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Buona notte, oggi è lunedì 12 maggio 2008

Vuoi essere mia amica?

 

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Vuoi essere mia amica?

Secondo una famosa psicologa “l’amicizia tra donne è soprattutto un legame affettivo: il vero amore comincia con l’amicizia. L’amicizia al femminile si fonda sulla condivisione del cuore, quali che siano gli impegni rispettivi e lo stile di vita di ciascuna”. Se gli uomini “fanno” cose insieme, le donne sono felici più che altro di “essere” insieme. Lo scambio, il dialogo e la confidenza sono alla base della loro amicizia – non sono forse le donne ad avere sempre mille cose da raccontarsi? Ma come sopravvivono le amicizie agli amori? E perché falliscono? Zoom su un rapporto che può riempire una vita.

Il corpo condiviso
C
on le amiche abbiamo un rapporto emotivo molto stretto che di solito siamo inclini a esprimere anche fisicamente. Cure del corpo, massaggi, tinture e abbracci fanno parte della quotidianità di ogni incontro tra amiche degne di questo nome. Sembra che nella nostra cultura le donne esprimano l’amicizia fisicamente, mentre pochi uomini lo fanno. Nel libro “Amare d’amicizia” la psicologa Jacqueline Kelen scrive che “tra amiche le parole dolci, i gesti teneri, i nomignoli o i soprannomi sono molto frequenti. Un’amicizia senza abbracci, senza coccole e senza contatto corporeo sembrebbe a una donna privo di vita, di gioia e perfino di autenticità.”

Complicità totale
La vera amicizia incoraggia e sostiene. Scambio, dialogo e fiducia sono alla base della relazione di amicizia: che si tratti di uomini, di lavoro o di bambini, all’amica si può raccontare proprio tutto. Probabilmente caratterizzata da una sollecitudine materna, l’amicizia al femminile sembra una miscela di amore protettivo e incondizionato, di gratitudine e di consolazione: “le lacrime condivise formano il cemento dell’amicizia, scrive Allan McGinnis in “La dinamica dell’amicizia”. “Tra amiche si mostra una trasparenza e un’apertura totale, non bisogna aver paura di piangere insieme, di parlare di sesso o di qualsiasi altro argomento intimo, anzi, la qualità dell’amicizia dipende proprio da questo”.

La rivalità femminile
Col il passare degli anni gli aspetti circostanziali che saldano le prime amicizie – prossimità geografica, frequentazione delle stesse scuole… - lascia il posto ad altri modi di elezione delle “migliori amiche”. Prove familiari e sentimentali, prime esperienze lavorative – è attraverso i riti di passaggio che si costruiscono le amicizie destinate a durare. Anche gli impegni e le lotte comune sono altrettanti fattori che possono sigillare l’amicizia per sempre. Il femminismo è stato il preludio di più di un duo femminile dei più eterocliti, ma la solidarietà di fronte alle ingiustizie, la complicità e la sorellanza rappresentano forze che alcuni uomini considerano alla stregua di una minaccia. E questo spiega perché molti di loro non credono a questo legame che non assomiglia per nulla ai loro rapporti camerateschi in occasione di una partita o di una società in affari. Ci sarebbero addirittura uomini incapaci di tollerare l’amicizia al femminile perché temono di perdere l’esclusiva sulla propria compagna: ai loro occhi i rapporti tra donne possono essere solo all’insegna della competizione, della rivalità e del tradimento. “La rivalità tra donne – scrive Kelen – mi sembra una creazione maschile, un modo di conservare un potere o un vantaggio; le donne che si sentono rivali tra di loro hanno interiorizzato la strategia maschile a tal punto che si credono indipendenti laddove non fanno che ripeterla, mostrandosi totalmente colonizzate dall’ideologia maschile del potere”.

Gli ingredienti di base dell'amicizia
Se sei sempre oberata, ti preoccupi solo del conto in banca o della carriera, puoi dire addio alla vera amicizia. Non telefonare mai all’amica, farsi vive solo quando si hanno dei problemi, ecco i piccoli antidoti molto efficaci all’amicizia. Essere amiche significa implicarsi, perché è impossibile costruire la vera complicità senza calore e senza scambio sincero. L’espressione dell’amicizia richiede un minimo di gesti concreti come attività e rituali comuni, anche se la frequenza dei rapporti dipende dalle singole amiche. Donne molto occupate possono parlarsi solo ogni tre mesi, mentre altre hanno bisogno di incontrarsi ogni quindici giorni - quello che conta è che ciascuna trovi la propria misura, senza sentirsi abbandonata o trascurata.

