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Buona notte, oggi è sabato 10 maggio 2008

La morfopsicologia

 

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La morfopsicologia

Nel 1937 il dr. Corman pone le basi della morfopsicologia, la disciplina che studia le caratteristiche del viso in base a cinque parametri. L’obiettivo del Dr. Corman era di ottenere il profilo di una personalità per scoprirne rapidamente le attitudini fisiche, istintive, relazionali e intellettuali.

La morfopsicologia
Autentica sintesi visiva della persona, per un esperto di morfopsicologia il viso rivela molte cose.
I criteri di studio sono cinque:

  • la forma generale del viso e la sua struttura ossea, che riflettono l’equilibrio generale della persona

  • i recettori sensoriali – occhi, naso e bocca – che rivelano la disposizione a comunicare

  • la forma del viso (l’insieme di carne e muscoli) che viene interpretata in funzione dei rilievi e degli affossamenti, l’aspetto tonico oppure arido e inespressivo

  • i tre livelli del viso – la fronte e gli occhi (che corrispondono alle funzioni intellettuali); le guance e il naso (che rivelerebbero l’affettività di una persona); e infine la mascella, la bocca e il mento, che rappresentano la parte istintiva di un individuo

  • le “emifacce”, ossia le due metà del viso ove la destra rappresenterebbe il presente e le funzioni attive, e la sinistra il passato e le funzioni ricettive

Durante una seduta, il morfopsicologo sarebbe quindi in grado di cogliere molto velocemente le attitudini
di una persona
e la sua capacità di realizzarsi: per esempio, un individuo che abbia tratti che indicano una forte propensione alla comunicazione si realizzerà più facilmente nel lavoro di gruppo o a contatto con il pubblico. Alla stessa stregua della grafologia, anche la morfopsicologia è oggetto di interesse da parte di alcune imprese per ottimizzare le mansioni degli impiegati o identificare il potenziale degli interlocutori. In questo ambito, la morfopsicologia consentirebbe di esplorare con una certa precisione tre campi di interesse: la forma del pensiero (logico, intuitivo, rapido,sottile, immaginativo, concreto, astratto, e così via); le modalità di relazione (spontanea, riservata, indipendente, socievole, emotiva, controllata, e così via); l’attività (a breve termine, a lungo termine, vitalità, autonomia, flessibilità, e così via). Per esempio, un pensiero dinamico sarà più adatto a un’attività anch’essa dinamica, mentre un’attività che richiede un alto grado di spontaneità può essere inadatta a una forma di pensiero molto riflessiva.

Come il tuo viso parla di te
E’ proprio vero che il viso è il riflesso della personalità e del potenziale? Sicuramente sì, secondo la morfopsicologia. Ecco come.

Conoscersi meglio e conoscere meglio gli altri, questa era in sintesi l’idea del Dr. Corman, che studiò una vera e propria tipologia della natura umana e del suo potenziale. Secondo Corman esisterebbero due tipi di individui, i dilatati e i retratti. I dilatati, dal viso largo e solido, con linee ampie e l’incarnato colorito, sono più aperti al mondo. Espansivi, comunicano e concretizzano i loro progetti. I retratti, dal viso stretto, allungato e angoloso e l’incarnato pallido o spento, sono centrati su se stessi, preoccupati di preservare la loro indipendenza, tendono a privilegiare la vita interiore alle influenze esterne, e sono molto sensibili. Queste due componenti indissociabili della personalità tentano di armonizzarsi in un rapporto di forze necessariamene instabile: il morfopsicologo coglierà proprio questo equilibrio, sapendo che il viso di una persona rappresenta il punto di incontro del suo patrimonio genetico e delle influenze del suo gruppo di appartenenza culturale e familiare.

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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