuore che attraversa tutto il palmo dimostra che siamo in armonia con i nostri sentimenti. E’ profonda? Siamo disponibili a stabilire una relazione durevole e piena di armonia. Ma più corta è la linea, meno abbiamo voglia di impegnarci sul serio...

Un cuore aperto si rivela attraverso una linea del cuore che sale verso Giove (guarda l’immagine). Se per esempio la linea del cuore è più corta nella mano sinistra, questo testimonia di una certa difficoltà nei confronti dei sentimenti. Se invece nella mano destra si sviluppano molte diramazioni, allora la persona imparerà nel tempo ad aprirsi alle emozioni più profonde. Una linea del cuore nettamente discendente è indice di una natura prudente e diffidente: per raggiungere gli altri e diventare più spontanei ci sarà richiesto un grande sforzo. Una linea senza interruzioni o isolette è indice di un cuore spalancato ai sentimenti. Se una diramazione scende verso la linea della testa nella mano sinistra, ma non è presente nella destra, ciò è indice di persona che desidera l’amore, ma che frena le proprie emozioni. E quando la linea del cuore si collega a quella della testa, la persona pensa, analizza, dubita, tergiversa invece di lasciar parlare il suo cuore

(3)  tra la Luna e Venere, il mio cuore dondola…
I monti, i cuscinetti di carne presenti sulle mani, rappresentano l’anima o le fondamenta del nostro essere. Il monte della Luna (e), sede delle nostre emozioni e della nostra sensibilità, rivela la nostra capacità di ricevere l’amore, mentre il monte di Venere (d), indica il nostro modo di dare amore a chi ci ama.
Idealmente, il monte di Venere dovrebbe essere leggermente più bombato del suo vicino, il monte della Luna, pur essendo visibilmente alto uguale. Per verificare l’equilibrio tra i due monti, sinonimo di una persona che sta bene nella propria pelle, è sufficiente tenere la mano orizzontale, con i palmi rivolti verso l’altro, e alzarla verso gli occhi: se il monte della Luna è assente, ciò indica che la persona manca di stabilità emotiva e quindi difficilmente è in grado di gestire le emozioni di un partner

Le linee dell’unione: vogliamo veramente impegnarci?
Le linee dell’unione si trovano sul monte di Mercurio, e riflettono i nostri desideri e le nostre possibilità di unione. Guardiamo solo alla linea più marcata: se è unica e dritta, è indice della nostra capacità e del nostro desiderio di vivere una relazione profonda, di essere leali e fedeli, e se è ascendente, parla di un grande bisogno di amore ma anche una voglia molto forte di indipendenza. E se è discendente? Abbiamo grandi esigenze nei confronti del partner. Doppie linee, ravvicinate e parallele? Impegnarci non ci riesce facile, perché pensiamo che da qualche parte di potrebbe essere di meglio… Se le linee dell’unione sono numerose e disposte con una distanza significativa tra di loro, questo è indice della possibilità di vivere più di un rapporto importante nell’arco della vita. Ma se più linee sono molto ravvicinate, avremo molti partner o non siamo proprio dei campioni di fedeltà… L’analisi obiettiva delle linee della mano consente di capire la differenza tra i nostri bisogni e i nostri desideri, e di migliorare i nostri punti deboli. Poiché le nostre linee evolvono con noi – un cambiamento minore può aver luogo anche in tre mesi – in ogni momento ci è possibile cambiare la nostra attitudine nei confronti della vita. E se l’amore non ha ancora bussato alla nostra porta, ricordiamoci la saggezza induista: l’amore nasce prima nell’anima, e questa dà vita allo spirito e al corpo.

Figli: sì o no?
Mentre le linee dell’unione compaiono orizzontalmente sul monte di Mercurio (b), quelle dei figli si elevano verticalmente a partire da quelle dell’unione, senza tagliarle. Esse indicano il desiderio e la possibilità di avere figli, ma non necessariamente un fatto compiuto. La linea è dritta: è un maschietto!
E’ in diagonale: è una femminuccia!

Il più grande chirologo italiano, Victor Dimitri
Da sempre l'uomo è rimasto affascinato dal mistero delle mani. L'interpretazione delle linee e dei segni risale infatti alle civiltà più antiche: l'India, la Cina, la Persia, l'Egitto, Israele, la Grecia e Roma. Anassagora, 

filosofo greco, insegnava e approfondiva l'interpretazione dei segni e delle linee incise sulle mani. Ma gli iniziati del passato che hanno dedicato il proprio genio a studiare la mano e i suoi segni sono stati anche molti altri, fra cui Aristotele, Plinio, Paracelso e Cardamis. La chiesa cristiana, quando il suo potere valicò l'ambito meramente religioso e divenne anche temporale, perseguitò questa scienza, tacciando di stregoneria coloro che vi si dedicavano. La conoscenza, in ogni sua forma di espressione, entra quasi sempre in conflitto con "la politica delle cose". Spiriti liberi e sapienti sono infatti difficilmente governabili. La chiesa definì quindi coloro che interpretavano il destino attraverso le linee della mano come affiliati al Diavolo, come adepti della stregoneria, in una parola, come gente fuori dalla legge divina. Messi così tristemente al bando, i veri studiosi non propagarono la loro scienza, che rimase segreta, mentre vagabondi e ciarlatani continuarono a "leggere" le linee della mano. Si sa infatti che vagabondi e ciarlatani non sono pericolosi, e pertanto la chiesa ufficiale sopportò costoro, bandendo invece coloro che davvero sapevano. La civiltà greca, invece, dette grande importanza a questa scienza, e filosofi e scienzati di grande dottrina vi si dedicarono e la svilupparono.