Come si rovina un'amicizia
C’è un elemento sul quale i giudizi sono unanimi: per essere l’amica ideale, bisogna prima aver risolto i propri problemi. Le tue nevrosi rientrano nel novero dei rischi di compromettere i rapporti con il prossimo. Il bisogno eccessivo di approvazione e una suscettibilità a fiori di pelle sono infatti all’origine di molte solitudini: “non abbiate paura di chiedere scusa per prime e sappiate restare fedeli alla vostra amica, la vostra amicizia ne guadagnerà”, scrive McGinnis. Disinteressata, libera per quanto possibile da ogni costrizione, invidia e gelosia, l’amicizia vera può nascere solo tra persone che hanno fiducia in se stesse. Se ti accade spesso di sentirti inferiore, fai fatica a fidarti, o soffri di un complesso di superiorità e sei pronta a tutto per riuscire, che amicizia potrai mai costruire? D’altra parte, le donne che abbandonano le amiche non appena un uomo si fa avanti sono molto diffuse. L’irruzione di una passione esclusiva che relega l’amicizia al secondo posto è la più grande minaccia che pesa sull’amicizia: “la scala dei valori in materia di sentimenti resta immutabile – scrive Kelen – l’amore romantico è molto più quotato dell’amicizia. Questa sovrastima del sentimento amoroso, e quindi della coppia, conduce le donne all’isolamento e alla chiusura, dove le amiche funzionano solo come soluzione di rimpiazzo”. Non dimenticate mai, suggerisce Kelen, che l’amicizia è un sentimento che evolve e che fa evolvere: con il tempo, l’attenzione, la fantasia e la cura, se mettete in valore i talenti e le competenze delle vostre amiche, le amicizie vi daranno profonde soddisfazioni.

Come evitare la rottura definitiva:

  • andare sempre d’accordo è impossibile, oltre che inutile. Sappiate essere in disaccordo, e capire il suo punto di vista. Non accumulate rancori, e se la colpite, aspettatevi il colpo di ritorno. Parlate di ciò che sentite e non di quelli che voi considerate come “i suoi errori”

  • litigate con decenza. Affrontate un solo argomento alla volta, e concedetele il diritto di replica. Cercate di evolvere, e non di vincere. Non temete di esprimere affetto e ammirazione

  • lasciatela respirare. Siate parsimoniose con le critiche e attenzione ai commenti inguriosi del tipo “ti trovo male” o “sei uno straccio”. Piuttosto, incoraggiate e consigliate, facendo attenzione a non diventare quella che sa tutto meglio di tutti

  • viva la tolleranza. Senza giudizio e senza compiacimenti, accettatela per quello che è, in fondo l’amate proprio perché è diversa da voi

  • incoraggiatela a essere unica, e a realizzare i suoi desideri

  • accettate che abbia bisogno di restare da sola o che abbia altre attività al di fuori di voi. La possessività, meglio lasciarla agli uomini

  • non siate gelose delle sue relazioni con gli altri. Amicizia e gelosia non vanno d’accordo

  • accettate che il vostro rapporto, che lo vogliate o no, evolve e cambia con il tempo

Amiche di penna
“Le mie amiche mi hanno sempre dato prova suprema della loro devozione, un’avversione spontanea per l’uomo che amavo” - Colette

“Dio ci ha dato i genitori. Grazie a Dio possiamo sceglierci gli amici” – Ethel Watts Mumford

“Nell’amicizia la responsabilità è l’equivalente dell’amore senza strategia” – Anita Brookner

"Il più grande dovere che abbiamo verso i nostri amici è aiutarli a conservare intatte la loro nobiltà e la loro bontà. Se lasciamo che diventino freddi ed egoisti senza mai lamentarcene, non siamo amici sinceri” – Harriet Beecher Stowe

"Alcuni vanno dal prete; altri si danno alla poesia; io ai miei amici” – Virginia Woolf

"Trattate gli amici con la stessa cura delle vostre fotografie, metteli sotto la luce più adatta per loro” – Jennie Jerome Churchill

"L’amicizia non calcola, o meglio, calcola. Ma lo fa senza riflettere” – Madeleine Ferron

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Pagina aggiornata al 19/04/2007

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