Il termine Chirologia nasce dall'unione di due parole d'origine greca: "Kheir" (mano) e "Logos" (qui nel senso di discorso, meglio trattazione). Il "Grande dizionario della Lingua Italiana" del Battaglia (Utet-Torino) ne dà questa definizione: "Scienza che tenta di dedurre i dati fisio-psicologici di una persona dallo studio della sua mano". Per Chiromanzia, parola sempre d'origine greca e composta dalle parole mano e divinazione, si intende invece l'arte di indovinare, mediante le linee e tutti i segni nel palmo, il carattere, i sentimenti e il futuro di una persona. Per Chirognomia, che è l'unione dei termini greci mano e cognizione, si intende l'arte di conoscere il destino e il carattere di una persona esaminando l'aspetto e la consistenza della mano (colore, forma, dimensione) nonchè le unghie e altro.

Quest'introduzione ci serve a chiarire meglio i termini per evitare equivoci quando parliamo di scienza (Chirologia) o di arte (Chiromanzia o Chirognomia). La scienza della Chirologia è, a mio parere, la risultante che fornisce l'interpretazione di tutte le forze create da ciascuno dei segni e degli elementi che si possono leggere dall'analisi di una mano. Queste forze, spesso antagoniste, prima di fondersi in un'unica risultante, si sono combattute o alleate; e alcune volte, in questo caos, si sono vicendevolmente - totalmente o solo parzialmente - annullate. La risultante delle forze che parlano al Chirologo, attraverso la mano, non sono altro che l'essenza della nostra personalità, delle nostre azioni e, in un'unica parola, del nostro destino. Interpretare questi risultati significa conoscere il nostro destino. Il destino è il fine, l'avvenire non è che il mezzo intermedio. Scoprendo dunque il fine, l'avvenire non rimane più un segreto inaccessibile. Il traguardo che si prefigge la Chirologia è di conoscere il destino, cioè il fine. Ma in questa ricerca appare naturalmente il mezzo intermedio, ovvero il nostro futuro. In altri termini la Chirologia ha come scopo la definizione della filosofia dei segni della mano, essendo proprio la filosofia la via più diretta che conduce al fine.

Vorrei portare un personale contributo alla Chirologia chiarendo un fatto importante, che ho potuto verificare durante i miei quarant'anni di passione, studio e pratica nella scienza della mano: tutti i segni e gli elementi espressi nella mano non sono uno specchio passivo che riflette l'essenza umana del nostro destino, ma questi segni e questi elementi costituiscono sopratutto una "sfera di cristallo", attraverso la quale possiamo ricevere un messaggio soprannaturale, che ci può prevenire dai pericoli, consigliarci e, sopratutto, farci scoprire delle alternative al nostro cammino. La nostra mano non si limita a segnalarci in anticipo un fine tracciato irrevocabilmente, ma indica un fine che, in certe circostanze e a certe condizioni, può essere modificato o trasformato se si incide sulle forze capaci di modificarlo.

Perchè tutto nella mano ?
Quando gli occhi del neonato cominciano per la prima volta a percepire gli oggetti intorno a lui, la sua mano si tende automaticamente verso ciò che comincia a vedere in modo non chiaro. Tocca per capire. E si tranquilizza soltanto quando ha toccato. Poi il suo sguardo viene attratto da un altro punto, che cerca ancora di toccare. La sua intelligenza non comprende ancora, ma il tatto sì, e ciò gli basta. Se il tatto gli procura senzazioni piacevoli, allora sorride. Se il tatto gli trasmette qualcosa di spiacevole, allora piange. Non esiste altro periodo nella vita umana in cui il tatto assuma un ruolo così importante. Infatti il neonato comunica con l'esterno non solo tramite la voce (pianto e grida) ma anche con il movimento delle mani che esprimono il suo stato d'animo. Sappiamo che la mano è riccamente innervata; in particolare nei polpastrelli abbiamo delle terminazioni nervose di tanti tipi e altamente specializzate nel riconoscere le numerose valenze del tatto (superfici degli oggetti, la loro consistenza, eventuali vibrazioni, il caldo, il freddo ecc.). Tanto per dare un'idea dell'importanza della mano, basta pensare all'area che essa occupa nella corteccia cerebrale deputata all'elaborazione delle informazioni sensoriali o a quella che si occupa del controllo dei movimenti. Infatti l'area occupata dalla mano è estesa quanto quella che viene occupata dall'intero tronco, arti inferori compresi. In un certo senso si potrebbe dire che la mano si comporta come una specie di "ricetrasmettitore": riceve senzazioni, trasmette emozioni.

© Victor Dimitri

BIBLIOGRAFIA
Ghanshyam Singh BIRLA
L'Amore in Palmo di Mano

Chiromanzia per il successo nelle relazioni amorose Golden Books (www.macroedizioni.it)

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Pagina aggiornata al 15/09/2013

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